Gaetano Fera nelle librerie con “Terra spromessa”


“Terra spromessa: la rivoluzione contadina del dopoguerra in Calabria” è il nuovo libro di Gaetano Fera fuori per Mauro Pagliai Editore

gaetano fera

Una vicenda ancora oggi poco trattata, quella delle lotte contadine in Calabria negli anni Quaranta del secolo scorso. Le occupazioni da parte dei braccianti dei latifondi lasciati incolti, che culminarono nella strage di Melissa del 1949, sono ora al centro del romanzo storico di Gaetano Fera intitolato Terra spromessa. La rivoluzione contadina del dopoguerra in Calabria (Mauro Pagliai Editore, pp. 144, euro 13).

Frutto di una ricerca che trae spunto dagli archivi locali e dalle testimonianze orali tramandate di generazione in generazione, il libro ha come protagonista Giuseppe Nicastri, reduce del secondo conflitto mondiale che fa ritorno nei suoi luoghi natali, per imbattersi in una terra devastata dalla miseria.

“La situazione”, spiega il professor Renato Ghezzi nell’introduzione, “è quella descritta molto bene nell’Inchiesta parlamentare sulla miseria condotta tra il 1951 e il 1953. In Italia un milione e 357 mila famiglie vivevano allora in stato di miseria e la povertà assoluta era particolarmente evidente nel Meridione, dove il reddito pro capite era circa la metà rispetto al resto della penisola”. Miseria e disoccupazione sfociano in agitazioni che vedono contrapposti i contadini ai proprietari terrieri, questi ultimi interessati a sfruttare solo una piccola parte dei terreni coltivabili. La prima occupazione spontanea di appezzamenti inutilizzati è del 1946: ne seguiranno tante altre, sempre più sostenute dal movimento socialista quanto osteggiate dalla magistratura e dalle istituzioni. La vicenda di Giuseppe si ambienta in un periodo ricco di sommovimenti politici e sociali, in Italia come oltreconfine, e ci mostra una Calabria in ginocchio – c’è spazio per vicende come quella delle Am-lire, che avrà pesanti ripercussioni sull’inflazione, o quella dei boschi depredati per pagare i debiti di guerra – assumendo a più riprese i tratti di una lucida quanto appassionata denuncia.