“Siamoaititolidicoda” invita al boicottaggio dei David. Luci Spente ai David per non Spegnere il Cinema Italiano”


La storia del cinema si fa con il coraggio, non con il cerimoniale”
 sala cinema-film

“Chiediamo ai candidati di non presentarsi alla premiazione del 71° David di Donatello il 6 maggio 2026 e di lasciare la sala vuota. Che il mondo veda il silenzio e il vuoto creati da questa politica. Quella sala deserta sarà la conseguenza di questo scenario e il nostro grido: non siamo una colonia, siamo la Cultura Italiana”. Lo afferma il movimento #siamoaititolidicoda a seguito della posizione assunta oggi dal coordinamento autori.

“Oggi al Teatro Argentina di Roma è andata in scena la gestione del dissenso, non la lotta. Mentre la base dei lavoratori – troupe e post-produzione – viene ignorata, le associazioni tentano di blindare i propri privilegi con la retorica della Federazione Unica. Non possiamo accettare comunicati “soft” e passerelle istituzionali mentre il nostro CCNL è fermo al 1999 e il cinema indipendente viene svenduto. Partecipare ai David di Donatello come se nulla fosse significa avallare questo sistema. La storia del cinema si fa con il coraggio, non con il cerimoniale”.

Le motivazioni

  • Tradimento dell’Eccezione Culturale: Denuncia della trasformazione del cinema da “bene culturale” a “prodotto di mercato”, favorendo le logiche del profitto globale a discapito della diversità delle storie italiane.
  • Asservimento alle Major Straniere: L’Italia viene ridotta a un semplice “service logistico” per le produzioni americane, sovvenzionando i monopoli esteri con fondi pubblici invece di sostenere l’indipendenza culturale nazionale.
  • Tagli Drastici al Settore: Il fondo per il cinema subirà tagli lineari pesanti, con una previsione di riduzione a soli 500 milioni di euro entro il 2027, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intera filiera. Lo scenario si aggrava vedendo le modalità di ripartire queste risorse a discapito del cinema nazionale per favorire quello estero.
  • Gestione di Cinecittà: L’uso dei fondi PNRR (300 milioni) viene criticato perché destinato a creare un hub per i colossi USA, con costi inaccessibili per le imprese italiane che vengono così escluse dai grandi teatri di posa.
  • “Censura Morbida” e Criteri di Finanziamento: Accusa di uno smantellamento culturale che boccia progetti di alto profilo civile per finanziare l’intrattenimento commerciale. Viene inoltre denunciata l’assenza di registe donne tra i progetti finanziati e la presenza di figure politiche nelle commissioni d’esperti.
  • Perdita di Sovranità Normativa: Critica alla presenza della Motion Picture Association (MPA) americana nelle commissioni parlamentari italiane per influenzare la scrittura delle leggi nazionali sul cinema.
  • Sottomissione Etica: Protesta contro il finanziamento pubblico a un sistema industriale legato a nazioni che alimentano conflitti e crisi geopolitiche.
  • Clima di Paura e Propaganda: Volontà di rompere il silenzio imposto dalla “gogna mediatica” e dalla propaganda ministeriale che nasconde la crisi reale del comparto dietro successi di facciata.

Firma la petizione

agnesepriorelli

Giornalista