Dl Ucraina: ok alla proroga di armi e aiuti a Kiev


L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge Ucraina su armi e aiuti a Kiev: ì sono stati 218, i no 42, nessun astenuto

meloni zelensky dl ucraina

Alla vigilia dei due anni dall’inizio del conflitto dopo l’aggressione russa al territorio ucraino, l’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge recante disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina. I sì sono stati 218, i no 42, nessun astenuto.

“Continua l’impegno del governo Meloni a fianco al popolo ucraino travolto dall’aggressione russa due anni fa. Nuovi aiuti militari che l’Italia fornisce per garantire la difesa e la resilienza di una nazione che sta combattendo per difendere i suoi confini. Al contempo auspichiamo che si arrivi al più presto al cessate il fuoco con una soluzione negoziale che metta fine alle sofferenze delle popolazioni coinvolte. E soprattutto che si ristabilisca l’indipendenza dell’Ucraina, che non può essere lasciata sola proprio ora”, dichiara in una nota il deputato di Fratelli d’Italia Massimo Milani.

Molte le critiche dalle opposizioni che invocano un appello al cessate il fuoco e propongono missioni di peacekeeping: “La Politica si riprenda il suo spazio e il suo ruolo, che è quello di ragionare con pragmatismo sulle soluzioni più razionali e più convenienti per il bene degli ucraini e dei nostri popoli”, dice il M5S. E da Nicola Fratoianni dell’Alleanza Verdi Sinistra arriva la denuncia: “Siamo tutti, chi più chi meno, abituati al ritmo del lavoro parlamentare. Sappiamo che, quando la discussione con le dichiarazioni di voto comincia la mattina presto e non ci sono emendamenti, né voti da fare, l’Aula è vuota. Però, me lo faccia dire, fa venire un poco di disperazione, l’Aula di Montecitorio vuota, quando il Parlamento discute della guerra, delle armi, fa venire la disperazione perché ha il sapore della normalizzazione della guerra, della sua naturalizzazione. Dà fino in fondo la misura del senso di impotenza e, dunque, anche della distrazione che ne deriva, in un’Aula come quella del Parlamento, che, in Italia, come in ogni altra parte del mondo, dovrebbe, invece, sentirsi fino in fondo caricata di una responsabilità: quella di fare i conti, minuto dopo minuto, di fronte alla guerra, alle guerre, in Ucraina come a Gaza, ovunque si combattano guerre che producono tragedie, lutti e disperazione”.