Dermatite atopica: review italiana sulle terapie disponibili


Gli attuali interventi terapeutici per la dermatite atopica nei bambini e negli adolescenti sono stati oggetto di una review italiana pubblicata su Frontiers in Medicine

Dermatite atopica: upadacitinib bene da solo

Gli attuali interventi terapeutici per la dermatite atopica nei bambini e negli adolescenti sono stati oggetto di una review italiana pubblicata di recente sulla rivista Frontiers in Medicine.

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle ed è il disturbo dermatologico più frequente nei bambini e negli adolescenti. La malattia è associata a un sistema immunitario compromesso e a una prevalenza di risposte immunitarie mediate dai linfociti T helper 2 (Th2). L’approccio multidisciplinare comprende trattamenti farmacologici complessi, gestione delle allergie e dei problemi comportamentali e psicologici.

La scelta del trattamento dipende principalmente dalla gravità della malattia e l’obiettivo di questa revisione era focalizzarsi sui farmaci usati più comunemente e sulle nuove molecole per la gestione dell’infiammazione cutanea pediatrica causata dalla dermatite atopica, alla luce delle attuali raccomandazioni e dei recenti progressi della ricerca.

Trattamenti per la gestione della dermatite atopica nei più piccoli
Il trattamento di prima linea nei bambini e negli adolescenti è rappresentato dai corticosteroidi topici. L’uso precoce di corticosteroidi ad alta potenza all’esordio della malattia acuta aiuta a controllare l’infiammazione, a rigenerare la barriera cutanea e a ridurre l’uso a lungo termine del farmaco. Nelle aree cutanee con assorbimento più elevato, come le palpebre, i genitali e il viso, vengono generalmente applicati corticosteroidi di potenza da bassa a moderata.

Nel 60-73% dei bambini affetti da dermatite atopica può svilupparsi una resistenza ai corticosteroidi topici, una condizione nota come corticofobia, che rappresenta la principale ragione della mancata aderenza alla terapia. L’applicazione del medicinale utilizzando il metodo Fingertip Unit (una striscia di farmaco spremuta dalla punta del dito fino alla prima piega cutanea della falange, corrispondente a una quantità sufficiente per trattare un’area di cute pari a due volte il palmo della mano di un adulto, comprese le dita) può ridurre il rischio di corticofobia.

Gli inibitori topici della calcineurina, tra cui tacrolimus 0,03% unguento e pimecrolimus 1% crema, sono trattamenti di seconda linea approvati per il trattamento di pazienti di almeno due anni di età, mentre oltre i 16 anni è approvato tacrolimus 1%.

Queste terapie forniscono sollievo a lungo termine dal prurito e dalle lesioni acute, tuttavia i possibili effetti collaterali includono dermatite allergica da contatto, reazioni granulomatose simili alla rosacea, melanosi delle labbra e infezioni virali.

I corticosteroidi orali come il metilprednisolone sono utilizzati per le riacutizzazioni o l’eczema grave. L’uso a lungo termine può causare la soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, ipertensione, aumento di peso, osteoporosi e disturbi della crescita nei bambini.

Gli antistaminici orali vengono utilizzati per ridurre il prurito che influisce sul sonno, tuttavia sia quelli di prima che di seconda generazione sono poco efficaci contro la dermatite atopica. L’uso nei bambini è associato a diversi effetti collaterali, come sedazione e sintomi colinergici. Gli antistaminici topici non sono raccomandati nei bambini a causa del rischio di tossicità sistemica.

Agenti immunosoppressori
La ciclosporina A, un inibitore della calcineurina, è la prima scelta per fornire un rapido sollievo dai sintomi quando altre terapie non sono disponibili o sono controindicate. Attualmente nei bambini di età compresa tra 2 e 16 anni con malattia grave si consiglia una dose di 5 mg/kg/die ininterrottamente per 12 mesi o con un regime intermittente di 12 settimane. Questo dosaggio può indurre infezioni, nefrotossicità, ipertensione, tremore, ipertricosi, mal di testa, iperplasia gengivale, cancro della pelle e linfoma. Per la malattia non grave si consiglia una dose di 2,5-5 mg/kg/die suddivisa in due dosi.

Metotrexato, azatioprina e micofenolato mofetile sono considerati di seconda linea per trattare la dermatite atopica grave. Il metotrexato è solo moderatamente efficace nei bambini e negli adulti e può indurre tossicità epatica, pancitopenia, teratogenicità e fibrosi polmonare idiopatica in rari casi. L’emocromo e i profili renali ed epatici devono pertanto essere monitorati di routine.

Anche l’azatioprina è moderatamente efficace ed associata a vari effetti collaterali tra cui epatotossicità, mielotossicità e cancerogenicità. Una buona attività sierica dell’enzima tiopurina S-metiltransferasi consente un uso più sicuro di questo medicinale nei bambini.

Il micofenolato mofetile è più efficace e più sicuro dell’azatioprina nei bambini con dermatite atopica grave, in grado di migliorare i sintomi entro sei-sette settimane.

Agenti biologici
La dermatite atopica è considerata una malattia di tipo 2 ed è associata a una sovraproduzione di citochine da parte dei linfociti Th2 e delle cellule linfoidi innate T2. Sulla base di questa eziologia, sono stati sviluppati anticorpi monoclonali mirati a diverse citochine per la gestione delle forme da moderate a gravi non controllate dai corticosteroidi topici.

A oggi dupilumab, tralokinumab e lebrikizumab hanno ricevuto l’approvazione per il trattamento di adulti e adolescenti, mentre dupilumab è attualmente approvato anche per il trattamento dei bambini dai sei mesi in avanti. Nei bambini di età compresa tra i sei mesi e i 17 anni, dupilumab riduce efficacemente prurito, eczema e disturbi del sonno. Gli effetti avversi più comuni associati ai trattamenti con anticorpi monoclonali comprendono congiuntivite e infezione del tratto respiratorio superiore.

Sono attualmente in fase di studio diversi nuovi agenti biologici che hanno come target altre interleuchine e, tra questi, nemolizumab è stato testato negli adolescenti. Nei pazienti di almeno 13 anni di età nemolizumab alla dose di 60 mg per quattro settimane ha ridotto il prurito e l’eczema, migliorando la qualità della vita dei pazienti.

Small molecules
Alcuni farmaci a piccola molecola, tra cui gli inibitori della fosfodiesterasi-4 (PDE-4) e della Janus chinasi (JAK), hanno ricevuto l’approvazione per il trattamento dei bambini affetti da dermatite atopica.

Tra gli inibitori della PDE-4, crisaborolo è utilizzato per i pazienti dai tre mesi in avanti, difamilast dai due anni in su e roflumilast è raccomandato per i pazienti con almeno 12 anni. Questi farmaci sono utilizzati per la malattia da lieve a moderata e hanno mostrato risultati clinici promettenti e una buona tollerabilità.

Tra i JAK inibitori topici, ruxolitinib ha mostrato risultati promettenti nei bambini, tra cui la riduzione del prurito e dell’ispessimento della pelle, anche se sono necessarie ulteriori conferme sulla sicurezza. Tre JAK inibitori orali, ovvero upadacitinib, abrocitinib e baricitinib, hanno ricevuto l’approvazione per gli adolescenti con almeno 12 anni di età. Anche se hanno mostrato risultati promettenti negli studi clinici, sono associati ad alcuni effetti collaterali come complicanze cardiovascolari, infezioni gravi e cancro.

Referenze

Caffarelli C et al. Anti-inflammatory and biologic drugs for atopic dermatitis: a therapeutic approach in children and adolescents. Front. Med., 16 August 2023.

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