La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura la stagione espositiva duemilaventisei della Project Room con la mostra personale dell’artista italo-polacco Andrea Pakanowski
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La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura domenica 10 maggio alle ore 18.30 la stagione espositiva duemilaventisei della Project Room con la mostra personale dell’artista italo-polacco Andrea Pakanowski, dal titolo Pacanowska | Pacanoswki 1907/1962 due epoche un dialogo, a cura di Ilaria Caravaglio.
Due epoche un dialogo, un filo rosso che lega arte e sangue.
In questo ultimo progetto Andrea Pacanowski sviluppa attraverso una ricerca personale e artistica che intreccia memoria, identità e sperimentazione visiva.
Con Pakanowska / Pakanowski, l’artista rielabora le opere della pittrice Felicia Pacanowska, sua parente stretta ed esponente dell’École de Paris, dando vita a un dialogo tra epoche e linguaggi differenti. Andrea Pacanowski non si limita solo ad una mera reinterpretazione bensì, attraverso la fotografia, costruisce un processo di trasformazione in cui le immagini si smaterializzano e si espandono nello spazio, superando i confini tradizionali del mezzo fotografico.
La sua pratica si distingue per una forte componente pittorica, dove luce, materia e colore diventano strumenti espressivi capaci di generare profondità emotiva e percettiva.
In collaborazione con il graphic designer Stefano Zingaro, sviluppa composizioni tridimensionali nelle quali pittura, grafica e fotografia confluiscono in un unico flusso visivo. Il risultato è una fusione alchemica che reinterpreta l’estetica del Novecento in chiave contemporanea. Il progetto si articola tra reinterpretazioni figurative, animate da presenze femminili, e sperimentazioni astratte, dove forme e colori si espandono oltre i confini tradizionali della fotografia.
Pacanowska | Pacanoswki è la rappresentazione di un’indagine intima: un confronto tra generazioni e uno sguardo personale su un’eredità artistica complessa. Le opere diventano così luoghi di passaggio tra passato e presente, in cui la memoria si trasforma in esperienza visiva sensoriale e l’arte diventa spazio di continuità tra generazioni e visioni.
La mostra, che apre la quarta stagione della project room, prosegue le riflessioni in corso in galleria sulla fragilità della materia, come indagata da Ezia Mitolo in Frangibile (2023), il ritiro intimo e sospeso di Emilio D’Elia in Al riparo dai rumori del mondo (2024) e la tensione stratificata e lirica di Massimo Ruiu in Il verso del piombo, il colore della cenere (2025). All’interno di questa traiettoria curatoriale, il progetto di Andrea Pacanowski rappresenta un ulteriore momento di transizione: non più solo un’esplorazione dello spazio e della materia, ma del tempo stesso, inteso come dimensione fluida, porosa e continuamente riscrivibile.