Gli Ella Goda tornano con l’album “Oh My Goda”


L’originalissima formazione Ella Goda pubblica il suo secondo album, intitolato “OH MY GODA”, disponibile sulle piattaforme digitali

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Sette tracce per un disco che porta l’ascoltatore nel mondo della band attraverso singoli che ne hanno anticipato l’uscita e brani inediti. Ecco alcune parole del cantante Brian Zaninoni sui pezzi di “OH MY GODA”.
TRACKLIST
1 – LE COSE GIUSTE

È un brano che, come molti altri, parla della fine di una storia, ma non una fine traumatica o sofferta come ci si potrebbe immaginare.
La svolta è un naturale epilogo dello svolgimento, quasi inconscio.
“In sala prove il pezzo aveva due sonorità molto differenti, la prima parte con pianoforte e synth, la seconda con sezione ritmica e chitarra distorta da “power trio”. In studio abbiamo trovato il giusto compromesso riuscendo ad amalgamarle, inserendo elementi quasi dance e il risultato finale ci è piaciuto molto.”

2 – MENTRE IL BUIO SE NE VA

Ho scritto il testo durante il primo lockdown, che nella nostra Val Seriana è stato molto pesante.
L’arrivo del caldo di primavera speravo ci permettesse di uscire, ricominciare, che si portasse via la morte come un male di stagione, anche ricordando anni passati in cui la primavera è stata per me momento di rinascita.
L’incontro con Giulia, tramite il batterista Marco che aveva in precedenza suonato su un suo pezzo, ha portato al brano nuove potenzialità.
E’ stato magnifico sentire la sua voce eterea sul nostro strumentale prettamente rock, dove non ci sono tastiere o sintetizzatori, ma solo batteria, basso e chitarre. Lei ha trovato armonie che si sono sposate perfettamente con quello che avevamo scritto e con la mia voce baritonale.
Abbiamo pensato, probabilmente con ragione, che il tema della rinascita potesse toccare le sue corde.

3 – UMORI

Il testo richiama un episodio in cui una cartomante lesse i tarocchi a una ragazza che frequentavo, disse che sarei rimasto legato a lei per sempre e che, qualsiasi strada avesse preso, avrebbe potuto riavermi in qualsiasi momento.
Mi sentii in parte impotente e in parte incazzato. Anni dopo, incontrandola casualmente, ripensando all’episodio ed a come è andata la mia vita, ho scritto il testo.
È una sorta di ribellione all’amore tossico.
La musica è frutto di un bel lavoro di band, molto costruttivo; è il primo brano che abbiamo scritto per questo disco e ci ha fornito molte indicazioni di lavoro per scrivere gli altri pezzi. Tutti abbiamo messo il naso nelle parti di tutti, senza nemmeno mandarci troppo a cagare.

4 – PER DISORIENTARTI UN PO’

È il canto del cigno prima della fine di una storia, oppure può essere visto come un tentativo per tenerla in vita.
É il pezzo lento del disco, anche se sul finale ha una svolta abbastanza noise. Inizialmente eravamo dubbiosi se inserire questo brano nelle registrazioni, poi il lavoro in studio è stato perfetto e anche un po’ fortunato: abbiamo cambiato i ritornelli, le parti di piano, di synth, di batteria; una serie di coincidenze hanno portato dei risvolti che l’hanno resa, per noi, una piccola chicca.

5 – EFFETTO ALONE

Quando lessi “Effetto Alone” mi colpì la doppia possibilità di lettura italiano/inglese.
Ho scritto il testo su come questo bias cognitivo influenzi i miei rapporti personali e come quelli del passato si ripercuotano su quelli del futuro.
Nella seconda strofa invece ho richiamato il risvolto in inglese, ovvero quanto lo stare da solo mi abbia sempre accompagnato nel crescere.
La musica volevamo fosse “danceable”, pulsante e power: batteria, basso, chitarra, nessuna tastiera e pochissime sovraincisioni… dopotutto siamo un trio rock

6 – CRUDELE

Testo scritto in meno di mezz’ora durante una sbronza solitaria casalinga.
È strano essere lasciati perché una persona sceglie di andare a vivere all’estero, è più difficile farsene una ragione, fa pensare di più a quello che sarebbe potuto essere. Nonostante la cadenza a sei ottavi e i BPM lenti, volevamo fosse un pezzo carico, con chitarre distorte e synth potenti, per fare emergere la parte incazzata che facesse da contraltare a quella romantica.

7 – LE MANI AVANTI

Nel testo ho cercato di ricreare delle atmosfere più che raccontare una storia, momenti di luci ed ombre, passionali ma cupi raccontano un tradimento, la volontà di andare oltre che si contrappone alla paura. La musica ha inevitabilmente seguito il testo, incalzante, a tratti psichedelica, Sebastiano ha scritto il tema principale del Synth e tutto ha preso forma. La svolta melodica finale con il crescere aggressivo di strumenti abbiamo pensato fosse la chiusura perfetta anche per il disco.

Ella Goda è il nome che riunisce tre musicisti che collaborano dal 2015: Brian Zaninoni (voce, chitarra, pianoforte), Sebastiano Pezzoli (basso, sintetizzatore) e Marco Torri (batteria, programmazioni).
Rock anglo-americano, cantautorato italiano, sintetizzatori anni 90, drumming punk e melodie accattivanti, sono alcune delle più significative caratteristiche che si ritrovano nelle composizioni della band, che non rinuncia a seguire un’evoluzione di suono contemporanea, riservando grande importanza alla stesura dei testi in italiano, per creare connubi o contrasti che rendono i brani orecchiabili ma ricchi di personalità.
Nel corso di circa due anni di lavoro nascono le tracce che vanno a comporre il primo omonimo disco della band, uscito ad aprile 2017 per l’etichetta Bulbart, anticipato dal singolo “La cura Schopenhauer” il cui videoclip è stato trasmesso in anteprima esclusiva dal canale MTV New Generation e dal brano “Quattro Anni” inserito nella compilation di Rockit di Marzo 2017.
Nel 2021 registrano 7 tracce che andranno a comporre il secondo disco in uscita per Be NEXT Music/Sorry Mom: “OH MY GODA”, anticipato dalla pubblicazione dei brani “Le cose giuste”, “Umori”, “Mentre il buio se ne va” in collaborazione con la cantante Giulia Ottonello e “Le Mani Avanti