Animalisti contro il laboratorio di biosicurezza di livello 3 a Pesaro


Le associazioni Enpa, Eze, Lav, Lupus in Fabula e Oipa contro la realizzazione di un laboratorio di biosicurezza di livello 3 (Bsl3)

Dal Parlamento sì alla sperimentazione animale in Italia fino al 2025. Enpa: "Gravissimo passo indietro, è una pratica obsoleta”

È grande l’opposizione dell’opinione pubblica in seguito all’acquisto di un terreno a Pesaro, da parte dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, per la realizzazione di un laboratorio di biosicurezza di livello 3 (Bsl3). In questo laboratorio sono previste “sperimentazioni e manipolazioni, in vivo e in vitro, di agenti virali pericolosi per la salute animale e dell’uomo in condizioni di massima sicurezza e di contenimento biologico” come si legge nelle delibere della Giunta comunale del 3.08.22 e del Consiglio Comunale del 24.10.22 con realizzazione di “stalle contumaciali per la stabulazione di grandi e piccoli animali in grado di garantire misure di bio-contenimento e bio-sicurezza nei confronti di agenti infettivi”.

Le associazioni animaliste e ambientaliste del territorio Enpa, Eze, Lav, Lupus in Fabula Oipa da subito si sono mobilitate per contrastare l’apertura del laboratorio unendosi alle proteste dei cittadini e di alcuni esponenti delle istituzioni locali. Contro la realizzazione della struttura si è tenuta una manifestazione 1° maggio che ha visto la partecipazione di migliaia di persone arrivate a Pesaro da tutta Italia per esprimere dissenso e grande preoccupazione nei riguardi di un progetto le cui finalità non sono state ancora del tutto chiarite.

Le associazioni ribadiscono la propria contrarierà a qualsiasi attività che preveda il coinvolgimento e la sofferenza di animali a fini di sperimentazione o che possa causare danni all’ambiente o all’uomo. Allo stesso tempo esprimono il proprio supporto al progresso della ricerca scientifica e chiedono che un centro come l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche possa, e debba, utilizzare le proprie competenze per creare un polo di riferimento per i modelli sostitutivi e per gestire situazioni di emergenza sanitaria (come per esempio la brucellosi canina).

«Ribadiamo la nostra richiesta al direttore dell’Izs di garantire ufficialmente che il progetto non prevederà la costruzione di stabulari atti a detenere animali destinati a sperimentazione e che verranno costruiti e autorizzati locali destinati esclusivamente per la sicurezza sanitaria», dichiarano le associazioni. «Auspichiamo che sia quanto prima organizzato un incontro con le istituzioni comunali al fine di fare chiarezza su una situazione che sta allarmando i cittadini e gli enti di tutela animale e ambientale, e su cui abbiamo il diritto di avere una maggiore trasparenza; ribadiamo, inoltre, la nostra disponibilità nel supportare laboratori che si occupino di ricerca human-based nel pieno interesse della salute pubblica e della tutela degli animali».