Mattarella a Terra Madre: “La biodiversità è sfida per il futuro, servono politiche nazionali e sovranazionali”


Il Capo dello Stato al teatro Regio di Torino per partecipare alla cerimonia ‘Terra Madre e salone del Gusto’

“È la prima edizione di Terra Madre senza Carlo Petrini, il suo ideatore e rappresenta, sin dal suo slogan Biodiversity – Be diversity, testimonianza di quanto ci ha lasciato, e di quanto ci ha consegnato, frutto del suo pensiero, del lavoro di anni, del confronto che è riuscito ad aprire con tante realtà locali, con centri di studio e di ricerca, con organismi internazionali”. Inizia così il discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a Torino al Teatro Regio per la cerimonia d’apertura di Terra Madre (dal 24 al 27 settembre) con lo slogan; Terra Madre e salone del Gusto. Quest’anno è anche il 40° anniversario della nascita di Slow Food.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia “Terra Madre e Salone del gusto” (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Nel corso della cerimonia al Teatro Regio, è stato reso omaggio alla figura di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e scomparso lo scorso maggio.

La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. È una responsabilità per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e sovranazionali.

Impoverimento con la omologazione delle colture e delle culture, desertificazione di territori, cambiamenti climatici, scomparsa accelerata di specie animali e vegetali, sono davanti a tutti.

La biodiversità – prosegue il Capo dello Stato – ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuire a questa dimensione, a questa condizione, il giusto valore. È anche una grande questione culturale e sociale, che riguarda le persone e l’habitat in cui vivono. La biodiversità, ripeteva Petrini, è ricerca, è incontro; è cultura di solidarietà e di pace, come è stato poc’anzi ricordato”.

“Il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica. Sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili. Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciandovi immani risorse. Sprecando immani risorse.

(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il futuro non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro.

Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli. Come non mai, dimensione locale e dimensione globale sono strettamente legate fra loro parlando di alimentazione.

Come non mai, questi temi sono legati a una dimensione etica, quella dei diritti delle persone” conclude Mattarella.

agnesepriorelli

Giornalista