La radiofarmacia non è più argomento di nicchia


La radiofarmacia da argomento di nicchia a tema essenziale In SIFO è presente da anni l’Area Culturale Scientifica per sviluppare cultura in materia di radiofarmaci

Terapie a base di radioligandi, radiofarmaci

La medicina nucleare si appresta a giocare un ruolo sempre più importante nel percorso diagnostico-terapeutico del paziente, anche grazie alla disponibilità di radiofarmaci sempre più selettivi. Tutti i professionisti che potranno apportare una competenza utile a rispondere alle necessità di questa nuova sfida organizzativa e gestionale dovranno contribuire a rendere le opportunità offerte dai radiofarmaci un’opzione fruibile in modo sicuro ed efficace per i pazienti. In questo contesto, anche i farmacisti ospedalieri, già coinvolti a diversi livelli nella gestione del radiofarmaco, dall’approvvigionamento al supporto regolatorio fino alla preparazione e al controllo di qualità, sono chiamati ad approfondire la comprensione dei processi e delle potenzialità offerte dalla Medicina Nucleare.

In SIFO è presente da anni l’Area Culturale Scientifica Radiofarmacia (non a caso lo scorso anno ha partecipato al Congresso SIFO il neo ministro Orazio Schillaci, esperto di medicina nucleare), con la mission di sviluppare cultura in materia di radiofarmaci e radiofarmacia nonché collaborazioni con gli interlocutori più autorevoli in questo ambito per “produrre quella comune condivisione di percorsi di qualità e linee guida, orientati sempre di più alla sicurezza e alla efficacia delle cure, oltre che all’innovazione che avanza”. È stato questo il tema al centro dell’incontro dal titolo ‘Evoluzione innovativa della radiofarmacia: siamo pronti a gestirne le potenzialità?’, che si è svolto nell’ambito del XLIII Congresso Nazionale SIFO.

“Purtroppo molti colleghi continuano a considerare la radiofarmacia un argomento distante da loro- ha detto Monica Santimaria, coordinatrice dell’Area Radiofarmacia SIFO e radiofarmacista presso la UOC Medicina Nucleare dell’ospedale San Bortolo di Vicenza- Questo accade perché spesso, considerata la peculiarità dei medicinali impiegati, i farmacisti ospedalieri tendono a collegarla prevalentemente agli aspetti tecnici a cui si devono anche aggiungere i pregiudizi legati alla radioattività. È invece necessario focalizzare l’attenzione sul fatto che i radiofarmaci sono prima di tutto medicinali e che le competenze del farmacista ospedaliero sono necessarie e utili nel loro processo di gestione in ambito ospedaliero, oggi più di sempre”. È per questa ragione che l’incontro organizzato quest’anno da SIFO ha voluto essere “meno ‘tecnico’ di quanto lo sia stato nei congressi precedenti- ha fatto sapere Santimaria- così da portare l’argomento radiofarmaci su un terreno di dialogo comune ad altri processi gestionali del farmaco”.
Si vuole dunque scardinare il pensiero per cui il radiofarmaco sia un argomento di nicchia: “Per certi aspetti, di fatto, ancora lo è- ha sottolineato l’esperta- ma lo sarà sempre di meno, perché la strada tracciata dall’evoluzione è quella di una medicina nucleare fatta sempre più di terapie e basata su una diagnostica sempre più orientata ad una miglior aderenza terapeutica al trattamento. Il messaggio che vorremmo veicolare con questa sessione è che, al di là dei tecnicismi, la gestione dei radiofarmaci deve essere a tutto tondo e i farmacisti ospedalieri devono avere la capacità di entrare nel merito anche dei costi e della gestione economica, comprese le valutazioni regolatorie in relazione agli utilizzi clinici, di appropriatezza delle prescrizioni, di sperimentazioni cliniche con radiofarmaci”.

Per questo, secondo la coordinatrice dell’Area Radiofarmacia SIFO, l’approccio dei farmacisti ospedalieri deve “necessariamente cambiare- ha aggiunto- non possiamo più pensare di non entrare nella gestione dei radiofarmaci e ce ne dovremmo occupare sempre di più”. Nel corso dell’incontro spazio anche alla sostenibilità economica e alle sperimentazioni cliniche, con il nuovo regolamento che, concedendo “importanti deroghe” a questi peculiari medicinali, offre ai farmacisti “grandi opportunità” di venir coinvolti nelle fasi di sviluppo dei radiofarmaci. Un focus specifico è stato ancora dedicato alla medicina di precisione e personalizzata: come è noto, infatti, i nuovi radiofarmaci trovano la collocazione ideale in ambito oncologico, perché sono in grado di selezionare i pazienti in base al loro profilo genetico, identificando in anticipo chi trarrà vantaggio dall’impiego di un farmaco. “L’evoluzione in campo clinico portata da questo rivoluzionario approccio terapeutico multidisciplinare- ha spiegato Santimaria- necessita di cambiamenti in ambito organizzativo e gestionale, che vanno guidati anche nella direzione di un coinvolgimento pieno del farmacista ospedaliero per le sue conoscenze e competenze rispetto al radiofarmaco, in questo sistema di collaborazione professionale”.

Oggi, intanto, esistono “tutta una serie di importanti radiofarmaci innovativi, ma soprattutto è cambiato il modo di utilizzare quelli già utilizzati da tempo- ha spiegato ancora la coordinatrice dell’Area Radiofarmacia SIFO- per cui possiamo parlare di diagnostica di precisione e personalizzata dal momento che la Medicina Nucleare riesce a fornire, grazie ad immagini funzionali su base molecolare, risposte che nessun’altra tecnologia diagnostica riesce a dare. Per esempio, possiamo dire se un farmaco convenzionale oncologico è in grado di dare i risultati che vogliamo nel nostro paziente o addirittura se il nostro paziente può essere o meno incluso in un trattamento con altri farmaci convenzionali”. Anche la diagnostica, insomma, sta assumendo un “altro tipo di valenza” e la medicina nucleare sarà destinata a giocare un “ruolo fondamentale” nel trattamento e nel percorso di cura dei pazienti oncologici.