Scontri e sangue in Sudan: uccisi tre operatori dell’Onu


Ancora violenti scontri in Sudan, uccisi tre operatori dell’Onu. I combattimenti al centro del Vertice dei Ministri degli Esteri del G7, Tajani: “Ora il cessate il fuoco”

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Vanno avanti da ieri in Sudan, nel tentativo di un colpo di Stato, gli scontri armati tra l’esercito regolare e i gruppi paramilitari. Di pari passo, sale anche il bilancio delle vittime tra i civili arrivate a 78. A perdere la vita a causa dei combattimenti, sono stati anche tre dipendenti del World food programme dell’Onu al El Fasher, est Darfur.

L’INTERVENTO DI TAJANI

Gli scontri militari in Sudan sono entrati fra gli argomenti in discussione al Vertice dei Ministri degli Esteri del G7 che è iniziato oggi a Karuizawa, in Giappone. Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha dichiarato che “il Governo italiano esprime vivissima preoccupazione per il protrarsi degli scontri armati tra l’esercito regolare e i gruppi paramilitari a Khartoum e per l’estensione dei combattimenti a diverse zone del Sudan”. Su richiesta italiana, alla Ministeriale Esteri dei Paesi G7 era già stata prevista una discussione sull’Africa: “Il Governo italiano da tempo ha iniziato a lanciare inviti ad operare più rapidamente per la stabilizzazione politica ed economica dei Paesi del Nord Africa e della regione subsahariana”, ha detto Tajani. “Penso alla Tunisia, di cui parlerò con i miei colleghi. Ma oggi rivolgo con i Ministri del G7 anche un appello ai comandanti delle Forze Armate del Sudan e delle Rapid Support Forces perché cessino immediatamente i combattimenti che hanno già provocato decine di morti e centinaia di feriti”.

TAJANI: L’AMBASCIATA ITALIANA A KARTHOUM È OPERATIVA

Per Tajani, spiega la Dire (www.dire.it), “soltanto un cessate il fuoco immediato con la ripresa dei negoziati potrà consentire di giungere a un accordo politico inclusivo per la formazione di un governo civile di transizione che porti il Sudan a elezioni democratiche”. Tajani ha anche confermato: “anche oggi ho sentito l’Ambasciata d’Italia a Khartoum, che è aperta e pienamente operativa: stiamo monitorando la situazione di sicurezza dei cittadini italiani, che abbiamo invitato a restare nelle proprie abitazioni, valutiamo tutte le opzioni a tutela della loro incolumità, in coordinamento con le altre Ambasciate UE sul posto”.