Malattie reumatologiche: conferme per golimumab in prima linea


Malattie reumatologiche: arrivano nuovi dati a favore dell’impiego a lungo termine di golimumab come opzione di prima linea

Malattie reumatologiche: arrivano nuovi dati a favore dell'impiego a lungo termine di golimumab come opzione di prima linea

Un’analisi post-hoc di trial clinici registrativi sull’impiego di golimumab nel trattamento di alcune malattie reumatologiche (artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante) suggeriscono che la persistenza in terapia è favorevole quando l’anti-TNF viene utilizzato come opzioni di trattamento a lungo termine di prima linea. Il trend relativo alla persistenza in terapia è inferiore, ma ancora positivo, quando golimumab viene utilizzato come opzione di trattamento a lungo termine di seconda linea. L’analisi post-hoc è stata pubblicata su Clinical Rheumatology.

Razionale e disegno dello studio
Il trattamento continuo è, nella pratica, una necessità per le malattie autoimmuni croniche come l’artrite reumatoide (AR), l’artrite psoriasica (PsA) e la spondilite anchilosante (SA).  La persistenza in terapia dipende dall’efficacia del farmaco, dalla soddisfazione del paziente, dalla sicurezza e dalla tollerabilità. Si tratta quindi di una misura preziosa dell’efficacia complessiva del farmaco.

La persistenza in trattamento con golimumab è stata precedentemente studiata in 5 studi clinici di fase 3 (GO-BEFORE, GO-AFTER e GO-FORWARD per l’AR; GO-REVEAL per la PsA; GO-RAISE per la SA) ma i risultati non erano stati confrontati tramite l’analisi di Kaplan-Meier, uno strumento standard per l’interpretazione dei dati di persistenza in terapia.

In questo studio, pertanto, i ricercatori hanno attinto ai dati raggruppati di questi studi, conducendo un’analisi post-hoc per valutare la persistenza del trattamento con golimumab fino a 5 anni. I dati sono stati raggruppati per analizzare golimumab come terapia di prima linea, di seconda linea o di linea ulteriore linea in pazienti con AR, PsA e SA.

Nello specifico, sono stati messi in pool i dati in persistenza in terapia di 4 dei 5 trial clinici sopra menzionati (GO-BEFORE, GO-FORWARD, GO-REVEAL, and GO-RAISE) per l’analisi dell’impiego di golimumab come trattamento di prima linea, mentre quelli dello studio GO-AFTER sono stati utilizzati per l’impiego di golimumab come trattamento di seconda linea o di linea di trattamento ulteriore.

I pazienti in questione erano stati sottoposti a trattamento sottocute con 50 o 100 mg di golimumab, ogni 4 settimane per un massimo di 5 anni.

Nei 5 studi sono stati arruolati in totale 2.228 partecipanti. Di questi, 1797 erano stati sottoposti a trattamento con golimumab come terapia di prima linea, mentre 431 partecipanti erano stati trattati con il farmaco anti-TNF come terapia di seconda linea.

I partecipanti all’analisi in pool che avevano assunto golimumab come terapia di prima linea avevano una durata mediana della malattia di 3,7 anni, il 62,2% erano donne, il 41,2% aveva un’età superiore ai 50 anni, il 41,3% utilizzava in precedenza corticosteroidi e il 58,1% utilizzava in precedenza metotrexato.

I pazienti che avevano assunto  golimumab come terapia di seconda linea avevano una durata mediana della malattia di 9,2 anni, il 78,7% erano donne, il 61,5% aveva un’età superiore ai 50 anni, il 52,7% aveva usato in precedenza corticosteroidi e il 66,1% metotrexato.

Risultati principali
Dall’analisi è emerso che la persistenza in terapia con golimumab è rimasta elevata per tutta la durata dei 5 anni nella coorte della terapia di prima linea. La probabilità di ritenzione al primo anno era dell’87,8% (IC95%: 86,2-89,2) e del 69,8% (IC95%: 67,6-71,9) al quinto anno.

La persistenza in terapia con golimumab come opzione di trattamento di seconda linea è stata inferiore a quella di prima linea, ma comunque favorevole, con una probabilità di persistenza in terapia ad 1 anno del 76,1% (IC95%: 71,8-79,9) e del 41,6% (IC95%: 36,8-46,3) a 5 anni.

Anche dopo avere valutato se le condizioni di studio specifiche di ogni trial considerato nell’analisi post-hoc potessero influenzare la persistenza, i tassi di persistenza in terapia sono rimasti simili in ciascuno dei 4 singoli studi di prima linea; la ritenzione al primo anno variava dall’86,4% all’89,6% e dal 67,0% al 71,8% al quinto anno.

Limiti e implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ammesso, tra i limiti della loro analisi, la presenza di un maggior numero (in proporzione) di pazienti con AR rispetto a pazienti con PsA e SA; ciò potrebbe avere influenzato negativamente la generalizzabilità dei risultati. Inoltre, la mancanza di dati sull’impiego di golimumab in seconda linea provenienti da studi randomizzati e controllati su pazienti con PsA e SA ha limitato ulteriormente la generalizzabilità dei risultati.

Ciò detto, questa analisi post-hoc dei dati raccolti prospetticamente da cinque studi clinici di Fase III su golimumab in pazienti con malattie reumatiche presenta, per la prima volta, risultati comparativi sulla persistenza in terapia utilizzando l’analisi di Kaplan-Meier.

È stata osservata un’elevata persistenza in terapia per tutte le indicazioni analizzate (AR, PsA e SA), con almeno due terzi dei pazienti che si stima rimangano in terapia cinque anni dopo l’inizio del trattamento.

Anche la probabilità di mantenere il trattamento con golimumab a lungo termine con la terapia di seconda linea, pur essendo inferiore a quella della terapia di prima linea, è rimasta favorevole, con circa il 42% dei partecipanti che si stima a rimangano in terapia al quinto anno.

Nel complesso, la presente analisi suffraga l’impiego di golimumab a lungo termine come terapia di prima linea nei pazienti con malattie reumatiche (AR, PsA e SA) e come terapia di seconda linea nei pazienti con AR.

Bibliografia
Weinstein CLJ et al. Long-term golimumab persistence: five-year treatment retention data pooled from pivotal Phase III clinical trials in patients with rheumatoid arthritis, psoriatic arthritis, and ankylosing spondylitis. Clin Rheumatol. Published online September 26, 2023. doi:10.1007/s10067-023-06760-z
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