La matematica aiuta a ottimizzare misure restrittive in pandemia


Un metodo matematico messo a punto da ricercatori del Cnr aiuta nell’ottimizzazione delle misure restrittive negli eventi pandemici

misure restrittive

Ricercatori dell’Istituto di analisi dei sistemi ed informatica “A. Ruberti” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iasi), dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università di Milano-Bicocca hanno sviluppato una metodologia per ottimizzare l’impatto delle misure governative nell’eventualità di futuri scenari pandemici.

“L’approccio si basa sulla formulazione di un modello matematico dinamico SIRD (Susceptible, Infectious, Recovered e Deceased, cioè suscettibili, infetti, guariti e morti) tempo-variante, che è in grado di spiegare in modo semplice ed efficace la dinamica pandemica nelle sue diverse fasi”, spiegano i ricercatori coinvolti nello studio. “Le decisioni ottimali vengono prese in maniera tale da bilanciare diffusione del virus e politiche di contenimento, riducendo al minimo sia le perdite umane legate alla diffusione del virus sia l’impatto socioeconomico delle misure restrittive. La tecnica è applicata in uno scenario di simulazione realistico basato su dati triennali (2020-2023) dell’evoluzione di Covid-19 in Italia”.

L’analisi, pubblicata sulla rivista European Journal of Control, “conferma la necessità, in situazioni emergenziali come quella provocata dalla recente pandemia di Covid-19, di attuare misure non farmacologiche (mascherina, distanziamento sociale, ecc.) che abbassino il tasso di infettività relativa nel corso della pandemia, limitando così la perdita di vite umane e preservando, nei limiti del possibile, le attività socio-economiche.” In particolare, dal confronto tra i dati reali della pandemia del Covid-19 in Italia e quelli risultanti dall’algoritmo proposto (Figura 1), gli scienziati coinvolti nello studio concludono che “la procedura di ottimizzazione è in grado di ridurre il numero di morti di oltre il 75% ed il numero massimo di infezioni concomitanti di oltre il 90% rispetto al caso reale. Inoltre, nello scenario peggiore caratterizzato da una potenziale imprecisione nell’implementazione dell’algoritmo, la procedura è comunque in grado di garantire una significativa riduzione delle morti, in misura pari a oltre il 50% rispetto ai dati osservati”.

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