Dal pandoro alle uova di Pasqua solidali: Chiara Ferragni ancora nella bufera


Uova di Pasqua solidali, Selvaggia Lucarelli attacca e Chiara Ferragni cancella i post: “Cachet di 500 e 700milaeuro e Dolci preziosi ha donato 12 e 24mila euro”

Arriva l'uovo di Pasqua firmato Chiara Ferragni

Chiara Ferragni ha chiesto scusa per l’affaire Pandoro Balocco, ma la polemica non si placa. Ad accendere una nuova miccia è Selvaggia Lucarelli che sul Fatto Quotidiano oggi parla di un’altra operazione dell’influencer. Si tratta di uova di Pasqua a scopo benefico realizzate con Dolci Preziosi.

“I dolci di Pasqua per “I Bambini delle Fate” fruttano all’influencer prima 500mila e poi 700mila euro. All’associazione solo poche migliaia”, si legge in un post su X del Fatto. E sul suo profilo Lucarelli rincara la dose: “Faccio molta fatica a vedere della buona fede nella rimozione dei contenuti sulle uova” di Chiara Ferragni, puntualizza la giornalista. “E comunque, come mi segnalano, alcuni dei contenuti cancellati dalla pagina di Ferragni sono ancora, disgraziatamente per Chiara, nei repost della pagina di Dolci preziosi”, aggiunge Lucarelli postando le immagini dell’influencer che orgogliosa presentava l’iniziativa sui social.

LA CAMPAGNA BENEFICA DI FERRAGNI CON LE UOVA DI PASQUA

La promozione delle uova di Pasqua benefiche di Chiara Ferragni con Dolci Preziosi nel 2021 e 2022 ha seguito lo stesso schema del pandoro Balocco secondo Lucarelli, “altro che errore di comunicazione. Lei ha percepito cachet di 500 e 700 000 euro e Dolci preziosi ha donato 12 e 24 000 euro. Ferragni ha promosso le uova dicendo che lei e Dolci preziosi sostenevano i Bambini delle fate, ma di fatto era una fruttuosa operazione commerciale. Aggiungo che dopo alcune telefonate per approfondire il tema uova avvenute ieri, i vecchi post di promozione delle uova pasquali sulla pagina instagram di Ferragni sono velocemente spariti. Alcuni di questi io e altre persone li avevamo fortunatamente salvati il giorno prima. E comunque basta digitare su google uova+ferragni+instagram per vedere ancora i risultati della ricerca sulla sua pagina con anteprima del testo, che però non si aprono più“, spiega Lucarelli.

“Quello che anche nel 2021 e 2022 si è generato sulla stampa è una capillare diffusione di informazioni false sullo scopo benefico di questa vendita delle uova. Chiara Ferragni sapeva almeno dal 2021 che i giornali riportavano grosse inesattezze sull’operazione e che la facevano passare per benefattrice che non era. Ma “l’errore di comunicazione” era funzionale proprio a questo, a generare l’equivoco. Lei guadagnava e passava pure per buona”, conclude la giornalista.