Rapporto EF EPI 2023: Italia insufficiente nell’inglese


Secondo l’ultimo rapporto EF EPI 2023, l’Italia è peggiorata rispetto al 2022 posizionandosi alla 35° posizione e una conoscenza mediocre dell’Inglese

Imparare le lingue come l'inglese aiuta il cervello

È stato da poco reso pubblico l’EF EPI 2023, la nuova edizione dell’Indice di Conoscenza dell’Inglese, il più ampio rapporto internazionale sulle competenze linguistiche effettuato su 2,2 milioni di persone non madrelingua e un totale di 113 Paesi e regioni. Seppure l’Europa sia riuscita a sganciarsi dalla definizione di “fanalino di coda” per conoscenza della lingua inglese, è anche vero che molte delle maggiori potenze europee – tra le quali Francia, Spagna e Italiahanno registrato livelli di competenza inferiori a Paesi vicini. Con specifico riferimento al contesto nazionale, l’Italia è peggiorata: rispetto al 2022, infatti, ha perso 13 punti in classifica, collocandosi solo alla 35° posizione, con un risultato simile a quello del 2021 e una conoscenza mediocre della lingua.1

Dunque, seppure l’inglese sia molto diffuso e, proprio per questo, spesso adottato come lingua franca, l’Italia ancora lo parla poco. Per condividere alcuni strumenti base utili ad avvicinarsi in modo consapevole e propositivo all’inglese, Edusogno, la startup di english learning online, fondata da 3 giovani under 30, ha messo a punto una breve lista con i 5 errori da evitare nello studio della lingua.

Ecco, dunque, cosa non fare:

  1. Trascurare la conversazione: all’interno del sistema scolastico italiano, la tendenza è quella di focalizzare l’attenzione sull’insegnamento della grammatica inglese. Generalmente, infatti, le occasioni di confronto e di dialogo con docenti madrelingua sono limitate a progetti educativi specifici, che occupano un tempo modesto all’interno del singolo anno scolastico. Questo aspetto risulta una delle maggiori criticità nell’apprendimento della lingua: favorire momenti di conversazione con native speakers è una delle metodologie più efficaci per imparare l’inglese, poiché ricalca esattamente il modo naturale in cui i bambini imparano a parlare pur privi di nozioni e consapevolezze grammaticali, ossia attraverso l’ascolto e la riproposizione del dialogo.

  2. Non dare importanza alla pronuncia: come conseguenza della minor importanza data alla conversazione, anche la pronuncia viene spesso sottovalutata. Eppure, è tra gli elementi fondanti che consente non solo di comprendere l’altro, ma anche di far arrivare la nostra comunicazione. Se è vero, quindi, che un errore grammaticale, pur essendo tale, non preclude la comprensione del messaggio, è altrettanto vero che, di contro, una pronuncia scorretta può inficiare una comunicazione chiara.

  3. Preferire serie TV e film ai documentari: uno dei consigli più comuni quando ci si avvicina all’inglese è quello di fruire di contenuti mediali in lingua, soprattutto film e serie tv. Pur essendo una pratica utile, che aiuta ad allenare l’ascolto, va detto che questi prodotti audiovisivi sono spesso difficili da seguire, non solo per la complessità delle trame, ma anche e soprattutto per l’uso di slang. Per questo motivo, è da preferire la fruizione di documentari BBC o Vice: questi, infatti, oltre a essere disponibili gratuitamente online, fanno ricorso a un inglese più tradizionale e corretto, che consente più facilmente la comprensione dello scambio comunicativo.

  4. Tradurre dall’italiano in modo letterale: “do the dishes” e “make the bed” o “make the dishes” e “do the bed”? Per non sollevare alcun dubbio e non rischiare di rimanere bloccati durante il dialogo, spesso è più utile imparare a memoria alcune espressioni: la traduzione letterale dall’italiano, infatti, confonde e rischia di far cadere in errore, mentre imparare frasi e modi di dire direttamente in inglese rende più rapidi nello speaking, più efficaci e, dunque, più sicuri.

  5. Non essere costanti nello studio della lingua: per imparare l’Inglese non è sufficiente una vacanza studio di qualche settimana in UK; per quanto utile, infatti, risulta poco efficace se, al rientro, la lingua non viene allenata con costanza. Proprio per questo, è essenziale costruire una routine, in modo da dedicarvi 2-3 ore a settimana e mantenere vive conoscenze e competenze.

In rete si trovano una molteplicità di suggerimenti rivolti a chi vuole avvicinarsi all’apprendimento dell’inglese, o a chi vuole allenare la lingua – commenta Marco Daneri, Director of Education di Edusogno A volte però queste tips risultano troppo generiche e poco focalizzate sulle reali necessità, tanto da tradursi quasi in una perdita di tempo. Proprio per questo, abbiamo deciso di condividere queste tips che, per la nostra esperienza personale, sono i 5 aspetti irrinunciabili da tenere a mente per imparare l’inglese, o per allenarlo”.

Per maggiori informazioni: https://landing.edusogno.com/