Caso Report, Meloni riaccende la memoria a Schlein e M5s: “Questo Garante della Privacy lo ha eletto il vostro governo”. Ma Ranucci non si trattiene: “Nel Collegio ci sono anche Lega e Fdi”
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Non si placano le polemiche sul caso Report-Garante della Privacy, all’indomani dell’ultima puntata, andata in onda domenica 9 novembre. A riaccendere gli animi, il servizio intitolato “Garante di chi?”, che ha messo nel mirino l’intero consiglio dell’Autorità sulla privacy e ha spinto stamane la leader del Partito democratico Elly Schlein e gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai a chiederne le dimissioni immediate.
LA PREMIER: “FORSE PD E M5S POTEVANO SCEGLIERE MEGLIO”
Non è tardata la replica direttamente dalla premier Giorgia Meloni che ha voluto mettere qualche punto fermo e ribaltare così la frittata: “Questo garante è stato eletto durante il governo giallorosso, in quota Pd e Cinque Stelle”, ha infatti puntualizzato. Perciò “dire che sia pressato dal governo di centrodestra mi sembra ridicolo- ha proseguito- cioè se Cinque Stelle e Pd non si fidano di chi hanno messo alla guida dell’Authority sulla privacy non se la prendano con me. Forse potevano scegliere meglio”. Così è intervenuta la presidente del Consiglio, ai microfoni delle tv a Ciampino, prima di prendere l’aereo per Bari per il comizio dei leader del centrodestra.
MELONI: “NON SPETTA AL GOVERNO AZZERARE IL GARANTE”
Poi, sulla proposta di azzerare l’authority lanciata dalle opposizioni: “Non è di nostra competenza, è una decisione che spetta al collegio”, risponde la premier Giorgia Meloni. E ancora: “Sulla legge da cambiare si può discutere, se volete rifacciamo la legge, ma non ho fatto io nemmeno quella”, ha aggiunto.
RANUCCI A MELONI: “NEL COLLEGIO CI SONO ANCHE LEGA E FDI…”
Meloni ha detto sulle dimissioni del Garante che spetta ‘al collegio decidere, messo da Pd e M5S? “Ci sono anche uno della Lega e uno di Fratelli d’Italia, anzi l’unico proprio organico a Fdi è proprio Ghiglia mi pare. La frase della premier però “è corretta dal punto di vista istituzionale”. Così a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, intervistato da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro.
RANUCCI: “QUEST’ANNO IL PIÙ COMPLICATO PER LE CONDIZIONI DI LAVORO
“Questo è stato l’anno più complicato per Report considerando le condizioni in cui abbiamo lavorato”, si lascia andare il giornalista e conduttore di Report nella trasmissione di Rai Radio1, nel corso dell’intervista.
RANUCCI: “IO CANDIDATO COL M5S? È UNA GRANDE CAZZATA”
Io candidato col M5S? “È una grande cazzata. Se me l’hanno chiesto non te lo dico, non mi sento adeguato per fare politica, che per me è una cosa estremamente seria, soprattutto con una legge elettorale come questa. A fatica riesco a fare il mio mestiere…”. Così a Un Giorno da Pecora, Sigfrido Ranucci risponde alla domanda ‘scomoda’ di Geppi Cucciari e Giorgio Lauro.
MOLLICONE (FDI): “A REPORT GIORNALISMO MILITANTE, A FICTION DI FANTASIA“
“Rinnovo la solidarietà a Ranucci”, e siamo stati “tra i primi a farla. Questo però non ci impedisce di criticare duramente la forma e il modus operandi del programma che vuole impedire al governo di operare”. Lo dice il deputato Federico Mollicone (Fdi), presidente della commissione Cultura, intervenendo oggi in aula alla Camera sulla mozione per la libertà di stampa presentata dai 5 stelle, proprio sul caso Report, all’indomani dell’attentato subito dal giornalista e conduttore Ranucci.
“Quello di Report non è un giornalismo di inchiesta, è un giornalismo militante che ha provocato infiniti danni- prosegue duramente Mollicone- Un giornalismo a tesi, un romanzo di fantasia, una fiction per piattaforme streaming“.
E ancora: “Report viola comunque le comunicazioni di un parlamentare come ha fatto l’altra sera. Quindi solidarietà alla premier Meloni e al sottosegretario Fazzolari che e stato anche diffamato da un componente dei 5 stelle in Antimafia. Siamo in prima linea nel tutelare il giornalismo di inchiesta, quello vero, ma qui c’è una violazione palese della costituzione e delle leggi”.Dice ancora il deputato Federico Mollicone (Fdi), intervenendo in aula alla Camera sulla mozione per la libertà di stampa presentata dai 5 stelle.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)