Gravità della psoriasi legata alle malattie cardiache


Gravità e durata della psoriasi collegate a malattie cardiache e disfunzione microvascolare coronarica secondo uno studio prospettico

Psoriasi: certolizumab pegol ha migliorato la gravità della malattia e la qualità di vita sia nella popolazione complessiva che in particolare nelle donne in età fertile

In uno studio prospettico pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology quasi un terzo dei pazienti con psoriasi grave ha mostrato un’evidenza ecocardiografica di disfunzione microvascolare coronarica asintomatica, tanto più elevata quanto maggiore erano la gravità e la durata della malattia cutanea.

L’ecocardiografia Doppler ha infatti evidenziato che il 31,5% dei pazienti con psoriasi arruolati nello studio aveva una disfunzione microvascolare coronarica (CMD) e che ogni aumento di 1 punto del punteggio PASI (Psoriasis Area and Severity Index) e l’incremento di 1 anno della durata della psoriasi era correlato con un aumento dal 5% al 6% del rischio di CMD.

Eccesso di rischio cardiovascolare nella psoriasi
Diversi studi hanno dimostrato che i pazienti affetti da psoriasi hanno una maggiore prevalenza di morbilità cardiovascolare e di mortalità derivante da un’aterosclerosi accelerata e dallo sviluppo prematuro di malattia coronarica. L’eccesso di rischio cardiovascolare è stato attribuito all’infiammazione indotta dalla malattia cutanea, che potrebbe influenzare la formazione della placca aterosclerotica e la funzione microvascolare coronarica.

Nonostante l’associazione ben consolidata tra psoriasi e rischio cardiovascolare, i pazienti affetti da psoriasi possono essere sottotrattati per i fattori di rischio cardiovascolare. Uno studio recente ha dimostrato che la maggior parte dei soggetti psoriasici accoglierebbe con favore il contributo del proprio dermatologo sul rischio cardiovascolare e che per la maggioranza dei dermatologi intervistati sarebbe fattibile valutare tale rischio e i livelli lipidici in questi pazienti, ma solo circa un terzo è d’accordo con la prescrizione di statine per la prevenzione primaria.

Un’altra ricerca ha evidenziato che la maggior parte dei pazienti con psoriasi aveva ricevuto una valutazione dei fattori di rischio cardiovascolare, ma che in una quota compresa tra il 20 e il 40% aveva diabete, ipertensione o iperlipidemia non trattati. Una percentuale sostanziale di pazienti con fattori di rischio cardiovascolare trattati non ha raggiunto gli obiettivi raccomandati dalle linee guida.

Malattie cardiovascolari e psoriasi 
La comprensione dei meccanismi alla base delle malattie cardiovascolari nella psoriasi è limitata, hanno premesso il primo autore Stefano Piaserico dell’Università di Padova e colleghi. Diversi studi in passato hanno rilevato una maggiore prevalenza di riduzione della riserva di flusso coronarico (CFR, il rapporto tra il flusso massimo del sangue coronario e il flusso sanguigno coronarico a riposo) nei pazienti con psoriasi rispetto alla popolazione generale, ma erano stati condotti su un numero limitato di pazienti.

Per approfondire la questione, i ricercatori hanno arruolato 503 pazienti con psoriasi, per 448 dei quali erano disponibili informazioni complete sulla CFR e sullo stato della loro malattia cutanea. La coorte aveva una durata mediana della psoriasi di 15,2 anni, un punteggio PASI medio al basale di 12 e tre quarti avevano una valutazione della CFR mediante ecocardiografia prima di iniziare il trattamento.

Disfunzione microvascolare coronarica collegata a gravità e durata della psoriasi 
L’analisi ha rilevato che 141 dei 448 pazienti coinvolti avevano una CMD, definita da valori di CFR ≤2,5. Il 12,9% dei soggetti aveva un CFR ≤2 e il 5,1% un CFR ≤1,5. I pazienti con CMD al momento dell’arruolamento erano più anziani, avevano un indice di massa corporea più elevato e una maggiore prevalenza di ipertensione e artrite psoriasica.

Una CFR inferiore era correlata in modo significativo con punteggi PASI più elevati (P=0,0002) e con una durata maggiore dalla diagnosi di psoriasi (P=0,01). La coorte aveva una CFR mediana di 3,02 per i pazienti con punteggio PASI <10, che diminuiva all’aumentare dei punteggi PASI (P=0,0001). Allo stesso modo, i pazienti con diagnosi da meno di 5 anni avevano una CFR mediana di 3, che diminuiva con l’aumentare della durata della malattia cutanea (P=0,0003). Un’ analisi multivariata ha mostrato associazioni significative tra CFR inferiore e PASI più elevato, maggiore durata della psoriasi, artrite psoriasica e ipertensione. Altri fattori di rischio cardiovascolare convenzionali non erano significativamente associati alla CFR.

«La CFR potrebbe rappresentare uno strumento affidabile, non invasivo e facilmente riproducibile per l’identificazione delle disfunzioni cardiovascolari precoci» hanno scritto gli autori. «Dal momento che la gravità della psoriasi, la presenza di artrite e la durata della malattia sono indipendentemente associati a una CFR inferiore nella popolazione in studio, si può ipotizzare che un trattamento precoce ed efficace della psoriasi potrebbe risolvere la CMD e prevenire il rischio futuro di infarto miocardico e insufficienza cardiaca ad esso associata. In linea con questa ipotesi, alcuni studi preliminari mostrano che la CFR aumenta notevolmente dopo 4-6 mesi di trattamento con inibitori del TNF-alfa, ustekinumab o secukinumab».

Possibile spiegazione del legame tra psoriasi e malattie cardiovascolari
I risultati forniscono una possibile spiegazione meccanicistica per le numerose evidenze che collegano la psoriasi alle malattie cardiovascolari, hanno riferito i ricercatori. «Questi risultati sono coerenti con la visione dell’infiammazione sistemica come fattore chiave nell’aterosclerosi e suggeriscono che la microcircolazione coronarica può rappresentare un sito extracutaneo direttamente coinvolto nel danno immunomediato caratteristico della psoriasi» hanno concluso gli autori. «Pertanto, dato che questa popolazione è a rischio elevato, dovremmo diagnosticare e ricercare attivamente la disfunzione microvascolare nei pazienti con psoriasi».

«Questa valutazione potrebbe avere un valore particolare nella diagnosi, nella stratificazione e nel trattamento del rischio cardiovascolare nella psoriasi» hanno aggiunto. «Dato che la disfunzione è correlata all’attività e alla durata della malattia cutanea ed è in gran parte indipendente dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, gli studi sulla CFR possono essere utili anche per monitorare la funzione vascolare durante la terapia della psoriasi, che, si spera, può essere un surrogato per diminuire il rischio di successivi eventi cardiovascolari».

Referenze

Piaserico S et al. Coronary Microvascular Dysfunction in Asymptomatic Patients with Severe Psoriasis. J Invest Dermatol. 2023 Oct;143(10):1929-1936.e2. 

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