Attività fisica e malattie oncologiche: online la piattaforma Be Active Lab


Be Active Lab, piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura

gotta attività fisica

Muoversi durante e dopo un tumore non solo è possibile, ma può fare la differenza. Negli ultimi anni si sta affermando infatti una visione sempre più integrata del percorso di cura oncologico, in cui l’esercizio fisico si affianca alle terapie farmacologiche.

Sono molti gli studi scientifici che evidenziano come mantenersi attivi possa aiutare sotto molteplici aspetti, contribuendo a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico del paziente, a ridurre ansia e depressione, a contrastare gli eventi avversi legati ai trattamenti come fatigue, anemia e neuropatie.

L’esercizio fisico può incidere anche sugli esiti clinici, migliorando l’efficacia delle terapie, riducendo il rischio di recidiva e aumentando le probabilità di sopravvivenza, come evidenziato anche dalle linee guida internazionali dell’OMS che indicano come praticare attività fisica dopo una diagnosi oncologica sia associato a un minor rischio di mortalità.

In questo contesto è online Be Active Labpiattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura.

L’esercizio come parte della cura

“L’exercise oncology è una disciplina relativamente recente che considera l’attività fisica non solo come raccomandazione di benessere ma come parte integrante del percorso terapeutico” – spiega Fotios Loupakis, Oncologo, Ricercatore e Presidente Associazione KISS. “Per chi si sta sottoponendo a cure oncologiche, l’esercizio fisico può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurne gli effetti collaterali, con un impatto diretto sull’efficacia delle cure: quando il paziente riesce a seguire con maggiore regolarità i trattamenti, evitando interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la probabilità che il trattamento stesso funzioni al meglio.”