Nord vs Sud: i dipendenti del settore privato lavorano 2 mesi in più


I lavoratori dipendenti del settore privato del Nord lavorano quasi 2 mesi in più all’anno dei colleghi del Sud secondo un’indagine della CGIA

oliver james settimana corta

I lavoratori dipendenti del settore privato1 del Nord lavorano quasi 2 mesi in più all’anno dei colleghi del Sud e, alla luce di ciò, i primi percepiscono una retribuzione giornaliera del 34 per cento più alta dei secondi.

Questo vuol dire che nel settentrione gli impiegati e gli operai sono degli stacanovisti e quelli del meridione degli scansafatiche? Assolutamente no. Ci mancherebbe. Anche nel Mezzogiorno si lavora molto e, probabilmente, anche di più che in altre aree del Paese; purtroppo, lo si fa in “nero”.

Pertanto, queste ore lavorate irregolarmente non possono essere incluse nelle statistiche ufficiali. Altresì, la concorrenza sleale praticata dalle realtà completamente o in parte sconosciute al fisco e all’Inps mantengono, nei settori in cui operano, molto basse le retribuzioni previste dai CCNL. Se, infatti, queste ultime salissero anche di poco, molte imprese regolari subirebbero un incremento dei costi che, probabilmente, le farebbe scivolare fuori mercato.

Sia chiaro, dobbiamo certamente aumentare per contratto gli stipendi dei livelli di inquadramento inferiori, ma il vero problema è la diffusione del sommerso (vedi Tab. 1) che rende l’occupazione del Mezzogiorno fragile e povera. Insomma, se non cominciamo a contrastare efficacemente il lavoro irregolare, il divario Nord-Sud è destinato ad aumentare, danneggiando tutto il Paese. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha elaborato i dati dell’Inps.

  • Rispetto al Sud, al Nord si lavora 36 giorni più all’anno

Secondo l’elaborazione degli artigiani mestrini su dati Inps2, nel 2021 il numero medio delle giornate retribuite al Nord è stato pari a 247, al Sud, invece, a 211. Pertanto, nel settentrione un ipotetico operaio ha lavorato 36 giorni in più che corrispondono a quasi 2 mesi lavorativi “aggiuntivi” rispetto a un collega meridionale. Per quanto concerne la retribuzione media giornaliera lorda, nel Nord si è attestata attorno ai 100 euro e in meridione sui 75. Di conseguenza, la paga giornaliera in settentrione è mediamente più elevata del 34 per cento rispetto a quella percepita nel Mezzogiorno.

Perché al Sud si lavora meno? Oltre alla presenza di un’economia sommersa più diffusa che nel resto del Paese che, statisticamente, non consente di conteggiare le ore lavorate irregolarmente, nel meridione c’è poca industria, soprattutto hig-tech, e una limitata concentrazione di attività bancarie, finanziarie ed assicurative. Il mercato del lavoro è caratterizzato da tanti precari, molti lavoratori intermittenti, soprattutto nei servizi, e tantissimi stagionali legati al mondo del turismo. Inoltre, si fa meno ricerca, meno innovazione e il numero dei laureati che lavorano nel Sud è contenutissimo. La combinazione di questi elementi fa sì che gli stipendi percepiti dai lavoratori regolari siano statisticamente più bassi della media nazionale.

  • Grande divario anche della produttività

A riprova che la retribuzione media di un territorio risente del “peso” e della qualità del sistema imprenditoriale e occupazionale presente nello stesso, anche la produttività, dato dal rapporto del valore aggiunto per ore lavorate, è un buon indicatore per ragionare sul livello salariale. Infatti, a produttività elevate corrispondono salari elevati e viceversa. Dalla lettura di questo dato emergono delle differenze territoriali molto marcate. Se nel settentrione il valore medio del 2019 si attestava sui 40 euro circa, nel Mezzogiorno era di 30 euro. La variazione percentuale, pertanto, era del 33 per cento in più a vantaggio del Nord. (vedi Tab. 2 e Tab. 3).

  • Retribuzioni: Milano al top. A Ragusa i lavoratori più “poveri. A Lecco i più “sgobboni”

Nel 2021 la retribuzione media giornaliera più elevata d’Italia è stata erogata ai lavoratori dipendenti del settore privato occupati nella provincia di Milano (124 euro). Seguono quelli di Bolzano (104,8 euro), Parma (103,8 euro), Bologna (103,4 euro), Modena (102 euro), Roma (101,3 euro), Reggio Emilia (100,6 euro), Genova (99,8 euro), Trieste (99,4 euro) e Torino (98,5 euro). Gli stipendi giornalieri più bassi, invece, sono stati pagati a Trapani (67,1 euro), Cosenza (66,8 euro), Vibo Valentia (66,7 euro) e, infine, a Ragusa (66,5 euro).

