Con i primi freddi non siamo solo noi a cedere al richiamo del divano: anche i nostri amici a quattro zampe come i gatti attivano ufficialmente l’“effetto termosifone”
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L’arrivo dell’autunno porta con sé un profondo cambiamento non solo negli orari delle famiglie ma anche in quelli dei loro animali. Per capire come il freddo e il buio modificano le abitudini dei gatti italiani, Kippy, azienda italiana del gruppo Datamars che sviluppa tracker GPS per cani e gatti, ha analizzato per la prima volta giorno per giorno l’attività di quasi 3 mila gatti nei mesi di ottobre, novembre e dicembre dello scorso anno. Quello che emerge si potrebbe definire “effetto termosifone”: quando calano le temperature e arriva prima il buio della sera, i gatti abituati a uscire restano sempre più a lungo in casa, mentre quelli d’appartamento mantengono quasi le stesse abitudini.
“Un mese prima i gatti erano fuori fino a sera, adesso le giornate si accorciano e molti preferiscono il caldo e il tepore di casa, visto che è anche il periodo di accensione del riscaldamento domestico. Si tratta di un cambiamento graduale, che il proprietario spesso non nota, per questo guardarlo nei numeri, come per esempio attraverso un’app che monitora i dati giornalieri di un gatto, può aiutare a capire se un calo di attività è stagionale o merita attenzione”, spiega Iacopo Buccarelli, Brand Reputation, PR & Retention Manager di Kippy.
E così, i gatti passano dalle lunghe camminate serali di fine estate a poche e brevi uscite autunnali. Il rallentamento dei ritmi felini è costante: a ottobre il gatto italiano tipo fa 6.577 passi al giorno, a novembre scende a 5.996 e a dicembre a 5.424. Nello stesso periodo, inoltre, il sonno cresce di circa 25 minuti al giorno, con i gatti che arrivano a dormire fino a 18,1 ore al giorno.
A fare la differenza è lo stile di vita. I gatti che hanno accesso all’esterno rallentano del 21%, perché freddo e buio li tengono più a lungo in casa. Quelli che vivono solo tra le mura domestiche restano invece praticamente stabili (−5%). Anche la settimana lascia un segno, seppur leggero: il sabato è il giorno più attivo (+3%), mentre da martedì a giovedì il movimento resta circa il 2% sotto la media.
Ognissanti e tramonto, i due momenti da tenere d’occhio
Ma cosa succede quando questo rallentamento autunnale incontra la prima grande festività della stagione, ovvero Halloween? Tradizionalmente associata a superstizioni soprattutto sui gatti neri e inviti a tenerli chiusi in casa, la notte del 31 ottobre si rivela in realtà un falso mito per l’etologia felina. Anche se il movimento dei gatti subisce un calo (-14% il 31 ottobre e -9% il 1° novembre), i dati Kippy dimostrano che le superstizioni non c’entrano: il calo dell’attività, infatti, inizia già il 30 ottobre e si protrae fino al 2 novembre. A scombussolare i felini non è la “notte delle streghe”, ma piuttosto il ponte di Ognissanti.
“In questi giorni ciò che altera l’equilibrio delle loro abitudini può essere la casa che si svuota per qualche giorno di vacanza o, al contrario, il fatto che si riempia di ospiti. Come abbiamo visto, in autunno il gatto esce meno, rientra prima e dorme di più. Il nostro compito è assecondare e rispettare il loro naturale bisogno di rallentare i ritmi in vista dell’inverno, garantendo loro in casa spazi caldi e angoli tranquilli in cui dormire, ma anche occasioni di gioco in grado di compensare il movimento perso fuori”, conclude Iacopo Buccarelli.
Infine, l’altro momento delicato è il crepuscolo. Tra fine agosto e fine ottobre, la maggior parte delle uscite dalla zona sicura dei gatti italiani è avvenuta all’alba (30%) o al tramonto (28%), a conferma della natura crepuscolare della specie, mentre la quota notturna si è fermata al 17%. Il campione è ancora contenuto, ma l’indicazione è chiara: con il ritorno dell’ora solare, il buio arriva un’ora prima e coincide con le ore in cui i gatti escono e con il rientro serale dal lavoro in auto. Alcune semplici precauzioni per tutelarli: anticipare la pappa serale per farli rientrare prima dell’imbrunire, dotarli di microchip, collare GPS con elementi riflettenti e sgancio di sicurezza e anche medaglietta identificativa con dati del pet e del proprietario, per gestire tempestivamente eventuali smarrimenti. A chi guida, invece, si chiede maggiore prudenza nelle strade residenziali nelle prime ore della sera.