Lupus: risultati deludenti in fase 2 per rezpegaldesleukin


Sono deludenti i risultati principali dello studio di fase 2 ISLAND sull’impiego di rezpegaldesleukin per il lupus

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Sono stati annunciati in un comunicato stampa i risultati principali dello studio di fase 2 ISLAND sull’impiego di rezpegaldesleukin in pazienti con LES di grado moderato severo, nonostante in trattamento con lo standard terapeutico rappresentato da corticosteroidi, anti-malarici e farmaci immunosoppressori non biologici.

Lo studio ha evidenziato il mancato raggiungimento dell’endpoint primario, rappresentato dalla riduzione del punteggio SLEDAI-2K score nelle popolazioni pre-definite in studio. Sono stati documentati, tuttavia, miglioramenti di questo punteggio rispetto al placebo, nonché miglioramenti clinicamente significativi, rispetto al gruppo di controllo, di alcuni endpoint secondari quali il punteggio BICLA e la LLDAS al dosaggio intermedio tra quelli previsti nel trial.

Lilly, azienda responsabile, in collaborazione con Nektar Therapeutics, dello sviluppo clinico di questo farmaco candidato al trattamento del lupus, ha preso atto dei risultati e ha deciso di non proseguire con gli studi di fase 3 per la registrazione del farmaco nel trattamento del lupus.

Restano in piedi il programma di studi clinici di rezpegaldesleukin per il trattamento della dermatite atopica.

Informazioni su rezpegaldesleukin  
Noto anche come LY3471851 or REZPEG, rezpegaldesleukin è un nuovo coniugato selettivo, primo della classe, che induce le cellule T regolatorie (Treg) a produrre IL-2, in fase di sviluppo per il trattamento di condizioni autoimmuni e infiammatorie. È progettato per colpire lo squilibrio del sistema immunitario che risulta da un aumento dei livelli di cellule T infiammatorie e da un numero ridotto e una funzione compromessa delle cellule T regolatorie (Treg).

Le malattie autoimmuni e infiammatorie fanno sì che il sistema immunitario attacchi erroneamente e danneggi le cellule sane dell’organismo. Un fallimento dei meccanismi di auto-tolleranza del corpo permette la formazione di linfociti T patogeni che conducono questo attacco.

Rezpegaldesleukin è una potenziale terapia risolutiva di prima classe che può affrontare questo squilibrio del sistema immunitario sottostante nelle persone con molte condizioni autoimmuni e infiammatorie. Mira al complesso del recettore dell’interleuchina-2 nell’organismo, per stimolare la proliferazione di potenti cellule immunitarie inibitorie, note come cellule T regolatorie.

Attivando queste cellule, la rezpegaldesleukina è in grado di riportare il sistema immunitario in equilibrio.

Lo studio in breve
Il trial di fase 2 ISLAND aveva arruolato 291 pazienti adulti con LES da moderato a grave.  Lo studio prevedeva tre bracci di trattamento con rezpegaldesleuchin, somministrato per via sottocutanea a diverse dosi (bassa dose di 300mcg Q2W, dose media di 900mcg Q2W,  dose elevata di 1800mcg Q2W) e un braccio placebo (trattamento standard).

L’endpoint primario era rappresentato dalla riduzione di 4 punti del punteggio SLEDAI-2K in popolazioni predefinite.

Le popolazioni di studio prespecificate identificate dal protocollo erano le seguenti:
– popolazione mITT: tutti i pazienti che erano stati randomizzati e sottoposti ad almeno una dose di farmaco in studio.
– Popolazione PP: tutti i pazienti randomizzati che non erano andati incontro a deviazione importante del protocollo in studio (IPD) tale da compromettere potenzialmente i risultati di efficacia.

Passando ai risultati, per quanto rezpegaldesleuchin, a dosaggio medio, si sia dimostrato in grado di indurre un miglioramento numerico del punteggio SLEDAI-2K rispetto al placebo (con una risposta aggiustata in base al placebo dell’8,8% per la popolazione mITT [p=0,309] e del 13,9% per la popolazione PP [p=0,06]), l’endpoint primario non è stato raggiunto.

Le risposte aggiustate in base al placebo osservate a seguito dell’impiego della dose bassa o elevata del farmaco sono risultate inferiori a quelle rilevate con la dose media per entrambe le popolazioni in studio.

Rezpegaldesleuchin, inoltre, al dosaggio medio impiegato nel trial, è stato in grado di indurre miglioramenti consistenti e potenzialmente significativi dal punto di vista clinico per la maggior parte degli endpoint clinici secondari rispetto al placebo. Tra questi ricordiamo:
– gli endpoint di risposta al BICLA (British Isles Lupus Assessment Group (BILAG)-Based Composite Lupus Assessment) – con una risposta aggiustata in base al placebo del 16,4% per la popolazione mITT e 19,1% per la popolazione PP BICLA)
– lo stato di ridotta attività di malattia lupica (LLDAS), con una risposta aggiustata in base al placebo del 12,2% per la popolazione mITT e del 15,1% per la popolazione PP

Le risposte BICLA e LLDAS aggiustate in base al placebo osservate a seguito dell’impiego della dose bassa o di quella elevata del farmaco sono risultate inferiori a quelle ottenute con la dose media per entrambe le popolazioni.

Da ultimo, per quanto riguarda la valutazione di safety, la maggior parte degli eventi avversi (AE) segnalati è stata di gravità lieve o moderata. È stato osservato un aumento dose-dipendente degli AE segnalati. Gli AE più comuni sono stati la febbre, le reazioni al sito di iniezione, l’affaticamento, il dolore e l’artralgia.

La frequenza di infezioni e infestazioni è risultata sovrapponibile tra il gruppo placebo e i tre bracci di trattamento a dosaggi diversi di rezpegaldesleuchin.

Il tasso di interruzione del trattamento nei vari gruppi è stato del 12% per il placebo, del 24% per la dose bassa, del 19% per la dose media e del 40% per la dose elevata. Alla dose elevata, le interruzioni sono state dovute principalmente ad un tasso più elevato di AE per questo livello di dose impiegato in  pazienti con lupus attivo da moderato a grave.