Sì del Senato all’abrogazione dei voucher, Cna: “Il Governo trovi subito un’alternativa”


A Palazzo Madama arriva la cancellazione in via definitiva dei buoni lavoro con 140 voti favorevoli

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Vuoto normativo dopo l’abrogazione dei voucher

ROMA – Anche il Senato dice sì all’abrogazione dei voucher e lo fa con il voto al ddl n. 2784, di conversione in legge del decreto-legge n. 25, già approvato dalla Camera dei deputati, sul lavoro accessorio. Palazzo Madama nel pomeriggio ha approvato il provvedimento in via definitiva con 140 voti favorevoli, 49 contrari e 31 astenuti.

La sparizione dal mercato del lavoro dei discussi voucher diventa dunque realtà anche se, come denunciato nelle settimana scorse da più parti, manca una vera alternativa per le imprese che finora hanno utilizzato questo strumento.

È quanto denuncia, ad esempio, la CNA che in una nota spiega come “l’abrogazione dei voucher, qualunque ne sia la giustificazione, cancella uno strumento che è servito, e ancora sarebbe servito, a far emergere il lavoro nero e a mettere le imprese nelle condizioni di rispondere in piena legalità e rapidamente alle esigenze di lavoro intermittente e straordinario, della durata perfino di una sola ora”.

“Il rapporto veniva acceso e diventava pienamente operativo senza scaricare sulle imprese la mole di adempimenti equivalente a un’assunzione ordinaria” prosegue la CNA.

“Rimane ora il problema della risposta semplice, veloce, sicura e legale ai picchi di domanda. Le imprese non dispongono di uno strumento davvero sostitutivo ai voucher, per costi economici e burocratici. Il Governo aveva promesso pubblicamente di sostituire i voucher con uno strumento equivalente, sentite le parti sociali. Di questo impegno non c’è traccia. Chiediamo che sia onorato in tempi ragionevoli” conclude l’associazione. Lo si legge in un comunicato della CNA.

Toni simili anche quelli della Coldiretti, secondo la quale a dieci anni dalla loro introduzione, proprio nel settore agricolo per la vendemmia, l’abrogazione fa perdere opportunità di lavoro a 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati nelle attività stagionali in campagna.

I voucher, ricorda la Confederazione, sono stati introdotti nel 2008 nella vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura è stata l’unico settore che è rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) che gli altri settori non hanno mai più conosciuto fino alla sua abrogazione.

Non è un caso che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011. In agricoltura ne sono stati venduti nell’ultimo anno circa 2 milioni, più o meno gli stessi di 5 anni fa, per un totale di 350mila giornate di lavoro.

“Occorre ora individuare una valida alternativa perché, con l’abrogazione della disciplina del voucher, il sistema agricolo è stato doppiamente penalizzato. Se da una parte non si riscontravano nel settore indizi di abnorme e fraudolento utilizzo da dover correggere, dall’altra certamente l’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi rischia, in assenza di interventi adeguati, di andare perduto” spiega il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.

“A fronte dell’abrogazione dei buoni lavoro diviene indispensabile, per evitare un arretramento che danneggerebbe sia imprese che lavoratori, costruire ex-novo uno strumento che possa rispondere alle stesse esigenze delle imprese e dei lavoratori” aggiunge Moncalvo.

“Strumento che al pari del voucher, semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati in quadro compiuto di garanzie soprattutto assicurative” conclude.