Rischio di asma nell’adulto collegato all’uso di antibiotici


Il rischio di asma nell’adulto e l’impiego di antibiotici sono collegati stando ai risultati di uno studio sud-coreano pubblicato su BMJ Open Respiratory Research

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Il rischio di asma nell’adulto e l’impiego di antibiotici sono collegati stando ai risultati di uno studio sud-coreano pubblicato su BMJ Open Respiratory Research: stando a quanto osservato, esisterebbe una relazione che dipende dalla durata di impiego cumulativo di antibiotici negli adulti di età pari o superiori a 40 anni con l’incidenza di asma. Ciò suggerisce, ancora una volta, la necessità di un impiego più appropriato di questi farmaci preziosi nella lotta alle infezioni respiratorie (e non solo).

Razionale e disegno dello studio
Numerosi studi hanno dimostrato che l’impiego di antibiotici nei neonati e nella prima infanzia può causare reazioni allergiche come l’asma; tuttavia, gli studi sugli effetti degli antibiotici sull’asma negli adulti sono limitati. Di qui il nuovo studio, che si è proposto di valutare il rischio di incidenza di asma a seguito dell’impiego di antibiotici.

A tal scopo, i ricercatori hanno attinto ai dati del National Health Insurance Service-Health Screening Cohort (NHIS-HEALS), un database assicurativo sanitario contenente informazioni su pazienti adulti coreani di mezza età o in età avanzata relative ai giorni cumulativi di prescrizione di antibiotici e al numero di classi di antibiotici impiegate.

L’outcome principale dello studio era rappresentato dai casi di asma di nuova diagnosi tra il 2007 e il 2019. Le variabili di esposizione erano i giorni di prescrizione cumulativa di antibiotici e il numero di classi di antibiotici dal 2002 al 2006, definiti individualmente nel database.

L’analisi ha incluso 248.961 partecipanti di almeno 40 anni di età, con dati di screening sanitario dal 2005 al 2006. I pazienti avevano un’età media (SD) di 55,43 (8,91) anni e il 57% era di sesso maschile.
La coorte comprendeva 38.450 individui che non facevano uso di antibiotici; gli individui che facevano uso di antibiotici erano così suddivisi in base ai giorni cumulativi di utilizzo:
– da 1 a 14 giorni, n=112.068
– da 15 a 30 giorni, n=5494
– da 31 a 90 giorni, n=37.252;
– da 91 o più giorni, n=4697

Risultati principali
Dopo un follow-up medio di 13 anni, 42.452 partecipanti sono risultati affetti da asma. Dall’analisi dei dati è emerso che un innalzamento del rischio di asma negli individui con 91 o più giorni di esposizione agli antibiotici rispetto a quelli che non ne facevano uso ( hazard ratio aggiustato [aHR]: 1,84; IC95%: 1,72-1,96), in base al modello di rischio proporzionale di Cox multivariabile aggiustato (modello 1).

Anche il modello multivariabile di Cox proportional hazard aggiustato per la presenza di malattie infettive (modello 2) ha rilevato un aumento del rischio di asma negli individui con 91 o più giorni di esposizione agli antibiotici (aHR: 1,46; IC95%: 1,38-1,55).

In entrambi i modelli si è verificata l’esistenza di una relazione dipendente dalla durata d’impiego cumulativo degli antibiotici con l’incidenza di asma (p<0.001).
Nello specifico:
– nel modello 1, gli individui che avevano utilizzato 4 o più classi di antibiotici hanno sperimentato un innalzamento del rischio di asma (aHR:1,72; IC95%: 1,65-1,80) rispetto a quelli che non avevano impiegato antibiotici. Nel modello 2, gli individui che avevano utilizzato 4 o più classi di antibiotici hanno mostrato anch’essi un rischio maggiore di asma (aHR: 1,44; IC95%: 1,39-1,49) rispetto a quelli che avevano utilizzato solo una classe di antibiotici

Limiti e implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ammesso, tra i limiti metodologici dello studio, l’assenza di dati sull’inquinamento atmosferico, il rischio professionale, la genetica e la storia familiare nelle richieste di rimborso delle prescrizioni dei farmaci erogati, residenti nel database assicurativo sanitario sopra indicato.

Non si piò escludere, inoltre, la presenza di bias legati a problemi di sottodiagnosi di asma o ad un impiego scorretto di questi farmaci.

Ciò detto “…i risultati ottenuti suggeriscono che l’impiego di antibiotici potrebbe aumentare il rischio di asma secondo una relazione durata-risposta; pertanto, è necessario utilizzare gli antibiotici in modo appropriato e responsabile in ambito clinico per prevenire l’asma di nuova diagnosi, in particolare negli adulti”, hanno concluso gli autori dello studio.

Bibliografia
Choi J et al. Association between antibiotics and asthma risk among adults aged over 40 years: a nationally representative retrospective cohort study. BMJ Open Respir Res. 2023;10(1):e001643. doi:10.1136/bmjresp-2023-001643
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