“Il regno delle balene” e “Le strade di Firenze” stasera su Rai 5


Alla scoperta dell’intelligenza animale con “Il regno delle balene” e a seguire viaggio alla scoperta della “fiorentinità” su Rai 5

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Come “pensano” le balene e qual è il loro confine tra istinto e intelligenza? Una domanda alla quale risponde inaspettatamente una megattera nel documentario “Il regno delle balene”, in onda domenica 19 maggio alle 21.15 su Rai 5. Protagonista è una megattera solitaria che pattuglia le coste rocciose dell’Alaska appena in tempo per un evento che le altre balene a quanto pare non conoscono: la liberazione dei salmoni d’allevamento. Le megattere non mangiano salmoni, ma il cetaceo al centro del documentario riuscirà addirittura a prendersi gioco degli allevatori. Al largo del Messico, invece, una famiglia di orche caccia con una tecnica specifica. Le orche si organizzano senza rischiare, comunicando sommessamente con fischi e cinguettii. Non solo: si scoprirà che provano emozioni complesse, ad esempio di fronte al dolore di un compagno, che nel momento del bisogno cerca il sostegno della famiglia.

A seguire, a Firenze, città per antonomasia del Rinascimento, le strade sono strette come i corsetti delle dame del passato, gelose forse di quell’ironia e narcisismo che possiedono solo i fiorentini. Lo racconta “Le strade di Firenze” di Luigi Maria Perotti, in onda domenica 19 maggio alle 22.10 su Rai 5. I fiorentini sanno ridere di se stessi e delle proprie debolezze, ma allo stesso tempo si sentono superiori al resto del mondo. O quantomeno più ‘italiani’ degli italiani. E pensano che la fiorentinità non si possa imparare né imitare, anche perché poche città hanno avuto un impatto così determinante nello sviluppo dell’identità culturale dell’umanità. Chi, oggi, residente o di passaggio, decide di immergersi nella magia senza tempo del suo centro storico, non può fare a mendo di incrociare lo sguardo marmoreo di Giotto, Dante, Leonardo da Vinci, Machiavelli, Leonardo da Vinci, solo per citarne alcuni.

È forse un caso che questa città abbia avuto un ruolo determinate nella loro vita? Ha i suoi contrasti, certo: da un lato la raffinatezza di Palazzo Pitti, dall’altro la vivacità del Mercato Centrale, con bancarelle di ogni genere. Poi il Ponte Vecchio, appoggiato sull’Arno, sul quale sbrilluccicano i vanitosi monili d’oro e d’argento.

Così il documentario cerca di raccontare come oggi i suoi abitanti declinino il concetto di fiorentinità. Partendo da quello che è il suo aspetto più brutale: il calcio storico fiorentino, una antica tradizione che incarna l’anima più verace della città. I suoi partecipanti sono fiorentini doc che, solo per il fatto di poter onorare la storia della città, sono disposti a cimentarsi in una competizione altamente scenografica in cui hanno tutto da perdere e ben poco da guadagnare se non essere ricordati come interpreti dell’emanazione più carnale del luogo simbolo della bellezza senza tempo.

Partendo dalle storie di alcuni dei “calcianti” (questo è il nome con cui vengono indicati i giocatori del calcio storico), il doc si immerge in un dialogo con le strade della città, che oggi parlano a chiunque abbia il tempo per osservare i dettagli lasciati dal passaggio del tempo.