Troppi bagni emollienti aumentano il rischio di dermatite nei neonati


Nei neonati i bagni emollienti e frequenti applicazioni di emollienti topici all’età di 2 mesi sono risultati associati a una maggiore probabilità di sviluppare la dermatite atopica

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Nei neonati i bagni emollienti e frequenti applicazioni di emollienti topici all’età di 2 mesi sono risultati associati a una maggiore probabilità di sviluppare la dermatite atopica entro i 2 anni di età, come rilevato da un ampio studio di coorte di nascita basato sulla popolazione pubblicato sulla rivista Pediatric Allergy and Immunology.

La dermatite atopica colpisce un bambino su cinque e comporta un elevato carico di malattia. Di solito si manifesta nel primo anno di vita e generalmente persiste nell’età adulta. Questa condizione è fortemente associata a molteplici comorbilità, tra cui malattie atopiche come allergie alimentari, asma e rinite allergica, e malattie psicologiche come ansia, depressione e disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

La disfunzione della barriera cutanea è una componente chiave della patogenesi della dermatite atopica. Una recente ricerca sull’ottimizzazione della barriera per prevenire la malattia ha mostrato risultati contrastanti, pertanto scopo di questa ricerca era valutare la relazione tra il bagno emolliente nei neonati all’età di 2 mesi e la traiettoria della dermatite atopica nei primi 2 anni di vita in un ampio studio osservazionale di coorte.

Studio di coorte di nascita basato sulla popolazione 
I ricercatori hanno condotto un’analisi secondaria dello studio Cork Babies After SCOPE: Evaluating the Longitudinal Impact Using Neurological and Nutritional Endpoints (BASELINE) Birth Cohort, che ha arruolato 2.183 neonati dei quali sono stati analizzati i dati relativi alla cura precoce della pelle, alla funzione di barriera cutanea, alla storia di atopia dei genitori e agli esiti della dermatite atopica.

BASELINE ha reclutato neonati sani e nati a termine ed ha eseguito valutazioni alla nascita, a 2, 6, 12 e 24 mesi coinvolgendo i genitori attraverso questionari ed effettuando valutazioni fisiche, inclusa la valutazione della funzione di barriera cutanea utilizzando misurazioni della perdita di acqua transepidermica (TEWL). I questionari a 2 mesi includevano domande sulle abitudini di bagno e idratazione, sulla loro frequenza di utilizzo e sui prodotti utilizzati.

Sono stati definiti bagni emollienti i bagni con additivi a base di oli o emulsionanti. L’applicazione emolliente è stata definita come l’applicazione topica di un emolliente “leave on” direttamente sulla pelle. L’atopia genitoriale è stata definita come una storia auto-riferita dai genitori di dermatite atopica, asma o rinite allergica.

Con bagni emollienti maggiori probabilità di eczema nei neonati 
Per 1.505 bambini erano disponibili i dati sullo stato della malattia cutanea a 6, 12 e 24 mesi. La prevalenza della dermatite atopica era del 18,6% a 6 mesi, 15,2% a 12 mesi e 16,5% a 24 mesi. Una volta adeguate per potenziali variabili confondenti, le probabilità di sviluppare l’eczema in qualsiasi momento sono risultate più elevate tra i neonati che avevano fatto bagni emollienti a 2 mesi (OR 2,41, p<0,001).

Dopo l’ analisi multivariata, le probabilità di sviluppare dermatite atopica sono risultate più alte tra i neonati che avevano effettuato sia bagni emollienti che frequenti applicazioni di emollienti topici a 2 mesi, rispetto a quelli non sottoposti a queste due pratiche (OR a 6 mesi 1,74, p = 0,038; OR a 12 mesi 2,59, p<0,001; OR a 24 mesi 1,87, p=0,009).

I risultati supportano quanto rilevato da un recente studio controllato e randomizzato, nel quale gli emollienti come additivi per il bagno o i prodotti “leave on” non hanno impedito lo sviluppo della dermatite atopica. Il trial PreventADALL ha evidenziato un aumento del rischio di eczema entro 12 mesi nei neonati randomizzati a fare regolarmente un bagno arricchito con emollienti, con un odds ratio di 1,57.

Il bagno emolliente può interferire con i lipidi naturali nello strato corneo che riducono il TEWL e proteggono dagli agenti patogeni, soprattutto nelle aree in cui l’acqua è classificata come dura o molto dura. Questo studio suggerisce che i bagni emollienti precoci sono associati a tassi più elevati di successiva dermatite atopica, ma non che il bagno aumenti il rischio di sviluppare la malattia, dato che i risultati possono essere spiegati in vari modi, hanno precisato gli autori. È necessario uno studio più controllato per stabilire gli effetti relativi delle diverse esposizioni nei primi anni di vita.

«I risultati sono rimasti coerenti dopo gli aggiustamenti per storia familiare, perdita di acqua transepidermica e primi segni di dermatite» hanno concluso. «La futura ricerca preventiva dovrebbe concentrarsi su pratiche emollienti specifiche e popolazioni ad alto rischio, oltre che su altri fattori come le risposte immunitarie e l’esposizione microbica».

Referenze

O’Connor C et al. Early emollient bathing is associated with subsequent atopic dermatitis in an unselected birth cohort study. Pediatr Allergy Immunol. 2023 Jul;34(7):e13998. 

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