Le vaccinazioni non aumentano il rischio di sclerosi multipla (SM) nei bambini e negli adolescenti entro cinque anni, secondo uno studio tedesco
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Le vaccinazioni non aumentano il rischio di sclerosi multipla (SM) nei bambini e negli adolescenti entro cinque anni, secondo uno studio pubblicato sul “Multiple Sclerosis Journal”. Non solo, è emersa una tendenza verso un rischio inferiore di SM a esordio pediatrico nei bambini vaccinati, in linea con precedenti scoperte che indicano che le vaccinazioni non rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia negli adulti.
L’importanza della fiducia nell’immunoprofilassi
Gli autori, un gruppo di ricercatori in Germania, sottolineano la necessità di ricostruire la fiducia nei vaccini come misura di salute pubblica. «Le vaccinazioni rimangono una componente critica delle strategie di salute pubblica, prevenendo efficacemente la trasmissione delle malattie infettive e i loro gravi esiti» scrivono i ricercatori, guidati da Sonia Darvishi, dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera. «Questi risultati sottolineano l’importanza di mantenere la fiducia nei programmi di vaccinazione infantile».
L’eziologia della patologia autoimmune
La SM si verifica quando il sistema immunitario avvia un attacco infiammatorio che causa danni a parti sane della mielina nel cervello e nel midollo spinale, causando una vasta gamma di sintomi. Sebbene la SM pediatrica sia rara, la malattia può manifestarsi durante l’infanzia o l’adolescenza.
Le cause esatte della SM a esordio adulto e pediatrico non sono chiare, ma fattori di rischio come infezioni batteriche e virali possono contribuire alla malattia autoimmune. Nonostante i vaccini siano stati indicati come potenziale fattore di rischio, non sembra esserci alcun legame tra vaccinazioni e SM negli adulti.
Dati a supporto della sicurezza della pratica vaccinale
Utilizzando i dati delle richieste di rimborso di 346 pazienti di età compresa tra 9 e 17 anni, che avevano ricevuto una diagnosi di SM, i ricercatori hanno confrontato questi con un gruppo di controllo composto da bambini e adolescenti senza malattie autoimmuni, abbinati per età, sesso e luogo di residenza. Sono stati anche inclusi gruppi di controllo con bambini affetti da malattia di Crohn e psoriasi, altre due malattie autoimmuni.
Nei cinque anni precedenti la diagnosi di SM, quasi due terzi (65,3%) dei pazienti erano stati vaccinati, una proporzione leggermente inferiore a quella osservata nel gruppo senza malattie autoimmuni (68,4%) o nei pazienti con malattia di Crohn (69%) o psoriasi (67,4%).
Il significato dello studio
- Il fatto di essere vaccinati tendeva a ridurre le probabilità di ricevere una diagnosi di SM entro cinque anni, del 12% rispetto al gruppo senza malattie autoimmuni, sebbene questo dato non fosse statisticamente significativo. Riduzioni simili sono state osservate anche nel confronto con i gruppi di Crohn e psoriasi, ma anche queste non hanno raggiunto la significatività statistica.
- I ricercatori hanno concluso che «i risultati non indicano che la vaccinazione in età infantile nei 5 anni precedenti la diagnosi sia associata a un aumento del rischio di SM pediatrica».
Necessità di ulteriori ricerche
Sebbene siano necessari studi più ampi per convalidare i risultati, «questa conclusione è in linea con studi precedenti che non hanno trovato alcun legame significativo tra vaccinazioni e l’insorgenza della SM o altre malattie autoimmuni» scrivono i ricercatori.
Bibliografia:
Darvishi S, Donnachie E, Gasperi C, Hapfelmeier A, Hemmer B. Vaccination as a risk factor for pediatric multiple sclerosis: Insights from a retrospective case-control study. Mult Scler. 2024 Dec;30(14):1825-1829. doi: 10.1177/13524585241297003. leggi