Gli operai e gli impiegati con il maggior numero medio di giornate lavorate durante il 2021 sono stati quelli occupati a Lecco (259,5 giorni). Seguono i dipendenti privati di Vicenza (258,2), Treviso (256,9), Lodi (256,7), Pordenone (256 giorni), Bergamo (255,6 giorni), Padova (255,4), Cremona (254,8 giorni), Reggio Emilia (254,1 giorni) e Modena (252,2 giorni).

Le province, infine, dove i lavoratori sono stati “meno” in ufficio o in fabbrica durante l’anno preso in esame sono state quelle di Crotone (200,7 giorni), Lecce (200 giorni), Rimini (199,5 giorni), Agrigento (199,3 giorni) Salerno (198,7 giorni), Foggia (198,4 giorni), Cosenza (196,8 giorni), Trapani (195,6 giorni), Nuoro (193,7 giorni), Messina (193,4 giorni) e Vibo Valentia (177,2 giorni) (vedi Tab. 4).

  • I dirigenti hanno una retribuzione giornaliera del 577% superiore a quella degli operai

Sempre dal confronto della retribuzione media giornaliera relativa al 2021, i dirigenti italiani percepiscono un emolumento del 577 per cento superiore a quello conferito agli operai. Se ai primi viene erogato una paga lorda di 500 euro a fronte di 291 giorni di lavoro all’anno, ai secondi la stessa sfiora i 74 euro per un totale di giorni lavorati pari a 219. La paga degli impiegati, invece, è di 97,5 euro, mentre i quadri percepiscono 219 euro al giorno (vedi Tab. 5).

  • Gli stipendi più alti nel settore creditizio e assicurativo

Sempre nel 2021 i settori dove le retribuzioni giornaliere sono state più elevate hanno interessato gli occupati del settore creditizio-finanziario-assicurativo (170 euro lordi), dell’estrattivo (163,5 euro), del comparto energia elettrica-gas, etc. (161,3 euro), dell’informazione-comunicazione (126,4 euro) e nel manifatturiero (107,2 euro). I lavoratori meno pagati, invece, sono alle dipendenze degli imprenditori del settore noleggio-agenzie di viaggio e servizi alle imprese (68,2 euro) e, infine, gli addetti al settore ricettivo e alla ristorazione (56 euro) (vedi Tab. 6).

Tab. 1 – Occupati non regolari e tasso di irregolarità

(anno 2020)

Regioni

Occupati non regolari
(unità)

Tasso irregolarità
(%)

Calabria

125.000

20,9

Campania

332.300

17,9

Sicilia

259.100

17,3

Molise

16.400

15,5

Puglia

210.200

15,3

Sardegna

88.700

14,7

Lazio

384.300

14,3

Basilicata

28.200

13,9

Abruzzo

69.700

13,6

Umbria

44.800

12,4

Liguria

74.500

11,4

Toscana

167.600

10,2

Marche

66.400

10,1

Valle d’Aosta

5.900

10,1

Piemonte

182.300

9,8

P. A. Trento

24.600

9,5

Lombardia

450.100

9,4

Emilia-Romagna

197.900

9,3

Friuli-Venezia Giulia

49.000

9,2

Veneto

191.900

8,5

P. A. Bolzano

25.000

8,4

Italia

2.993.900

12,0

Nord-ovest

712.800

9,7

Nord-est

488.400

8,9

Centro

663.100

12,4

Mezzogiorno

1.129.600

16,7

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati ISTAT

Nota: tasso di irregolarità è dato dal rapporto tra il numero degli occupati NON regolari e il totale degli occupati (regolari e non regolari)

Tab. 2 – Alcune differenze tra Nord e Sud nel 2021

Nord

Sud

Differenza

(a)

(b)

(a-b)

N° medio di giorni

lavorati all’anno

247

211

+36

Retribuzione media

giornaliera lorda in €

100

75

+34%

Produttività

(val. agg. in € per ora lavorata) *

40

30

+33%

Elaborazione Ufficio studi CGIA su dati Inps

* dati riferiti al 2019 (ultimi disponibili)

