Telemedicina: con un buon telefono diagnosi fatta


Molte cose che solitamente vengono fatte in ambulatorio, possono benissimo essere gestite attraverso la telemedicina

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La digitalizzazione in sanità è un percorso obbligato. La recente pandemia in questo senso ha dimostrato che alcune delle molte cose che solitamente vengono fatte in ambulatorio, possono benissimo essere gestite attraverso la telemedicina.

All’ultimo Festival della Salute si è parlato di questo argomento, in diretta su Canale 3 Toscana, con alcuni esperti del settore, in ambito territoriale, nazionale ed internazionale.

Il primo intervento è stato quello del dottor Alan Dappen, Doc Talker Family Medicine di Vienna, VA (Usa), che ha ammesso che “Ci sono voluti molti anni di studio di medicina per capire che oltre il 75% delle visite ambulatoriali sono risolvibili attraverso la telemedicina. Tutto ciò non necessitando, nella maggior parte dei casi, di tecnologie avanzate, ma limitandosi spesso all’uso del telefono o di una videocamera se servisse un esame visuale”.

Dello stesso avviso anche il dott. Lamberto Piana, AD di Delta Informatica, che sottolinea come la telemedicina sia “un ottimo modo per risparmiare tempo e risorse. Negli ultimi anni abbiamo avuto necessità di implementarlo a causa del Covid. Occorre dare assistenza ai pazienti sul territorio e grazie alla tecnologia è più semplice dare assistenza monitorando a distanza. Per questo motivo stanno nascendo strutture logistiche ed organizzative finanziate dal PNR e tra queste c’è sicuramente un implemento dello sviluppo sulla Telemedicina”.

“Inoltre – conclude l’AD di Delta Informatica – il Teleconsulto può essere molto utile anche tra professionisti. Facciamo il caso di un medico diabetologo, che grazie alla tecnologia può facilmente consultarsi con un cardiologo o con un oculista per dare un quadro clinico più completo e preciso al paziente”.

E’ già stata assegnata la gara per la creazione di una piattaforma nazionale che darà la possibilità di unire tutte le strutture ed i professionisti che potranno dialogare attraverso di essa.

Di questa piattaforma faranno parte anche le farmacie, che hanno accolto con soddisfazione questa opportunità, come confermato da Giovanni Petrosillo, Presidente Sunifar e Vice Presidente di Federfarma: “Siamo stati contattati per entrare a far parte della piattaforma di telemedicina – ammette – abbiamo fatto un censimento con le varie farmacie, sia quelle rurali che quelle urbane (che hanno esigenze diverse) ed abbiamo avuto un’ottima risposta. D’altronde, anche nel recente periodo covid, le farmacie hanno avuto un ruolo determinante per la vaccinazione e l’obiettivo è quello di rendere il servizio di assistenza sempre migliore nei confronti del paziente”.

Altro ruolo cruciale è quello dei medici di base, che con il sistema di telemedicina dovranno aggiornare un po’ il loro tradizionale modo di lavorare, come confermato dalla dottoressa Giulia Della Ciana, Medico di Medicina Generale: “Abbiamo provato a tracciare innanzitutto un identikit dei medici di medicina generale della provincia di Siena, la cui età media è abbastanza alta, ma sono quasi tutti ben organizzati con cooperative o strutture del genere. Sarà necessario fare un percorso formativo con i medici, perché chiaramente con la telemedicina aumenterà il loro carico di lavoro dal punto di vista burocratico. Questo upgrade tecnologico però consentirebbe ai medici di poter assistere meglio ed in maniera più semplice i pazienti cronici o con patologie che necessitano monitoraggio frequente”.

In chiusura di trasmissione, il conduttore Franz Campi ha dato la parola al dott. Lorenzo Baragatti, direttore della Società della Salute (SdS) e consigliere di Coop Medici 2000 Siena. “I sistemi di digitalizzazione della sanità presentano sicuramente dei vantaggi, in primis per il cittadino, in particolare ai pazienti cronici. In questo campo il teleconsulto può fare la differenza. Diminuisce le disuguaglianze, e consente di risparmiare tempo e denaro, sia per i pazienti che per il sistema sanitario, tenendo presente che se si risparmiano dei soldi da una parte possono essere reinvestiti su programmi e progetti dove c’è più bisogno. In realtà – chiosa Baragatti – la Telemedicina l’abbiamo già iniziata ad applicare dal 2015, quando nei mezzi di soccorso sono stati installati macchinari per la trasmissione delle immagini direttamente dalle ambulanze allo specialista e questo ha rappresentato di sicuro un bel miglioramento per gli esiti dei salute dei pazienti”.