Studenti filo-palestinesi occupano il Rettorato della Sapienza


Un gruppo di studenti filo-palestinesi ha occupato il rettorato della Sapienza: “No ad accordi con le università Israeliane”

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No alla partecipazione dell’Università Sapienza al bando MAECI 2024 Italia-Israeledimissioni della rettrice Antonella Polimeni dal comitato tecnico-scientifico di Med-Or, “la fondazione Leonardo che più di tutte è responsabile dell’inserimento dell’accademia nella filiera bellica”. E lo stop “a tutti gli accordi con aziende belliche e le università israeliane complici del genocidio in corso“. Sono le richieste degli studenti e delle studentesse di Cambiare Rotta che ieri sera hanno occupato il rettorato dell’Università Sapienza di Roma, poco prima della riunione del Senato Accademico, sulla scia delle decisioni prese dall’Università di Torino e delle proteste a Bologna. “La aspettiamo rettrice per un incontro pubblico alle 12 in aula magna. La mobilitazione non si fermerà finché non saranno discusse pubblicamente le nostre rivendicazioni”, scrivono oggi in una nota.

STUDENTI CAMBIARE ROTTA: NOI NON CI ARRUOLIAMO

Siamo stanchi di essere ignorati dalla propria università. I venti di guerra soffiano sempre più forte nel nostro paese come in tutta l’Unione Europea. Mentre ci prepariamo alla guerra generalizzata, sotto gli occhi di tutti in Palestina si sta commettendo un genocidio con la complicità del nostro paese che oggi invia persino le navi da guerra nel Mar Rosso. Noi non ci arruoliamo– dichiarano oggi gli occupanti- Sono mesi che ci mobilitiamo contro la filiera bellica in università e contro gli accordi di collaborazione con le università israeliane complici di un massacro. Sono mesi che riceviamo porte in faccia dal nostro ateneo- dicono oggi gli studenti e le studentesse che hanno occupato il rettorato- Negli ultimi senati accademici centinaia di studenti hanno chiesto di poter intervenire portando delle chiare rivendicazioni all’ordine del giorno e puntualmente la nostra rettrice ha rifiutato il confronto. Da Torino a Bari passando per Bologna e Cagliari sono tanti i rettori che hanno quantomeno ascoltato le rivendicazioni degli studenti. La nostra rettrice Antonella Polimeni sceglie ancora il silenzio e la repressione”.

“Ci hanno chiamati intolleranti, quando è la rettrice che censura le iniziative sulla Palestina e ci impedisce di parlare in Senato, addirittura ci hanno chiamati violenti quando da Pisa a Firenze a Roma negli ultimi anni siamo stati manganellati ripetutamente nei nostri atenei e nelle nostre città. La ministra di recente ha persino detto che bisogna ‘distinguere chiaramente tra manifestanti e studenti’, ‘tra frange violente e studenti’, come se il vero studente fosse quello che non manifesta mai, che non si azzarda ad alzare la testa quando qualcosa non gli sta bene, mentre il manifestante è un infiltrato, un esterno, in una retorica da guerra che fa rabbrividire”, concludono.