Il cappelletto reggiano avrà il marchio Deco


Disciplinare comunale per il cappelletto reggiano: il marchio Deco è una certificazione del settore agroalimentare sul legame con il territorio

Disciplinare comunale per il cappelletto reggiano: il marchio Deco è una certificazione del settore agroalimentare sul legame con il territorio

L’Italia è il Paese dell’Europa che ha il maggior numero di prodotti Dop, Doc, Ipg e tradizionali: marchi che riconoscono una tipicità che è anche garanzia di alta qualità. Su questa strada, ecco nascere lungo la penisola una lunga teoria di certificazioni regionali: oggi si va ancor oltre con la nascita del Deco, ovvero la denominazione comunale d’origine, una certificazione del settore agroalimentare nata con l’obiettivo di legare un prodotto enogastronomico al proprio territorio d’origine.

“Il binomio cibo-cultura racchiude la capacità di rappresentare un territorio e distinguerne caratteristiche uniche, non solo in termini di sapori, ma anche di tradizioni e cultura”: ecco allora che a Reggio Emilia il sindaco, Luca Vecchi, ha deciso la composizione della commissione chiamata a definire il disciplinare che i produttori dovranno seguire per potersi fregiare del marchio Deco per il “cappelletto reggiano”.
Si tratterà di fare sintesi da parte degli esperti tra le varie ricette diffuse nel territorio per individuare gli elementi comuni ed essenziali in base alla tradizione, agli ingredienti utilizzati e al metodo di lavorazione, per definire un disciplinare al quale dovranno attenersi coloro che vogliano ottenere il Deco.

Giuliano Bagnoli, autore e curatore di pubblicazioni su gastronomia locale, storia, tradizioni e dialetto reggiani, sostiene che il cappelletto reggiano, essendo una pasta ripiena, “può essere fatto risalire come altri piatti simili al tardo Medioevo, quando era consumato nei conventi”.

Il percorso per ottenere l’attribuzione del marchio Deco prevede che una volta inserito il cappelletto reggiano nel Registro comunale, le imprese e i ristoratori che vorranno utilizzare il marchio Deco sul proprio prodotto dovranno presentare il proprio disciplinare di produzione. Sarà poi la Commissione a esprimersi sull’aderenza di quest’ultimo al disciplinare di riferimento, conferendo o meno la possibilità di sfruttare il marchio.