Tab. 3 – La classifica della produttività in Italia

Valore aggiunto in euro per ora lavorata

Rank

Regioni e ripartizioni

Anno 2019

1

Lombardia

43,0

2

Trentino Alto Adige

42,5

3

Valle d’Aosta

40,5

4

Emilia-Romagna

39,3

5

Lazio

39,3

6

Liguria

38,9

7

Piemonte

38,0

8

Friuli-Venezia Giulia

37,9

9

Toscana

37,8

10

Veneto

37,3

11

Marche

33,5

12

Abruzzo

33,1

13

Umbria

32,7

14

Basilicata

31,9

15

Campania

30,9

16

Molise

30,5

17

Sicilia

30,4

18

Sardegna

30,0

19

Puglia

28,5

20

Calabria

28,3

Italia

36,9

Nord-ovest

41,3

Nord-est

38,7

Centro

37,7

Mezzogiorno

30,2

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Istat

Tab. 4 – Le retribuzioni medie lorde per provincia di lavoro (anno 2021)

Rank per retribuzione media giornaliera

Province

Retribuzione media annua
(euro)

Nr medio giornate retribuite

Retribuzione media giornaliera
(euro)

1

Milano

31.202

251,5

124,07

2

Bolzano

23.444

223,6

104,84

3

Parma

25.912

249,5

103,85

4

Bologna

25.797

249,5

103,41

5

Modena

25.722

252,2

102,00

6

Roma

22.971

226,8

101,31

7

Reggio Emilia

25.566

254,1

100,63

8

Genova

24.058

240,9

99,85

9

Trieste

24.747

249,0

99,38

10

Torino

24.506

248,7

98,55

11

Lecco

25.190

259,5

97,08

12

Varese

24.260

250,5

96,86

13

Bergamo

24.388

255,6

95,43

14

Novara

23.606

250,6

94,18

15

Lodi

24.143

256,7

94,04

16

Firenze

22.568

240,8

93,73

17

Vicenza

24.139

258,2

93,49

18

Padova

23.788

255,4

93,14

19

Piacenza

22.487

241,9

92,95

20

Verona

22.726

244,8

92,83

21

Treviso

23.836

256,9

92,79

22

Ravenna

21.626

233,6

92,59

23

Brescia

22.983

248,5

92,49

24

Alessandria

23.177

251,1

92,31

25

Vercelli

22.943

248,7

92,24

26

Pordenone

23.451

256,0

91,60

27

Como

22.672

247,6

91,58

28

Cuneo

22.591

246,8

91,53

29

Mantova

22.833

249,5

91,50

30

Cremona

23.305

254,8

91,47

31

Trento

20.738

228,2

90,89

32

Belluno

21.754

240,8

90,34

33

Siena

21.518

238,4

90,26

34

Venezia

20.454

227,8

89,78

35

Biella

22.484

250,7

89,68

36

Udine

22.116

247,7

89,29

37

Lucca

20.651

232,4

88,88

38

Asti

22.210

249,9

88,87

39

Pisa

21.435

242,6

88,37

40

Aosta

18.047

204,3

88,33

41

Sondrio

20.295

230,5

88,05

42

Pavia

21.696

247,5

87,65

43

Forlì-Cesena

20.778

237,3

87,57

44

Gorizia

20.834

241,3

86,34

45

Ancona

20.853

241,8

86,25

46

La Spezia

20.171

234,6

85,98

47

Livorno

19.050

222,3

85,69

48

Ferrara

20.437

238,6

85,64

49

Savona

18.904

222,1

85,13

50

Pesaro e Urbino

20.126

239,8

83,93

51

Verbano-Cusio-Ossola

19.481

232,4

83,82

52

Chieti

19.366

232,2

83,42

53

Massa-Carrara

19.486

233,7

83,40

54

Rovigo

19.811

240,3

82,43

55

Arezzo

20.205

246,5

81,97

56

Terni

19.638

240,5

81,65

57

Perugia

19.352

238,7

81,09

58

Frosinone

18.576

229,9

80,80

59

Pescara

17.612

218,2

80,71

60

L’Aquila

17.653

218,7

80,70

61

Pistoia

19.220

238,4

80,62

62

Rimini

16.068

199,5

80,52

63

Siracusa

16.558

207,6

79,74

64

Ascoli Piceno

17.615

222,6

79,13

65

Macerata

18.304

231,4

79,09

66

Latina

17.736

224,3

79,08

67

Potenza

17.228

219,2

78,58

68

Campobasso

16.894

217,0

77,86

69

Cagliari

17.527

225,9

77,58

70

Napoli

16.435

211,9

77,56

71

Taranto

16.513

214,4

77,01

72

Teramo

16.542

215,5

76,75

73

Brindisi

15.931

208,9

76,27

74

Rieti

16.267

213,8

76,10

75

Palermo

16.349

216,0

75,70

76

Bari

16.920

223,8

75,61

77

Grosseto

15.816

209,2

75,61

78

Imperia

16.186

214,1

75,59

79

Avellino

16.028

212,7

75,37

80

Matera

15.349

206,0

74,52

81

Prato

17.950

240,9

74,51

82

Foggia

14.709

198,4

74,12

83

Catania

16.283

219,8

74,07

84

Caltanissetta

16.035

217,3

73,79

85

Sassari

14.916

203,6

73,24

86

Viterbo

16.409

224,6

73,05

87

Caserta

