Spondiloartrite assiale: l’importanza dell’indice BASMI


Spondiloartrite assiale: l’indice BASMI consente di ottenere una stima moderatamente accurata dell’attività di malattia e della risposta alla terapia

Spondiloartrite assiale: l'indice BASMI consente di ottenere una stima moderatamente accurata dell'attività di malattia e della risposta alla terapia

Nei pazienti con spondiloartrite assiale (axSpA), l’indice BASMI (the Bath Ankylosing Spondylitis Metrology Index) consente di ottenere una stima moderatamente accurate dell’attività di malattia, e rappresenta un predittore indipendente di risposta alla terapia con farmaco biologici per alcune misure di uso comune.
Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su  Arthritis Care & Research (Hoboken).

Che cosa è l’indice BASMI
Il BASMI è un indice composito, proposto per la valutazione della compromissione funzionale (mobilità del rachide e dell’anca). E’ costituito da 5 misurazioni cliniche, per ognuna delle quali viene assegnato un punteggio compreso tra 0 e 2. Il punteggio finale, pertanto, può variare da 0 (mobilità migliore) a 10 (mobilità peggiore).

Obiettivi e disegno dello studio
I ricercatori hanno cercato di stabilire i fattori associati con una ridotta mobilità spinale nei pazienti con axSpA e di verificare se una cattiva mobilità fosse prodittiva di una risposta alla terapia con  farmaci anti-TNF.

Lo studio britannico è stato condotto in individui che soddisfacevano i criteri ASAS (the Assessment of Spondyloarthritis International Society) di axSpA.

Al reclutamento nello studio, sono stati determinati i fattori riferiti dai pazienti e le misure cliniche indipendentemente associate con la mobilità spinale, misurate dal BASMI.
Tra gli individui che iniziavano una terapia con farmaci anti-TNF, sono stati determinati i fattori risultanti come predittori indipendenti di risposta alla terapia sulla base dei criteri ASAS, delle misure di qualità della vita e dei criteri ASDAS (Anklylosing Spondylitis Disease Activity Score).

Risultati principali
I ricercatori hanno considerato eleggibili per l’inclusione nello studio 1.960 pazienti, con età mediana pari a 48 anni (range: 37-59 anni).

Nel complesso, il 70% dei partecipanti allo studio era di sesso maschile, con un punteggio mediano BASMI pari a 3,6 (range, 2,2-5,3).

Sono risultati indipendentemente associate ad una scarsa mobilità spinale I fattori seguenti:
– Soddisfacimento dei criteri radiografici per la spondilite anchilosante
– Deterioramento della funzione
– Livelli più elevate di infiammazione, sulla base delle concentrazioni di CRP
– Maggiore durata della sintomatologia
– Appartenenza al genere maschile
– Basso livello di istruzione
– Stato di disoccupazione

Una cattiva mobilità spinale, indicata da un punteggio BASMI più elevato, è risultata essere un predittore indipendente di mancato soddisfacimento dei criteri di risposta: ASAS20 (OR per incremento punteggio= 0,8; IQR= 0,66-0,98), ASAS40 (OR= 0,69; IQR= 0,5-0,95) e della qualità della vita, valutata mediante questionario ASQLQ (β=0.64 [IQR, 0.26-1.02).
La cattiva mobilità spinale, invece, non è risultata associata al mancato soddisfacimento dei criteri ASDAS.

Riassumendo
In conclusione, il punteggio BASMI è stato sufficientemente “intercettato” da altri fattori misurati routinariamente nei pazienti con axSpA, ed è esso stesso un predittore indipendente di risposta alla terapia con farmaci biologici per alcune, ma non per tutte le misurazioni utilizzate.

Resta da stabilire, a questo punto, dal punti di vista della pratica clinica, il ruolo giocato da questo punteggio nel monitoraggio di malattia e nel processo decisionale clinico terapeutico nei pazienti con axSpA, soprattutto in quelle situazioni nelle quali le visite cliniche in ambulatorio risultano più difficili.
 
Bibliografia
Biallas RL et al. Role of metrology in axial spondyloarthritis: does it provide unique information in assessing patients and predicting outcome? Results from the British Society for Rheumatology Biologic Register for Ankylosing Spondylitis. Arthritis Care Res (Hoboken). Published online 2022. doi:10.1002/acr.24500
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