Tumori del distretto del cavo orale: diagnosi precoce fondamentale


La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire i tumori del distretto del cavo orale. Il professor Umberto Romeo: “Nello stadio 1 la sopravvivenza a 5 anni è pari all’87%, mentre allo stadio 4 è del 32%”

denti bocca cavo orale

“Come per tutti i tumori, anche per quelli del distretto del cavo orale la diagnosi precoce è la chiave di tutta la prevenzione. Basti pensare che il solo fare una diagnosi di un tumore del distretto del cavo orale in uno stadio 1, quello più precoce, permette al paziente di sopravvivere in circa l’85-87% dei casi. Se invece la diagnosi viene fatta in uno stadio 4, ovvero tra i più avanzati, e che abbiamo purtroppo visto dopo la fase post pandemica, la percentuale di sopravvivenza a 5 anni del paziente si riduce al 30-32%“. Così, all’agenzia Dire (www.dire.it), Umberto Romeo, professore ordinario di Patologia speciale odontostomatologica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I, Sapienza università di Roma.

IL MOMAX

Romeo è inoltre membro del MoMax (Medicina orale e maxillo facciale), l’equipe multidisciplinare attiva presso il nosocomio capitolino. “Il MoMax- spiega- è nato grazie all’intuizione della nostra professoressa Antonella Polimeni, primario dell’Unità operativa, che ha voluto intercettare il più precocemente possibile i pazienti oncologici, individuando queste lesioni epiteliali potenzialmente maligne, le cosiddette lesioni precancerose“.

IL COVID E I RITARDI NELL DIAGNOSI DELLE PATOLOGIE ONCOLOGICHE DEL DISTRETTO DEL CAVO ORALE

Pur non chiudendo mai, nel periodo del Covid l’attività dell’ambulatorio ha dovuto fare i conti con una riduzione. Era infatti fondamentale seguire e fare un follow up dei pazienti oncologici. “Dopo la pandemia- continua il professor Romeo- abbiamo purtroppo riscontrato numerosi ritardi nella diagnosi delle patologie oncologiche del distretto del cavo orale. I pazienti, infatti, si sono allontanati dalle strutture ospedaliere, un po’ quello che è avvenuto per altri distretti anatomici di altre patologie oncologiche”. “Questo- sottolinea l’esperto- ha portato a un ritardo diagnostico poi sfociato in problematiche di gestione della terapia. L’obiettivo è ora quello di riuscire a fare prevenzione proprio nell’ottica di una diagnosi precoce di questi carcinomi del cavo orale”.

LA DIAGNOSI DI TUMORE INIZIA ANCHE A 30 ANNI

Le chiusure dovute al Covid hanno inoltre modificato la tipologia del paziente che ha a che fare con questo tipo di neoplasie. Il professor Romeo rende noto che “negli ultimi anni si sta abbassando l’età di insorgenza del carcinoma orale. Generalmente il tumore faceva la propria comparsa nella quinta, sesta decade, mentre oggi cominciamo a fare diagnosi anche su pazienti di 30, 40 anni“.
“Un’altra novità- dichiara- è che ultimamente stiamo notando un’aumentata incidenza, del carcinoma linguale nei soggetti più giovani privi di fattori di rischio. Non c’è una risposta a quest’ultimo punto, che si sta studiando a livello internazionale”.

IL PAPILLOMA VIRUS TRA I FATTORI DI RISCHIO

Tra i fattori di rischio per l’insorgenza di un tumore del cavo orale figura anche il Papilloma virus. “Da un punto di vista scientifico- precisa Umberto Romeo- è stato accertato che l’Hpv rappresenta un fattore di rischio per il distretto orofaringe, mentre per il distretto cavo orale non ci sono ancora dati in letteratura con un’evidenza scientifica consolidata. Al momento possiamo solo parlare di ipotesi”. Oltre ai tradizionali strumenti che permettono una diagnosi precoce, si stanno utilizzando ulteriori e più attuali metodiche.

LA BIOPSIA LIQUIDA

“Ultimamente stiamo lavorando sulla biopsia liquida– informa- ovvero la possibilità di fare diagnosi precoce non solo sull’aspetto diagnostico ma anche su quello prognostico e di follow up tramite un prelievo di sangue o saliva. È un qualcosa che già esiste per quanto riguarda altre patologie oncologiche, come ad esempio il tumore al seno, il tumore colon-retto ed il tumore al polmone“.
“Attraverso questi prelievi e andando a studiare i miRNA, messaggeri che portano informazioni presenti nelle lesioni oncologiche– continua Romeo- è possibile monitorare o capire quali siano i tumori più sensibili alla radioterapia, piuttosto che alla chemioterapia. Grazie a questi miRNA si studia meglio il tumore e si ha di lui un vero e proprio identikit”.
Per il professore ordinario di patologia speciale odontostomatologica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I, Sapienza università di Roma “si tratta di un aspetto importante per la diagnosi precoce ma anche per capire quali di quei pazienti che hanno avuto il tumore possano sviluppare una recidiva o fare una terapia target, ossia mirata, in base alle caratteristiche della neoplasia. È una frontiera verso la quale si sta spingendo un po’ tutta l’oncologia e anche nel distretto del cavo orale si sta lavorando in questo senso”.

LA SOTTOVALUTAZIONE DEI TUMORI DEL CAVO ORALE

Umberto Romeo tiene poi a fare una precisazione: “A differenza di altri tumori, come ad esempio quello della prostata o della mammella, i tumori del cavo orale sono sottovalutati dalla popolazione. Spesso accade che il paziente rimanga sorpreso dall’idea che da una tumefazione presente nella sua bocca si possa poi sviluppare un carcinoma anche a livello del cavo orale. Stiamo certamente parlando di una incidenza inferiore rispetto ad altre patologie, ma ricordo che, come carcinoma, rientra tra i primi dieci tumori del corpo umano“.
“Quello che è importante far capire alle persone- continua- è che si tratta di un problema che non riguarda un organo interno ma un organo, il cavo orale, o comunque il distretto del cavo orale, che nelle fasi iniziali comporta una terapia di tipo chirurgico, comporta delle deformazioni, nonostante tecniche di ricostruzione del volto sempre più raffinate. E qui torniamo a parlare della grande importanza della diagnosi precoce: prima lo si intercetta, meno radicale è l’operazione chirurgica maxillo-facciale“.

L’IMPORTANZA DI UNA CORRETTA IGIENE DENTALE

Umberto Romeo sensibilizza infine la popolazione sulla corretta igiene dentale. “Una visita dal dentista, che magari individua una macchia di colore bianco o rosso, potrebbe essere un primo segnale di una lesione sospetta. La salute del cavo orale è importante per la prevenzione del carcinoma orale“.
Tra i fattori di rischio, oltre a fumo e alcol, c’è proprio l’igiene orale– conclude- ma anche la dieta, l’alimentazione. Bisogna evitare di accumulare la flora batterica, il tartaro: anche il microbioma orale ha una influenza nell’insorgenza del carcinoma del cavo orale. Ecco perché la salute orale passa anche dal prendersi cura dei propri denti e delle proprie gengive“.