Circolano virus che hackerano gli smartphone senza nemmeno un clic


Secondo iVerify e Report URI i nuovi spyware possono compromettere i dispositivi a nostra insaputa: basta un annuncio pubblicitario su Instagram

Per infettare un iPhone (o un qualsiasi smartphone Android) con uno spyware non serve più che la vittima clicchi su un link dannoso. È la nuova frontiera della truffa hi-tech, che stavolta potrebbe aver varcato un limite indifendibile, secondo una nuova ricerca condivisa con Axios.

Gli hacker hanno trovato modi nuovi di compromettere i dispositivi senza alcuna interazione da parte dell’utente. Software un tempo utilizzati per spiare politici, giornalisti e altri obiettivi di alto profilo stanno diventando uno strumento per i comuni criminali informatici, interessati a rubare criptovalute o semplici credenziali di accesso.

impronte digitali

I ricercatori di iVerify e Report URI dicono di aver scoperto due campagne distinte, riconducibili a gruppi criminali con presunti legami con la Cina. In entrambi i casi gli aggressori hanno sfruttato infrastrutture pubblicitarie online e siti web legittimi per diffondere spyware sugli iPhone.

Nel primo caso, individuato da iVerify, l’iPhone di un dipendente di un istituto finanziario è stato infettato dopo che questi aveva visualizzato su Instagram un annuncio pubblicitario di una squadra di calcio professionistica. L’annuncio ha attivato automaticamente un attacco, che ha rubato le credenziali di accesso dell’utente e ha effettuato una ricerca nei suoi portafogli di criptovalute. Il codice dannoso ha iniziato a essere eseguito non appena la pubblicità è apparsa sullo schermo della vittima, e l’attacco ha verificato il sistema operativo dell’iPhone prima di implementare un exploit compatibile.

Il secondo caso è stato scoperto da Report URI e ha coinvolto quasi 8.000 siti web legittimi. Gli hacker avevano acquistato circa 630 domini scaduti su cui questi siti facevano ancora affidamento. Si trattava di domini usati in precedenza per ospitare funzionalità legittime, come chatbot e strumenti di analisi, e migliaia di siti continuavano a caricare codice da questi indirizzi. I criminali hanno potuto così reindirizzare silenziosamente i visitatori vulnerabili con iPhone verso spyware progettati per rubare le loro credenziali e criptovalute.

Il meccanismo comune alle due campagne è l’uso di strumenti che si caricano automaticamente durante la navigazione in internet, il che elimina il passaggio che finora ha salvato i più accorti: il clic, l’interazione diretta. I criminali informatici stanno costruendo un’infrastruttura per diffondere spyware attraverso le normali attività online, anziché affidarsi ai tradizionali attacchi di phishing o prendere di mira singoli individui.

Lo scorso anno iVerify aveva scoperto le prove della prima campagna di spyware mirata agli iPhone negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. La scorsa settimana i ricercatori del Citizen Lab dell’Università di Toronto hanno ottenuto la prima conferma pubblica di uno spyware a zero clic diffuso tramite annunci pubblicitari mirati, che ha preso di mira almeno 45 dispositivi all’interno dell’emittente televisiva internazionale Al Jazeera.

Resta aperta la questione dell’attribuzione. Chi c’è dietro? Scott Helme, fondatore e CEO di Report URI, ha detto ad Axios che “o sono cinesi, o vogliono assolutamente farci credere di esserlo”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)