Le alterazioni della tiroide possono determinare una subfertilità


Le alterazioni, pur minime, della funzione della tiroide possono determinare una subfertilità, se non adeguatamente trattate

I pazienti con oftalmopatia tiroidea sottoposti all'infusione dell'anticorpo monoclonale teprotumumab hanno ottenuto una riduzione della proptosi di almeno 2 mm

La relazione tra stato tiroideo e fertilità femminile è un’area di particolare interesse sia per i clinici che per i ricercatori di tutto il mondo. Ciò è in parte dovuto alla crescente prevalenza dell’infertilità e alla comprensione delle sue complesse e multifattoriali cause.

Gli studi condotti su forme variabili di infertilità femminile (p. es., aborti ricorrenti o sindrome dell’ovaio policistico) insieme all’uso crescente in tutto il mondo delle tecnologie di riproduzione assistita (ART) hanno contribuito a scoprire il ruolo potenziale delle condizioni della tiroide in relazione alla funzione ovarica e alla fertilità.

Tuttavia, come suggerisce il titolo interrogativo di una rassegna pubblicata  su “Annales d’Endocrinologie”, redatta dagli specialisti di Auxologico, diversi aspetti devono ancora essere chiariti e diverse domande attendono ancora una risposta. Il rapporto tra tiroide e fertilità tuttavia non è un mito, ma è una realtà complessa.

L’ampio uso dell’ART ha portato alla ribalta una condizione di reciprocità in cui il gli ormoni tiroidei influenzano le fasi riproduttive e queste a loro volta producono variazioni nei livelli di ormoni tiroidei. La maggior parte degli studi retrospettivi pubblicati non divide chiaramente tra autoimmunità tiroidea e ipotiroidismo subclinico. Questo fatto e la mancanza di studi prospettici su grandi casistiche, rappresentano ancora il limite più importante nella comprensione del peso di ogni singolo parametro che possa portare ad un approccio “su misura”. Ad oggi, in attesa dei risultati dei prossimi studi volti a rispondere ad alcune questioni irrisolte, lo screening per i disturbi della tiroide è fondamentale nelle donne di coppie infertili.

La Professoressa Laura Fugazzola, Responsabile del Centro Tiroide di Auxologico San Luca e Professore Ordinario di Endocrinologia all’Università di Milano, tra gli autori della rassegna, spiega:

Le alterazioni, pur minime della funzione tiroidea possono determinare o contribuire a determinare una subfertilità, se non adeguatamente trattate. Ulteriori studi sono necessari per identificare in maniera più precisa in che condizioni intervenire con terapie appropriate. Alle donne in età fertile, soprattutto nel caso di familiarità per patologie tiroidee, di alterazioni del ciclo mestruale e comunque dopo i 35 anni di età, è sempre consigliabile valutare la funzionalità tiroidea mediante un semplice prelievo ematico con dosaggio del TSH. Può anche essere indicata la valutazione della presenza di autoanticorpi anti tiroidei.

FONTE: AUXOLOGICO