Da Viviana Vazza a Ilaria Capua: su Rai 3 tornano “Le Ragazze”


Da Viviana Vazza a Ilaria Capua, in prima serata su Rai 3 il programma “Le ragazze”, con racconti di vita tra gli anni ’20 e gli anni ’60

francescca fialdini nastri d'argento

La storia di Anna Maria Novaretti, classe 1928, ex centralinista della Stipel, società telefonica piemontese che operò tra gli anni ‘20 e gli anni ’60, prima di fondersi con la Sip, aprirà la puntata di “Le Ragazze” in onda domenica 30 luglio alle 21.20 su Rai 3. Un pezzo di storia della telefonia italiana, attraverso la testimonianza di una delle giovanissime impiegate, cui fu affidato il compito di mettere in comunicazione – per la prima volta – persone lontane tra loro, diventate il simbolo di un periodo storico. Seguono due “Ragazze” degli anni ’60. La prima è Viviana Vazza, sopravvissuta al disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, quando la frana del monte Toc fece esondare il lago artificiale formato dalla diga sul fiume Vajont, causando la morte di oltre 2000 persone.

Viviana aveva 16 anni, si trovava in collegio a Belluno e nel disastro perse padre, madre e due fratelli. La sua storia si intreccia con quella di Giacinta Francione, cresciuta nei sassi di Matera, in una stalla senza acqua corrente, senza bagno, senza finestre, con la porta di ingresso come unica fonte di luce. Un ricco repertorio degli archivi Rai correda queste due incursioni nella nostra storia recente.

A raccontare gli anni Ottanta saranno la virologa Ilaria Capua, nota per suoi interventi sulla pandemia causata dal Covid-19, che proprio negli anni ’80 si è formata, laureata in Veterinaria e ha poi deciso di diventare ricercatrice, e Barbara Boncompagni, figlia di Gianni Boncompagni, che dopo l’abbandono della moglie si occupò da solo di lei e delle sue sorelle, per molto tempo aiutato da Raffaella Carrà che all’epoca era la sua compagna nella vita e nel lavoro. In chiusura il racconto della giovane Alessandra Clemente, che a 10 anni ha perso la mamma uccisa davanti ai suoi occhi dalla camorra.