Bianca Balti e il social egg freezing regalato alla figlia: è polemica


Bianca Balti ha promesso alla figlia Matilde, oggi 17enne, che quando compirà 21 anni le regalerà il social egg freezing, ossia la crioconservazione degli ovociti

bianca balti

“Consumare preferibilmente entro i 35 anni”. Se sugli ovuli ci fosse un’etichetta ad indicare la data di scadenza, probabilmente sarebbe questa la dicitura riportata. Eh sì perché se, in media, una donna di trent’anni ha il 69% di possibilità di rimanere incinta, per ogni anno di posticipazione della maternità, le possibilità si riducono del 5%. Dopo i 35 anni la produzione di ovuli ‘di qualità’ inizia a calare e si parla di fertilità bassa (tra 36 e 40 anni) o scarsa (tra 41 e 45 anni). Le lancette dell’orologio biologico, però, non vanno alla stessa velocità di quelle dell’orologio sociale. Prima lo studio, poi la difficoltà di trovare un lavoro ‘stabile’, parallelamente a quella di incontrare il partner ‘giusto’, oltre che l’oggettiva complessità di conciliare vita professionale e maternità, fanno slittare sempre più in là il momento in cui si decide di concepire. Tanto è vero che secondo l’ultimo rapporto Istat ‘Natalità e fecondità della popolazione residente’, l’età media di una donna alla nascita del primo figlio continua a salire e oggi si attesta a 31,6 anni, tre in più rispetto al 1995. Ecco allora che per provare a fermare il tempo, almeno quello biologico, sempre più donne decidono di preservare la fertilità ‘mettendo in cassaforte’ i propri ovuli, in attesa che la vita prenda la ‘giusta’ piega.

IL REGALO DI BIANCA BALTI ALLA FIGLIA

Bene lo sa la modella Bianca Balti, che qualche giorno fa ha scatenato il dibattito sui social annunciando di aver promesso alla figlia Matilde, oggi 17enne, che quando compirà 21 anni le regalerà il social egg freezing, ossia la crioconservazione degli ovociti, una tecnica che permette di congelare i propri gameti per utilizzarli successivamente, quando si deciderà che è il momento giusto per una gravidanza. Balti, ricordando di essersi sottoposta lei stessa a questa tecnica, ha aggiunto che sarebbe bello se fosse gratuita per tutte: “Sarebbe fantastico se fosse gratis per non avere la pressione dell’orologio biologico. Nella vita bisogna pensare a che cosa è importante per noi. Per me questa è stata una scelta che mi ha donato libertà, soprattutto nel mio caso di non rimanere in una relazione solo per paura di non poter avere la mia terza maternità. Un investimento che facciamo su noi stesse. Il fatto è che noi donne non siamo abituate a farlo senza sensi di colpa”.

LA CRIOCONSERVAZIONE NON GARANTISCE LA GRAVIDANZA

“Sono anni che noi medici informiamo su cos’è la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale- spiega Daniela Galliano, ginecologa e responsabile del Centro Pma IVI Roma– ma è bene sottolineare che non è una garanzia di gravidanza, è una chance in più che una donna può decidere di darsi se oggi non è nelle condizioni di avere un figlio ma in futuro lo vorrà. La tecnica- continua- è nata per motivi medici: preservare la fertilità delle pazienti oncologiche che devono sottoporsi alla chemioterapia, per chi ha familiarità con la menopausa precoce, o per chi ha problemi di endometriosi e deve sottoporsi a interventi sulle ovaie. Oggi poi, sempre di più, viene richiesta da giovani donne che per vari motivi, dallo studio al lavoro, decidono di posticipare di qualche anno la gravidanza in attesa di avere un quadro di vita che ritengono più opportuno”.

Nel corso del 2023 sono stati oltre 3.000 i trattamenti della preservazione della fertilità effettuati, nei centri IVI, per motivi sociali. Il social egg freezing costa mediamente 3.500 euro (esclusi i farmaci per la stimolazione ovarica), quindi si tratta di una tecnica ancora appannaggio di una fascia medio-alta di popolazione. “Il momento più indicato per congelare gli ovociti, senza che sia necessario farlo per prescrizioni mediche, è prima dei 35 anni. Molte donne, però, si rivolgono a noi anche dopo i 38 anni- continua Galliano- età in cui pur essendo possibile ricorrere a questa tecnica, non è più il momento ideale in quanto la qualità degli ovuli ha cessato di essere quella più idonea e quindi si avranno meno probabilità di gravidanza in futuro. Per questo è importante fare informazione ai giovani”.

MA COME FUNZIONA L’EGG FREEZING?

Il trattamento comincia con il ciclo mestruale, momento in cui si inizia la stimolazione ovarica. La durata della stimolazione oscilla dai 10 ai 12 giorni e consiste nella somministrazione di iniezioni di ormoni che stimolano lo sviluppo di molteplici ovuli all’interno di ciascun ovario. Quando i follicoli raggiungono numero e dimensioni desiderati, si somministra una dose di ormoni hCG in modo da indurre l’ovulazione e si programma il prelievo ovarico che viene realizzato 36 ore dopo. Gli ovuli vengono poi congelati a -196°C, in modo da mantenere intatte le caratteristiche del momento in cui sono stati congelati. Galliano rassicura: “Non ci sono rischi per la salute, usiamo dosaggi ormonali medio bassi, e non ci sono effetti collaterali neanche a lungo termine”.

FONTE: Agenzia di stampa Dire (www.dire.it)