Obesità: negli adolescenti luci e ombre per la chirurgia bariatrica


Negli adolescenti obesi la chirurgia bariatrica si è dimostrata efficace per perdere peso, tuttavia sembra poter causare un indebolimento delle ossa

obesità infantile sovrappeso

Negli adolescenti obesi la chirurgia bariatrica si è dimostrata efficace per perdere peso, tuttavia sembra poter causare un indebolimento delle ossa, secondo quanto rilevato dopo un anno dall’intervento da uno studio prospettico longitudinale pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research (JBMR).

L’obesità infantile è un grave problema di salute pubblica ed è in aumento in tutto il mondo. È associata a complicanze cardiometaboliche, tra cui diabete di tipo 2, steatosi epatica non alcolica, dislipidemia e ipertensione, oltre a una ridotta autostima e scarsa salute mentale.

La gastrectomia a manica (sleeve gastrico), nella quale viene rimosso circa l’80% dello stomaco con conseguente restrizione meccanica e alterazione della secrezione ormonale, è la procedura di chirurgia bariatrica più comunemente eseguita nei giovani. Tuttavia, nonostante la sua efficacia nel trattamento dell’obesità e delle sue complicanze, negli adolescenti è associata a una riduzione della densità minerale ossea (BMD) 12 mesi dopo l’intervento e negli adulti a un aumento di circa il 45% del rischio di fratture entro i 2 anni successivi all’operazione.

Questo studio si proponeva di stabilire l’effetto della gastrectomia a manica sulla forza ossea della colonna lombare mediante analisi TC biomeccanica in pazienti giovani gravemente obesi, ipotizzando che l’intervento chirurgico comportasse una riduzione delle stime di forza rispetto ai controlli non chirurgici, hanno premesso gli autori.

Effetto sulle ossa dello sleeve gastrico 
L’analisi ha confrontato 29 pazienti sottoposti a gastrectomia a manica con 30 controlli non chirurgici. Tutti i partecipanti dovevano avere un’età compresa tra 13 e 25 anni e avere un’obesità da moderata a grave (indice di massa corporea, BMI, ≥35) con almeno una comorbilità oppure un BMI ≥40. Nessuno dei soggetti poteva pesare più di 200 chili per via dei limiti di peso degli scanner CT e MRI.

La stragrande maggioranza dei pazienti era di sesso femminile. Il BMI medio al basale dei soggetti sottoposti a chirurgia bariatrica era di 47,4, il peso era di 133 kg, circa il 45% dei soggetti era bianco, il 28% ispanico e il 17% nero.

Durante il follow-up, della durata di un anno, i pazienti chirurgici hanno perso in media 34 kg e il loro BMI si è ridotto in media di 12,3 punti, mentre nei controlli non sono state registrate variazioni di peso significative.

Riduzione della densità minerale ossea dopo l’intervento
Nel corso di 1 anno dopo essere stati sottoposti alla gastrectomia a manica, gli adolescenti hanno visto un calo di 12 mg/cm3 nella densità minerale ossea vertebrale media, mentre nei controlli non chirurgici non è stato osservato nessun cambiamento (P<0,001), hanno scritto l’autore senior Miriam Bredella e colleghi del Massachusetts General Hospital di Boston.

I pazienti sottoposti all’intervento chirurgico hanno anche subito una riduzione di 6 mg/cm3 della densità minerale ossea vertebrale corticale rispetto a una riduzione di 4 mg/cm3 nei controlli (P=0,52). Nei primi è stata inoltre riscontrata una significativa riduzione del 2,8% della rigidità alla flessione, una misura che nei controlli è invece aumentata del 2,5%.

Altri parametri, tra cui forza corporea, area muscolare della coscia, tessuto adiposo viscerale e densità minerale vertebrale trabecolare, inizialmente sembravano significativamente ridotti nei pazienti chirurgici, ma queste differenze hanno perso significatività dopo l’aggiustamento per la variazione in 12 mesi nell’indice di massa corporea. In sostanza, queste riduzioni erano tutte attribuibili al calo del BMI verificatosi dopo l’intervento chirurgico.

«La chirurgia per la perdita di peso è molto efficace nel trattamento dell’obesità e delle comorbilità associate negli adolescenti e nei giovani adulti, tuttavia, può causare la perdita di densità e di forza ossea» hanno affermato gli autori. «Speriamo che il nostro studio aumenti la consapevolezza dell’importanza della salute delle ossa dopo questo tipo di intervento, in modo che i medici possano assicurarsi che i bambini seguano una dieta sana con un apporto adeguato di calcio e vitamina D e si impegnino in attività di carico per aumentare la massa muscolare, che fa bene alle ossa».

Necessaria l’Integrazione nutrizionale post-operatoria 
Questi risultati non sono necessariamente una sorpresa, dal momento che molte forme di chirurgia bariatrica sono associate a una riduzione dell’assorbimento dei nutrienti dopo la rimozione di parti dello stomaco. Anche alcuni studi precedenti hanno collegato l’obesità a un rischio più elevato di ossa più deboli. L’integrazione nutrizionale postoperatoria è quindi vitale per i pazienti.

I ricercatori hanno spiegato che a tutti i soggetti sottoposti a gastrectomia è stata fornita un’integrazione sia di calcio che di vitamina D basata sui livelli basali di 25OHD: i partecipanti con livelli compresi tra 20 e 30 ng/ml hanno ricevuto 4.000 UI/die, quelli con livelli da 12 a 20 ng/ml hanno ricevuto 50.000 UI/settimana per 2 mesi e quelli con livelli inferiori a 12 ng/ml hanno assunto 50.000 UI/settimana per 3 mesi.

Dopo l’intervento chirurgico non si sono verificati cali significativi di calcio, fosforo e vitamina D e nessun aumento dei livelli di ormone paratiroideo. «Questo suggerisce che le riduzioni indipendenti dal BMI della forza di flessione e della densità minerale ossea corticale riflettono alterazioni diverse dallo scarico meccanico o dall’insufficiente assunzione di calcio o vitamina D» hanno commentato.

«È necessario un periodo di follow-up più lungo per stabilire se i cambiamenti deleteri nella forza vertebrale continueranno e porteranno a fratture della colonna vertebrale» hanno concluso.

Referenze

Huber FA et al. Biomechanical CT to Assess Bone After Sleeve Gastrectomy in Adolescents With Obesity: A Prospective Longitudinal Study. J Bone Miner Res. 2023 Apr 19.

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