Covid: a Milano e Napoli tornano i tamponi per gli arrivi dalla Cina


Dopo l’esplosione dei contagi Covid in Cina, il ministro della Salute Schillaci valuta di reintrodurre il test obbligatorio per tutti i passeggeri in arrivo dal Paese del Dragone

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L’esplosione dei contagi da Covid in Cina, dopo l’allentamento delle dure restrizioni mantenute a lungo dal governo di Xi Jinping, preoccupa il mondo intero. Le autorità locali non forniscono più il bollettino dei nuovi casi e delle vittime del coronavirus, ma stime ufficiose parlano di numeri da record: fino a un milione di contagi e migliaia di morti al giorno.

SCHILLACI: “SEGUIAMO SVILUPPI CON LA MASSIMA ATTENZIONE”

Il ministero della Salute informa in una nota che il titolare Orazio Schillaci “già dalle prime notizie, sta seguendo con la massima attenzione gli sviluppi della nuova ondata Covid19 in Cina. Da venerdì scorso si è confrontato con la Cabina di regia dell’Iss per il monitoraggio sull’andamento dei contagi Covid19. Da sabato 24 dicembre a oggi, il ministro ha seguito con attenzione l’esito dell’esecuzione dei tamponi sui passeggeri in arrivo a Malpensa provenienti dalla Cina e ha raccomandato il sequenziamento di tutte le varianti che possono emergere dai tamponi“.

“In queste ore – prosegue il comunicato – il ministro sta valutando la possibilità di disporre il tamponamento obbligatorio per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina. La sorveglianza e la prevenzione, attraverso il sequenziamento, sono fondamentali per individuare con tempestività eventuali nuove varianti che possano destare preoccupazione e che, al momento, non risultano in circolazione in Italia. Il ministro Schillaci, inoltre, è in contatto da giorni anche con le autorità competenti degli altri Stati Ue per definire strategie condivise. Sul tema oggi pomeriggio riferirà in Consiglio dei ministri”.

BASSETTI: “INTERVENIRE SUBITO SU TUTTI I VOLI DALLA CINA”

L’infettivologo Matteo Bassetti su Facebook scrive: “Siamo in una situazione in cui non avrei mai immaginato di trovarmi. Se vogliamo evitare di riprendere un Sars-CoV-2 mutato dobbiamo intervenire subito: servono controlli su tutti i voli dalla Cina, restrizioni ai viaggi, tampone molecolare ai passeggeri nelle 24 ore precedenti la partenza o quarantena all’arrivo con test molecolare per uscirne, altrimenti chi arriva non deve circolare”.

TAMPONI PER TUTTI GLI ARRIVI DALLA CINA A MALPENSA

In Italia a fare da apripista è la Regione Lombardia: sul sito dell’aeroporto di Milano Malpensa un avviso spiega che all’arrivo “è consigliato effettuare un tampone antigenico molecolare per tutti i passeggeri e gli operatori provenienti dalla Cina. Il presente regolamento è immediatamente valido fino al 30 gennaio 2023″. Non una misura obbligatoria, dunque, ma una misura per monitorare l’evoluzione della pandemia e la comparsa di nuove varianti.

Sul sito ‘Viaggiare sicuri’ della Farnesina, si ricorda che nel gigante asiatico “si registra un elevato numero di infezioni da Covid con la conseguente forte pressione per il sistema sanitario cinese. Si informa che la Regione Lombardia ha dato indicazione alla Ats Insubria, di riferimento per l’aeroporto di Malpensa, di sottoporre a tampone molecolare di screening per Covid-19 tutti i passeggeri/operatori provenienti dalla Cina”.

DE LUCA PREPARA LA STRETTA A CAPODICHINO

E dopo la Lombardia, anche la Regione Campania è pronta a nuove misure per contrastare la diffusione del virus. “Credo che prenderemo qualche decisione rispetto ai cittadini provenienti dalla Cina – dichiara il governatore Vincenzo De Luca – Rischiamo di avere nuovi focolai, quindi dobbiamo tenere gli occhi aperti. In Cina viaggiano ormai su un milione di contagiati al giorno. Dobbiamo fare attenzione, non so che diavolo di variante hanno in Cina”.

Il presidente della Regione Campania, intervenendo ad Avellino a un’iniziativa per accogliere i cento nuovi assunti dall’azienda regionale di tpl Air Campania, prosegue: “Prenderemo delle misure per quanto riguarda l’aeroporto di Capodichino. Chi arriva dalla Cina da oggi in poi deve essere sottoposto a tampone. Non possiamo consentirci di accendere focolai di Covid con altre varianti”.