Valentino Rossi: “E’ come se non avessi più un padre, i soldi non c’entrano”. Il papà Graziano: “Mi sento come Sgarbi”
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“Il denaro, in questa storia, non ha alcuna rilevanza, per fortuna mia e anche di Graziano. Sono solo addolorato e preoccupato per il mio babbo che non vedo, non sento più”. E così il titolo più facile – la “guerra dei Rossi” – perde l’appendice cattiva, l’interesse. A terra restano i sentimenti spezzati. Da un lato e dall’altro. Valentino affronta il clamore di una vicenda dolorosa ma impossibile da proteggere come intima: il ricorso ai tribunali per le accuse alla compagna di papà Graziano, i soldi che mancano dai conti, il campione che si vede revocato dai giudici l’incarico di amministratore di sostegno. Ma soprattutto un rapporto simbiotico (e moltissimo raccontato negli anni della gloria) che non c’è più.
“È come se non avessi più un padre – confessa a Giorgio Terruzzi, sul Corriere della Sera – La sua relazione sentimentale ha portato a una frattura totale con la famiglia, non capisco per quale ragione visto che con Graziano, sia io, sia mia mamma Stefania, abbiamo sempre avuto rapporti affettivi solidi, importanti. Lo stesso se penso a Clara, sua figlia e alla sua mamma Lorena. Niente, tagliati fuori, tutti, come se fossimo portatori di chissà quale minaccia. Un atteggiamento, se penso al mio babbo, che non riesco a spiegare e che mi porta a cercare di sapere come sta, che è successo per arrivare sino a questo punto. Per me, tutto ciò che accade, è dettato dal bene che gli voglio e dal timore che bene non stia. Questa è una vicenda dettata dall’amore, non da altro. Una situazione che rende me, tutti noi, molto tristi”.
Graziano Rossi, 71 anni, gli risponde con un’intervista al Resto del Carlino, il giornale che per primo a scoperchiato la vicenda. Le parole a distanza segnano un distacco non solo apparente. “Non ci vediamo spesso, ma spero che faccia un passo verso di me per colmare questa distanza“.
Si sente un po’ tradito, non sapeva nemmeno che il figlio fosse il suo amministratore di sostegno “Mi hanno detto firma e pensavo a qualcosa di positivo. Era un momento in cui ero particolarmente debilitato a causa di un’operazione, che ha avuto anche delle complicazioni. Valentino e i suoi collaboratori mi hanno convocato per farmi firmare un foglio, dicendomi che era una cosa che facevano tutti e non avrebbe avuto nessuna conseguenza. Uscivo da quattro ricoveri e due operazioni e fidandomi di mio figlio firmai senza sapere quali sarebbero state le conseguenze. Valentino si è presentato qui, a casa mia, con altre persone. Ha presentato il foglio ed io ho firmato. Nessuno della mia famiglia mi è stato mai di supporto. L’unica persona che si è preso cura di me è sempre solo stata la mia compagna Ambra”.
Dice che la sposerà: “Non abbiamo ancora fissato il giorno ma sarà prima dell’estate. Io inviterò tutti, e spero che vengano a far festa. Contestualmente alla revoca dell’amministratore di sostegno e dopo avergli detto di voler sposare la mia compagna, Valentino presentò subito dopo la denuncia contro di lei per circonvenzione d’incapace. Mi sono sentito come Sgarbi. A mio avviso la denuncia è maturata dal fatto che la mia famiglia, sempre assente con me, si sarebbe vista limitare le aspettative ereditarie. Non devo assolutamente giustificare se ho contribuito al pagamento di una parte del mutuo della casa della mia compagna nella quale spesso vivo”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)