14.849

207,8

71,46

88

Messina

13.802

193,4

71,38

89

Reggio Calabria

15.023

210,5

71,37

90

Isernia

15.533

217,8

71,33

91

Salerno

14.049

198,7

70,72

92

Catanzaro

14.555

208,0

69,97

93

Enna

14.530

207,8

69,94

94

Benevento

14.236

203,9

69,82

95

Oristano

15.595

225,3

69,22

96

Lecce

13.819

200,0

69,10

97

Nuoro

13.338

193,7

68,85

98

Agrigento

13.672

199,3

68,61

99

Crotone

13.650

200,7

68,02

100

Trapani

13.137

195,6

67,15

101

Cosenza

13.141

196,8

66,79

102

Vibo Valentia

11.823

177,2

66,73

103

Ragusa

13.730

206,6

66,46

 TOTALE

21.868

235,3

92,94

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati INPS

Nota

Le informazioni fanno riferimento ai dati INPS ricavati dall’ “Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici)” che individua la stragrande maggioranza dei dipendenti del privato che, nel 2021, sono stati retribuiti con almeno una giornata di lavoro (oltre 16,2 milioni); i dati del totale dipendenti includono anche eventuali dipendenti pubblici soggetti al contributo per la disoccupazione (ad esempio i supplenti della scuola).

Il lavoratore che nel corso dell’anno ha avuto più di un rapporto di lavoro viene contato una sola volta e classificato per qualifica, tipologia contrattuale, luogo di lavoro e settore di attività sulla base del suo ultimo rapporto di lavoro, mentre retribuzione e giornate retribuite si riferiscono alla somma di tutti i suoi rapporti di lavoro nell’anno.

Per retribuzione è da intendersi l’imponibile previdenziale comprensivo dei contributi a carico del lavoratore.

Tab. 5 – Le retribuzioni medie lorde per qualifica (anno 2021)

Qualifica

Retribuzione
media annua
(euro)

Nr medio
giornate
retribuite

Retribuzione
media giornaliera
(euro)

Operai

16.180

219,1

73,86

Impiegati

24.910

255,5

97,51

Quadri

65.595

299,6

218,96

Dirigenti

145.533

291,1

500,02

Apprendisti

12.408

211,1

58,79

Totale

21.868

235,3

92,94

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati INPS

Tab. 6 – Le retribuzioni medie lorde per settore economico (anno 2021)

Settore
Rank per retribuzione media giornaliera

Retribuzione
media annua
(euro)

Nr medio
giornate
retribuite

Retribuzione
media giornaliera
(euro)

Attività finanziarie e assicurative

50.297

295,7

170,12

Estrattivo

46.764

286,0

163,52

Energia elettrica, gas, ecc.

47.638

295,4

161,26

Informazione e comunicazione

31.166

246,6

126,40

Attività manifatturiere

28.954

270,2

107,16

Acqua, reti fognarie, rifiuti ecc.

28.691

279,9

102,49

Attività professionali, scientifiche e tecniche

24.817

254,9

97,36

Trasporto e magazzinaggio

24.210

250,7

96,55

Attività immobiliari

22.522

244,5

92,12

Attività artistiche, sportive, intrattenimento ecc.

12.993

141,6

91,78

Costruzioni

19.231

222,2

86,55

Commercio (*)

21.058

250,5

84,06

Istruzione

13.651

194,8

70,07

Sanità e assistenza sociale

17.432

249,9

69,77

Altri servizi (**)

15.579

225,5

69,09

Noleggio, ag. viaggio, servizi supp. a imprese

14.267

209,2

68,20

Alloggio e ristorazione

7.997

142,7

56,03

Totale

21.868

235,3

92,94

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati INPS

(*) Incluso riparazione di autoveicoli e motocicli.

(**) Categoria di servizi che include: Attività di servizi alla persona come Lavanderia, pulitura, parrucchiere/trattamenti estetici, centri benessere, pompe funebri che presentano una retribuzione media giornaliera di 53,32 euro; Riparazione di computer e apparecchiature per le comunicazioni e di beni per uso personale/per la casa (86,94 euro); Attività di organizzazioni associative (sindacati d’impresa, dei lavoratori, associazioni professionali ecc.) con una retribuzione media giornaliera di 93,18 euro.

1 Non sono inclusi gli occupati del settore agricolo e i lavoratori domestici.

2 Tratti dall’ “Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici)”, anno 2021.