Upadacitinib conferma la sua efficacia a lungo termine nella colite ulcerosa anche al di fuori dei trial clinici controllati
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Upadacitinib conferma la sua efficacia a lungo termine nella colite ulcerosa anche al di fuori dei trial clinici controllati. In una vasta coorte real-world statunitense, oltre il 60% dei pazienti ha raggiunto la remissione clinica a un anno, con alti tassi di risposta endoscopica e istologica. I dati, che sono stati presentati qualche giorno fa al Crohn’s & Colitis Congress, mostrano una buona durabilità della risposta nel tempo e la possibilità di recuperare la remissione mediante ri-escalation del dosaggio, con un profilo di sicurezza coerente con le evidenze precedenti. Risultati che rafforzano, come hanno evidenziato gli autori dello studio, il ruolo di questo JAK1-inibitore nella gestione personalizzata della UC moderata-grave.
Efficacia sostenuta nella vita reale: i dati a un anno
Questo studio, condotto su upadacitinib, inibitore selettivo di JAK1 già approvato per il trattamento della colite ulcerosa (UC) da moderata a grave, ha considerato 416 adulti valutabili trattati, il 62,5% ha raggiunto la remissione clinica a un anno, endpoint primario dello studio, definito dalla risoluzione dei sintomi e dalla valutazione globale del medico tramite il punteggio Mayo parziale.
Il beneficio non si è limitato al miglioramento sintomatico: una risposta endoscopica è stata osservata nel 75,9% dei pazienti, mentre il 58,6% ha raggiunto una vera e propria remissione endoscopica. Ancora più rilevanti i dati istologici, con il 66,6% dei pazienti in remissione, definita come mucosa normale o malattia cronica inattiva, un obiettivo sempre più riconosciuto come predittivo di migliori esiti a lungo termine.
I miglioramenti erano già evidenti a 6 mesi, quando oltre la metà dei pazienti risultava in remissione clinica e tre quarti mostravano una risposta endoscopica. Questi risultati confermano che l’efficacia di upadacitinib non solo è rapida, ma si consolida nel tempo, rafforzando il suo ruolo nella strategia “treat-to-target” della UC.
Durabilità della risposta e flessibilità terapeutica
Un elemento chiave dell’analisi riguarda la durabilità del beneficio clinico. Tra i pazienti che avevano raggiunto la remissione clinica a 6 mesi, il 71,4% ha mantenuto la remissione a un anno e oltre. Anche sul piano endoscopico e istologico una quota significativa di pazienti ha mostrato una risposta sostenuta, indicando un controllo stabile dell’infiammazione intestinale.
Particolarmente interessante è la valutazione della ri-escalation della dose a 45 mg, esplorata in un sottogruppo di pazienti con risposta incompleta o perdita di efficacia nel tempo. Nei pazienti con risposta subottimale durante la fase di induzione, la ri-escalation ha portato a una risposta clinica nel 100% dei casi, con quasi due terzi che hanno raggiunto la remissione. Analogamente, nei pazienti che avevano perso la remissione dopo una risposta iniziale, oltre il 70% è riuscito a recuperarla grazie all’aumento del dosaggio.
Questi dati sottolineano la flessibilità terapeutica di upadacitinib, aspetto particolarmente rilevante nella gestione di una patologia eterogenea come la colite ulcerosa, caratterizzata da fasi di risposta variabile e da un bisogno frequente di aggiustamenti terapeutici individualizzati.
Profilo di sicurezza e caratteristiche della popolazione studiata
Dal punto di vista della sicurezza, i risultati sono risultati coerenti con quanto già noto dagli studi clinici controllati. Eventi avversi sono stati riportati nel 12,7% dei pazienti, con un’incidenza di herpes zoster del 2,1%. È stato segnalato un singolo episodio di attacco ischemico transitorio in un paziente senza fattori di rischio cardiovascolare noti, che ha comunque continuato la terapia. Non sono stati osservati eventi tromboembolici maggiori né un peggioramento di patologie cardiovascolari preesistenti.
La popolazione analizzata riflette una casistica realistica: età mediana di 36 anni, durata mediana di malattia di 7 anni e una forma estesa di colite in oltre due terzi dei pazienti. Quasi tutti i pazienti hanno ricevuto una dose di induzione di 45 mg per 8 settimane, seguita da una dose di mantenimento di 30 mg. Il follow-up, con una durata mediana di circa 3 anni, conferisce ulteriore solidità ai risultati osservati.
In conclusione, questa ampia analisi real-world conferma che upadacitinib è in grado di garantire un controllo clinico, endoscopico e istologico duraturo nella colite ulcerosa, anche nella pratica quotidiana e in popolazioni meno selezionate rispetto ai trial clinici.
L’elevata percentuale di remissione a un anno, la stabilità della risposta nel tempo e la possibilità di recuperare l’efficacia attraverso la ri-escalation del dosaggio rafforzano il profilo di questo JAK1-inibitore come opzione terapeutica flessibile e robusta. In attesa di follow-up ancora più lunghi, questi dati contribuiscono a colmare il divario tra evidenze sperimentali e realtà clinica, offrendo ai gastroenterologi strumenti concreti per una gestione sempre più personalizzata e orientata agli obiettivi della colite ulcerosa.
Huang K, et al “Real world durability of response and remission with upadacitinib in ulcerative colitis: a multi-centre study” CCC 2026.