A lui di deve la scoperta dell’antideutone

È morto oggi all’età di 96 anni il fisico italiano Antonio Zichichi. È stato uno dei fisici e comunicatori scientifici più importanti, e a volte controversi, d’Italia. Nel corso della sua lunga carriera, ha colmato il divario tra la complessa fisica subnucleare e il pubblico, lasciando un segno indelebile nelle infrastrutture di ricerca internazionali.
A Zichichi si deve la scoperta dell’antideutone, la determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli e del momento magnetico anomalo del muone e studi sulla struttura elettromagnetica del protone.
È stato uno dei principali ideatori e promotori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso in Italia, il più grande centro di ricerca sotterraneo al mondo, dedicato alla fisica delle astroparticelle. Nel 1963 fondò la Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana a Erice, in Sicilia che divenne un polo mondiale per lo scambio scientifico, ospitando oltre cento scuole specializzate e migliaia di scienziati, tra cui decine di premi Nobel. Infine, ha contribuito alla misura di precisione del momento magnetico anomalo del muone e agli studi sulla struttura elettromagnetica del protone.
Autore di oltre 1.100 articoli scientifici e direttore di numerosi esperimenti innovativi, Zichichi era noto per la sua forte fede cattolica, sostenendo spesso che non vi fosse alcun conflitto intrinseco tra scienza e religione. Questa posizione, insieme al suo aperto scetticismo nei confronti dell’evoluzione darwiniana e di alcuni modelli di cambiamento climatico, lo pose spesso al centro di accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica. È noto che definisse l’astrologia e la superstizione come una “Hiroshima culturale”.