Affitti a Bologna: solo porte in faccia all’ivoriano Aboubakar Coulibaly


Ha un diploma e un lavoro ma a Bologna non riesce a trovare casa in affitto: la denuncia sui giornali dell’ivoriano Aboubakar Coulibaly

Affittuario eccessivamente rumoroso e molesto? Il proprietario ha diritto a risolvere il contratto e sfrattarlo. Ecco cosa dice la Cassazione in merito

Avere un diploma e un lavoro non bastano per trovare casa a Bologna. Se chi cerca l’appartamento, potendosi permettere l’affitto, è di origine africana. A denunciarlo è Aboubakar Coulibaly, 31enne della Costa d’Avorio, che ha deciso di raccontare la sua storia con una lettera aperta ai giornali .

“Sono arrivato in Italia alcuni anni fa e ho fatto un percorso di accoglienza- racconta Aboubakar- ho cercato di sfruttare al massimo tutte le occasioni che mi venivano date, dalla scuola di italiano all’orientamento professionale o legale”, e dopo il diploma di scuola media “ho realizzato il sogno” di ottenere anche quello superiore, grazie alla scuola serale. “Ho sempre lavorato di giorno e alla sera- continua il 31enne- ho frequentato assiduamente per anni la scuola e questo luglio ho sostenuto l’esame di maturità diventando perito. Avrei anche il sogno dell’università- aggiunge l’ivoriano- ma ho imparato nel tempo che bisogna pazientare molto e quindi questo sogno dovrà aspettare”.

Nel frattempo, denuncia Coulibaly come riferisce la Dire (www.dire.it), dal prossimo 31 agosto “sarò in mezzo a una strada, nonostante io abbia un contratto di lavoro a tempo indeterminato e uno stipendio fisso. Nonostante io abbia preso la maturità con mille sacrifici. Nonostante io sia una brava persona che ha sempre pagato il suo affitto e le sue bollette. Nonostante io rispetti tutto e tutti”. Il fatto è che il contratto per il posto letto che Aboubakar occupa al momento in un appartamento in centro a Bologna, con altri quattro coinquilini, è in scadenza. “E la proprietà per sue esigenze personali non ha rinnovato a nessuno di noi”.

Da sei mesi il 31enne cerca casa “disperatamente”, ma senza successo. “Ho risposto a più di 80 annunci di diverso genere– racconta- molti sono stati onesti e mi hanno detto che non vogliono stranieri. Altri mi hanno ignorato e altri ancora mi hanno chiamato per colloqui, ma poi non sono stato scelto”. Eppure, sostiene Aboubakar, “credo di avere le garanzie economiche e anche di persone che mi conoscono che servono per accedere a un affitto e per fidarsi di me. All’inizio pensavo non ci fossero case in affitto a Bologna, invece mi sono accorto che camere e posti letto sono tanti sul mercato. Io ho risposto a tutti quelli fino a 370-380 euro al mese, che so di poter sostenere. Ma in questa città sembra che oltre alla forza lavoro, una persona straniera nera africana non sia altro- denuncia l’ivoriano- questa cosa mi fa rabbia e dispiacere, e questo dolore aumenta se penso che in questa città sto bene e vorrei concretamente costruirvi il mio futuro”.

In sostanza, si sfoga Aboubakar, “voglio solo vivere in questa città in maniera dignitosa e per poterlo fare devo avere l’accesso al mercato immobiliare: non voglio altra accoglienza, non voglio favori, non voglio elemosina. Voglio solo poter pagare il mio affitto perchè ne sono in grado”. Con questa lettera aperta, il 31enne spera di smuovere le acque. E le coscienze. “Spero di essere compreso- dice- non posso andare a lavorare se non ho una casa in cui tornare, mangiare, lavarmi, dormire, vivere. Non posso vivere in maniera dignitosa senza una casa. Non posso sentirmi parte di questa società se non posso avere una casa. Eppure vorrei queste cose”. E conclude: “Scrivo per me e per tutti quelli come me. Siamo tutti solo persone”.