Londra vieta le sigarette a chi è nato dopo il 1° gennaio 2009


Stretta sulle sigarette nel Regno Unito: obiettivo del premier britannico Rishi Sunak è vietare l’acquisto di prodotti del tabacco ai nati dopo il 1° gennaio 2009

Fumo passivo di seconda mano, sigarette fumatori snus

‘Niente fumo, siamo inglesi’. Non è il titolo di una nuova commedia teatrale che fa il verso alla celebre piece di Alistair Foot e Anthony Marriott del 1971 ‘Niente sesso, siamo inglesi’, ma il divieto introdotto ieri nel Regno Unito in tema di sigarette, che intende dare vita alla prima ‘generazione libera dal fumo’.

È infatti questo l’obiettivo del premier conservatore del Regno Unito, Rishi Sunak: il primo passo per realizzarlo consiste proprio nel divieto per i nati dopo il 1° gennaio 2009 di acquistare i prodotti del tabacco. Dunque, ai minorenni che oggi hanno 15 anni, la cosiddetta ‘Generazione Alfa’, non sarà mai consentito di comprare un pacchetto di sigarette.

La crociata salutista, che martedì ha avuto il suo primo dibattito e voto alla Camera dei Comuni, entrerà in vigore nel 2027, quando i 15enni di oggi compiranno 18 anni. Ogni dodici mesi verrà aumentata di un anno l’età legale per l’acquisto del tabacco, andando di fatto a vietare la vendita del tabacco alle nuove generazioni.

NEL MIRINO ANCHE LE SIGARETTE ELETTRONICHE

Anche se dal 2021 il numero di minorenni che svapano è triplicato, il divieto non sarà esteso alle sigarette elettroniche usa e getta ma prevede comunque alcune restrizioni: sarà infatti imposto un limite ai gusti disponibili e verrà regolamentato il loro confezionamento per renderlo meno attraente per i più piccoli.

TRUSS: “SIAMO UN PAESE LIBERO, NON POSSIAMO DIRE ALLA GENTE DI NON FUMARE”

Con il sostegno dell’opposizione, il disegno di legge dovrebbe diventare legge prima delle elezioni, previste per la fine dell’anno. L’obiettivo di Sunak è dunque quello di trasformare il Regno Unito nel Paese più restrittivo al mondo nei confronti di chi decide di accendersi una bionda. Un’idea che l’ex inquilino di Downing Street, Boris Johnson, ha bollato come “assolutamente folle”, mentre per la ex premier Liz Truss si tratta di un provvedimento contrario allo spirito dei conservatori. “Siamo un Paese libero- ha affermato- e non dovremmo essere noi a dire alla gente di non fumare”.

L’OBIETTIVO È PROTEGGERE LA SALUTE DEGLI INGLESI

Un portavoce del governo ha invece tenuto a precisare che “non si tratta di criminalizzare chi fuma o di impedire a chi fuma attualmente di farlo. Il fumo non sarà mai illegale e, se qualcuno attualmente fuma legalmente, i rivenditori potranno continuare a vendergli sigarette e altri prodotti del tabacco. Ma nessun genitore vuole che i propri figli inizino a fumare. Si tratta di proteggere le generazioni future dai danni del tabaccosalvando migliaia di vite e miliardi per il sistema sanitario pubblico nazionale“.

Secondo i dati ufficiali delle autorità, ogni anno sono infatti 17 i miliardi di sterline, circa 20 miliardi di euro, che gravano sull’economia e sulla società britannica: una cifra che supera di gran lunga le entrate annuali che il ministero del Tesoro riceve dalle tasse sui prodotti delle sigarette.

“Smettere di fumare- ha detto Mark Twain- è la cosa più facile del mondo. Lo so perché l’ho fatto migliaia di volte”. Chissà se le misure anti fumo targate Rishi Sunak riusciranno a convincere le nuove generazioni della Gran Bretagna.