Obesità: lo sperimentale VK2735 efficace per la riduzione del peso


Nei pazienti adulti con obesità, un nuovo doppio agonista sperimentale del recettore GLP-1/GIP ha mostrato una riduzione dell’8% del peso corporeo

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Nei pazienti adulti con obesità, un nuovo doppio agonista sperimentale del recettore GLP-1/GIP ha mostrato una riduzione dell’8% del peso corporeo con la dose più alta testata e significativa rispetto al placebo, secondo i risultati di fase I comunicati dalla compagnia biotech sviluppatrice Viking Therapeutics, focalizzata sullo sviluppo di nuove terapie per i disturbi metabolici ed endocrini.

VK2735 è un nuovo agonista doppio del peptide 1 simile al glucagone (GLP-1) e del polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente (GIP), in fase di sviluppo per il potenziale trattamento di vari disturbi metabolici. Sulla base di questi risultati di fase I, la società prevede di avviare uno studio di fase II su pazienti con obesità a metà del 2023.

È stato dimostrato che l’attivazione del GLP-1 riduce la glicemia, l’appetito e il peso corporeo oltre a migliorare la sensibilità all’insulina nei pazienti con diabete di tipo 2, obesità o entrambi. Per il trattamento dell’obesità la Fda statunitense ha già approvato il GLP-1 agonista semaglutide e il doppio agonista GLP-1/GIP tirzepatide.

Lo studio di fase I, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha valutato dosi singole crescenti (SAD) in adulti sani e dosi multiple crescenti (MAD) in adulti sani con un indice di massa corporea (BMI) minimo di 30 Kg/m2 di VK2735, in questa seconda parte somministrato una volta alla settimana per 28 giorni.

Gli obiettivi principali dello studio erano valutare la sicurezza e la tollerabilità di dosi singole e multiple di VK2735 per via sottocutanea e identificare quelle adatte per un ulteriore sviluppo clinico. L’obiettivo secondario era la valutazione farmacocinetica in soggetti sani.

Riduzione del peso significativa rispetto al placebo
Nella parte SAD, VK2735 ha dimostrato sicurezza e tollerabilità promettenti, nonché un profilo farmacocinetico (PK) prevedibile. A seguito di singole dosi sottocutanee, VK2735 ha dimostrato un’emivita di circa 170-250 ore, un Tmax (tempo per raggiungere la massima concentrazione plasmatica) compreso tra circa 75 e 90 ore ed eccellenti esposizioni terapeutiche.

Nella parte MAD della durata di 28 giorni, VK2735 ha dimostrato una tollerabilità incoraggiante e segni positivi di attività clinica. Sei persone randomizzate a ricevere 0,5 milligrammi di VK2735 durante le quattro settimane dello studio hanno perso il 2,5% del loro peso corporeo, rispetto all’1,8% nel braccio placebo, una differenza non significativa. Invece i sei pazienti trattati con una dose settimanale di 5 milligrammi e successivamente di 10 milligrammi hanno sperimentato una riduzione del peso corporeo del 7,8% (8,2 kg), significativamente superiore rispetto al placebo.

Le differenze statisticamente significative rispetto al placebo sono state mantenute o migliorate al giorno 43 del follow-up, 21 giorni dopo la somministrazione dell’ultima dose di VK2735.

VK2735 ha mostrato dati incoraggianti di sicurezza e tollerabilità dopo somministrazione ripetuta. La maggior parte degli eventi avversi osservati (98%) erano lievi o moderati, come anche la gran parte degli effetti collaterali gastrointestinali (99%), comuni in questo tipo di farmaci.

Un evento avverso grave (SAE) di coledocolitiasi acuta (ostruzione del calcoli biliari) è stato segnalato in un soggetto in trattamento attivo con una storia di colelitiasi (calcoli biliari). La nausea è stata segnalata sia con il farmaco (58%) che con il placebo (50%), prevalentemente di grado lieve (89%). Il vomito è stato riportato nel 19% del gruppo VK2735 e nel 10% con il placebo. Nessun soggetto ha interrotto il trattamento per nausea, vomito o eventi avversi gastrointestinali e, nonostante la robusta attivazione delle vie del recettore dell’incretina, non sono stati segnalati eventi di ipoglicemia.

L’azienda ritiene che i dati di tollerabilità indichino la possibilità di ottenere dosi più elevate con finestre di titolazione più lunghe e prevede di valutare un’ulteriore escalation della dose nel prossimo studio di fase II. Ha anche annunciato l’intenzione di avviare uno studio di fase I per valutare una versione orale del farmaco.