Alopecia areata: buoni risultati con ivarmacitinib 4 mg e 8 mg


Alopecia areata da moderata a grave: il trattamento con ivarmacitinib alle dosi di 4 mg e 8 mg è risultato efficace nel favorire la ricrescita dei capelli e generalmente tollerato

Alopecia areata, una forma modificata del Jak inibitore ruxolitinib passa in fase III: ha mantenuto performance elevate di efficacia e tollerabilità

Negli adulti con alopecia areata da moderata a grave, il trattamento con l’inibitore sperimentale altamente selettivo della Janus chinasi 1 ivarmacitinib alle dosi di 4 mg e 8 mg è risultato efficace nel favorire la ricrescita dei capelli e generalmente tollerato, secondo i risultati di uno studio di fase II pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology (JAAD).

«Ivarmacitinib è un inibitore selettivo della Janus chinasi 1 attualmente in fase di sviluppo clinico per il trattamento di malattie autoimmuni e infiammatorie» hanno scritto il primo autore Cheng Zhou e colleghi del Peking University People’s Hospital e del Beijing Tongren Hospital presso la Capital Medical University, entrambi a Pechino. «Questo farmaco potrebbe modulare più percorsi di segnalazione delle citochine implicati nella patogenesi dell’alopecia areata».

Studio di valutazione di tre dosi crescenti di ivarmacitinib
In questo studio di fase II, in doppio cieco e controllato con placebo, i ricercatori hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di ivarmacitinib in pazienti con alopecia areata con una perdita di capelli di almeno il 25%. Un totale di 94 partecipanti (età media 35,5 anni, 55,3% donne) è stato assegnato in modo casuale in rapporto 1:1:1:1 a ricevere 2 mg, 4 mg o 8 mg di ivarmacitinib oppure placebo una volta al giorno per 24 settimane.

L’endpoint primario era la variazione percentuale rispetto al basale del Severity of Alopecia Tool (SALT) entro la settimana 24. Un endpoint secondario chiave includeva la percentuale di pazienti che raggiungevano un punteggio SALT non superiore a 10.

Trattamento efficace con le due dosi più alte
Nei gruppi ivarmacitinib, la variazione della differenza della media dei minimi quadrati (LSM) rispetto al basale nel punteggio SALT era del -30,51% per la dose da 2 mg, del -56,11% per la dose da 4 mg e del –51,01% per quella da 8 mg. Al contrario, la variazione LSM del gruppo placebo rispetto al basale nel punteggio SALT è stata di -19,87%.

Entro la settimana 24, nove pazienti nel gruppo ivarmacitinib 4 mg e otto nel gruppo 8 mg hanno raggiunto punteggi SALT non superiori a 10, rispetto a tre pazienti nel gruppo 2 mg e quattro nel gruppo placebo.

I risultati hanno mostrato che, mentre la dose da 2 mg non ha funzionato in modo coerente tra gli endpoint, le dosi da 4 mg e 8 mg erano efficaci. Non è stata tuttavia osservata nessuna superiorità dose-dipendente, un fatto che secondo gli autori potrebbe essere dovuta a un effetto plateau della dose da 4 mg oppure alle dimensioni ridotte del campione.

Nello studio si sono verificati due gravi eventi avversi: linfoma follicolare in stadio III nel gruppo di trattamento da 8 mg e polmonite da Covid-19 nel gruppo placebo. I ricercatori hanno ritenuto che la progressione, ma non l’insorgenza, del linfoma follicolare fosse probabilmente correlata al farmaco in studio. Nel complesso ivarmacitinib è stato generalmente tollerato.

«In Cina sono in corso uno studio di fase III con ivarmacitinib per via orale e un trial di fase Ib di una sospensione per uso topico» hanno fatto presente gli autori.

Referenze

Zhou C et al. A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Phase II Study to Evaluate the Efficacy and Safety of Ivarmacitinib (SHR0302) in Adult Patients with Moderate to Severe Alopecia Areata. J Am Acad Dermatol. 2023 Apr 3;S0190-9622(23)00527-3. 

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