Vaccino Covid meno efficace nei pazienti con mieloma multiplo


Mieloma multiplo, il vaccino anti-Covid potrebbe essere meno efficace a causa dell’immunosoppressione coesistente dovuta alla malattia e alle terapie

Vaccino ricerca cladibrina pfizer

Sebbene la vaccinazione sia una strategia valida per la prevenzione della COVID-19, la sua efficacia nei pazienti con mieloma multiplo potrebbe essere ridotta, probabilmente a causa dell’immunosoppressione coesistente dovuta sia alla malattia in sé sia alle terapie a cui questi pazienti devono sottoporsi. A suggerirlo sono i risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte condotto nell’ambito del sistema sanitario statunitense dei Veterans Affairs (VA), e presentato al 63° congresso annuale della Società americana di ematologia (ASH).

Il primo autore del lavoro, Nathanael R. Fillmore, del VA Boston Healthcare System e della Harvard Unversity, ha spiegato che lui e i colleghi hanno deciso di effettuare questa ricerca nel sistema dei VA perché, essendo un grande sistema sanitario nazionale che fornisce un eccellente accesso sia alla vaccinazione sia ai test per i suoi assistiti, i dati consentono di valutare quanto sia efficace la vaccinazione nei pazienti con mieloma multiplo nel mondo reale.

Analisi su quasi 4000 pazienti con mieloma
L’analisi ha riguardato 3943 pazienti in cura per un mieloma multiplo in uno dei centri dei VA tra il 15 dicembre 2019 e il 15 dicembre 2020 , sottoposti alla vaccinazione anti-COVID-19 e seguiti fino a 287 giorni.

Inoltre, i ricercatori hanno abbinato secondo un rapporto 1:1 818 pazienti vaccinati con controlli non vaccinati o non ancora vaccinati.

In più, hanno identificato 11.946 pazienti con gammopatia monoclonale di significato indeterminato (MGUS), per un ulteriore confronto con una popolazione meno immunocompromessa rispetto a quella dei pazienti con mieloma multiplo conclamato, e li hanno abbinati sempre secondo un rapporto 1:1 con controlli non vaccinati o non ancora vaccinati.

L’abbinamento dei pazienti con i controlli non vaccinati è stato effettuato in base a età, razza ed etnia, struttura dei VA, ruralità del domicilio, fragilità e tipo di malattia (mieloma multiplo vs MGUS).

La somministrazione di un vaccino COVID-19 è stata considerata come esposizione primaria e l’infezione da COVID-19 confermata da un test l’outcome primario. I ricercatori hanno definito l’efficacia della vaccinazione come 1 meno il rischio relativo di infezione da COVID-19 per gli individui vaccinati rispetto ai controlli non vaccinati.

Efficacia ridotta del vaccino
Le analisi hanno mostrato un’efficacia del vaccino a partire da 14 giorni dopo la seconda dose del 5,6% (IC 95% CI, da 64,5 a 47,5). nella coorte di pazienti con mieloma multiplo abbinati ai controlli non vaccinati e del 27,2% (IC al 95% 5,6-49,9) in quella dei pazienti con MGUS.

Nella coorte di pazienti con mieloma multiplo non abbinati a controlli, il 5,2% dei pazienti il cui ultimo trattamento anti-mieloma era stato somministrato non oltre 90 giorni prima della vaccinazione ha contratto l’infezione da SARS-Cov-2 dopo la vaccinazione, contro il 2,6% di quelli il cui ultimo trattamento per il mieloma multiplo risaliva a più di 6 mesi prima della vaccinazione.

Fillmore ha sottolineato, comunque, come servano ulteriori studi per valutare la correlazione tra lo stadio del mieloma, i tipi di terapie somministrate e le tempistiche del trattamento che possono influire sull’efficacia del vaccino, oltre che per capire se i pazienti possono trarre un beneficio dall’esecuzione dei test sierologici per monitorare la risposta anticorpale dopo il vaccino o dai vaccini di richiamo.

«Il messaggio più importante di questo studio è che sebbene la vaccinazione rappresenti una strategia efficace per prevenire la COVID-19, la sua efficacia potrebbe essere ridotta nei pazienti con mieloma multiplo e quindi sono necessarie uteriorri strategie per prevenire l’infezione e outcome sfavorevoli in questa popolazione», ha concluso Fillmore.

Bibliografia
N.R Fillmore, et al. Inadequate Sars-Cov-2 Vaccine Effectiveness in Patients with Multiple Myeloma: A Large Nationwide Veterans Affairs Study. Blood (2021) 138 (Supplement 1): 400. Link