Albinea sperimenta la Biblioteca vivente


In Emilia-Romagna la Biblioteca vivente: sugli scaffali persone in carne e ossa. Ad Albinea, nel Reggiano, per 30 minuti si ascoltano storie dal vivo

Per ricordare la Resistenza, il Comune e l'Anpi di Anzola dell’Emilia cercano 100 staffette per recapitare libri e un fiore il 25 aprile

E se in uno scaffale della biblioteca, invece dei libri, ci fossero persone in carne ed ossa? Allora vorrebbe dire che ci si trova ad Albinea, e si sta sperimentando il progetto Biblioteca vivente, realizzato dal Comune reggiano, insieme alla Scuola di italiano per stranieri Cpia Reggio Sud, al Sap (Servizio di aiuto alla persona) dell’Unione Colline Matildiche e alla rete pubblico-privata “Strade-Autonomia, Cittadinanza, Occupabilità”.

La Biblioteca vivente è una vera biblioteca con lettori, bibliotecari e un catalogo di libri… fatto di persone. Il lettore può avvicinarsi e, come farebbe con uno scaffale di libri, scegliere quello che lo incuriosisce di più, prenderlo in prestito per 30 minuti, ‘leggerlo’ e restituirlo, come un libro cartaceo. In questo caso, però, la lettura consiste nell’ascoltare quello che il libro ha da raccontareed eventualmente parlarne con lui. Il libro della Biblioteca vivente racconta una storia personale, in un certo senso racconta sé stesso. Per prenotare e ‘leggere’ è necessario chiedere ai bibliotecari e fissare un appuntamento.

Lo scaffale di libri viventi denominato “Prove di empatia. Voci e storie di culture”, alimenta l’idea di biblioteca sociale con l’intento di favorire la relazione e promuovere il dialogo per ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di età, abilità, sesso, stili di vita e background culturale diversi. Il progetto prende spunto da “The Human Library”, esperienza nata in Danimarca nel 2000. La presentazione dell’iniziativa sarà sabato 18 dicembre, alle 11, ovviamente in biblioteca con il sindaco Nico Giberti, Paola Casi, responsabile della Scuola di italiano per stranieri, Barbara Chierici del Sap e Denise Brighenti, di Fcr Area servizi alla persona per Strade.

Saranno Anna, Anne-Cécile, Antonella, Corrado, Elena, Gervasio, Giulia, Matteo, Saad, Simona, Stefania e Stela i primi libri umani della biblioteca. Si tratta di studenti stranieri della scuola di italiano, ragazzi e adulti “fragili” frequentanti il Sap e seguiti dalla rete pubblico-privata Strade e semplici cittadini. La biblioteca ha organizzato un corso di storytelling con un formatore professionista, che ha fornito loro suggerimenti e strategie per esprimere al meglio le loro storie. Chiunque vorrà potrà prendere in prestito il libro vivente per 30 minuti e ascoltare la sua storia, prenotandolo con una mail a [email protected] o chiamando lo 0522-590232.

“Si avrà così l’occasione preziosa di parlare e di attivare una relazione con persone che forse non si sarebbero mai incontrate nella vita”, spiega il Comune. I libri umani sono a disposizione dei lettori nello scaffale dedicato “Prove di empatia. Voci e storie di culture” continuamente aggiornato con nuove voci e nuove storie. La Biblioteca vivente è inserita nella più ampia attività del progetto “prove di empatia. Voci e storie di culture” realizzato per l’attuazione delle politiche di ambito socio-occupazionale e del tempo libero a favore delle persone adulte con disabilità residenti nel Distretto di Reggio Emilia e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna: intende sensibilizzare la comunità alla cultura della pace e dei diritti umani, all’educazione alla cittadinanza globale, all’interculturalità e all’integrazione. Tutti “fattori determinanti per la costruzione di una società pacifica, giusta e inclusiva. Il tutto, attraverso la conoscenza dell’altro”.

Il Comune di Albinea, anche grazie alla contiguità fisica tra biblioteca e scuola di italiano per stranieri, che si trovano nello stesso edificio, si è posto l’obiettivo di valorizzare questa relazione e attivando sinergie tra i diversi servizi. La biblioteca, inoltre, collabora con il Sap e promuove progetti per ragazzi e adulti. L’idea di base è stata “mettere in valore la presenza degli studenti della scuola di italiano per stranieri, che hanno provenienze tra le più disparate, e creare occasioni di reciproca crescita. Si vuole offrire agli studenti l’opportunità di approfondire la lingua italiana con modalità diverse oltre alla lezione frontale e offrire a tutti i cittadini occasioni per conoscere le culture, le tradizioni, le usanze delle terre di origine degli studenti e le storie di vita dei ragazzi”.

Le attività realizzate per la costruzione di questo dialogo interculturale e sul tema dei diritti, oltre alla Biblioteca Vivente, come riferisce la Dire (www.dire.it) sono la creazione in biblioteca di uno scaffale tematico denominato “Storie dal mondo” curato completamente dagli allievi della scuola di italiano con letteratura e saggistica, oltre che libri per bimbi e ragazzi, del loro paese di provenienza; uno Scaffale Literacy con libri graduati per livelli di alfabetizzazione per dare la possibilità a persone migranti e straniere con livelli di istruzione bassi e competenze di scrittura e lettura dell’italiano deboli di imparare le basi della lingua italiana; letture ad alta voce in occasioni pubbliche degli studenti della scuola di italiano rivolte a bambini, ragazzi, adulti e anziani con favole, filastrocche, testi narrativi, romanzi, saggi; un archivio digitale di storie in lingua originale nelle varie lingue dei paesi di provenienza degli studenti, con allegato il testo tradotto in italiano in cartaceo.