Studi clinici oncologici: primo annuario con l’elenco delle strutture italiane


Pubblicato il primo annuario con l’elenco delle strutture italiane dove si conducono studi clinici oncologici: restano differenze tra aree geografiche

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La ricerca oncologica italiana è all’avanguardia a livello mondiale, con 149 centri che svolgono studi clinici sul territorio nazionale, anche se rimangono differenze tra aree geografiche e sono ancora tante le difficoltà da superare. Se ne è parlato durante la prima Giornata nazionale dei gruppi cooperativi per la ricerca in oncologia.

In occasione dell’incontro è stato presentato anche il primo Annuario dei centri di ricerca oncologica in Italia, promosso dalla Federation of Italian Cooperative Oncology Groups (FICOG) e dall’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM). L’annuario costituisce una sorta di censimento dei centri che svolgono sperimentazioni in ambito oncologico.

“Se partecipare a uno studio clinico permette a un singolo malato di cancro di avere accesso precocemente a un farmaco innovativo, che potrebbe entrare in commercio anche dopo diversi anni, i risultati dello studio clinico cui ha partecipato, siano essi positivi o negativi, permetteranno a tutti i malati affetti dalla stessa patologia neoplastica di usufruire di queste acquisizioni nel loro percorso di cura. Da beneficio per il singolo diventa quindi beneficio per la collettività” si legge nell’introduzione al volume, curata dal presidente FICOG Carmine Pinto e dal presidente AIOM Saverio Cinieri.

Dal censimento dei centri emergono luci e ombre: da un lato si nota che circa la metà degli istituti svolge un buon numero di sperimentazioni ogni anno, tra 10 e 40, ma dall’altro si osserva che mancano infrastrutture e personale. Nel 67 per cento dei centri non è presente un bioinformatico, nel 48 per cento manca un supporto statistico e, tra il personale strutturato, scarseggiano in genere anche i coordinatori di ricerca clinica (data manager), i ricercatori e gli infermieri di ricerca. Infine restano forti le differenze geografiche: su 149 centri totali, 78 sono al Nord, 38 al Centro e 33 al Sud.

All’incontro era presente anche Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (FAVO) in rappresentanza delle associazioni di pazienti. A loro è rivolto lo spot presentato nel corso dell’incontro e che fa parte della campagna “Lo sai quanto è importante?”. Promossa da FICOG, la campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della ricerca in oncologia. “È indispensabile promuovere una corretta informazione e partecipazione” afferma Carmine Pinto. “Ci rivolgiamo direttamente ai cittadini per comunicare il valore della ricerca e il suo ruolo imprescindibile per i progressi nelle conoscenze e nelle strategie di controllo e cura dei tumori.”