Tamponi ai vaccinati per cinema e teatri: l’ipotesi scontenta Agis


Tamponi anche ai vaccinati per cinema e teatri, l’Agis in allerta si rivolge al premier Draghi: “Ipotesi preoccupa settore spettacolo”

tamponi coronavirus

“Le notizie apparse sugli organi di stampa di un possibile obbligo di tampone per gli spettatori di cinema e teatri hanno creato una forte preoccupazione nel settore. Giova ricordare in questa sede che chi partecipa ad attività culturali deve essere dotato di super green pass, misura da noi convintamente sostenuta, e utilizzare per tutto il tempo i dispositivi di protezione individuale. Il distanziamento nei luoghi di spettacolo è garantito da sedute inamovibili e da una gestione del pubblico fortemente controllata, come previsto dalle Linee Guida della Conferenza delle Regioni. Aggiungere a ciò l’obbligo di un tampone, comporterebbe un fortissimo disincentivo alla partecipazione ed indebolirebbe lo strumento molto efficace del super green pass”. Lo scrive in una nota l’AGIS, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo che ha inviato una lettera sul tema al Presidente del Consiglio, Mario Draghi,

“Tutto ciò – continua la nota – creerà ancor minore sostenibilità economica, creando alle imprese un danno di centinaia di milioni di euro, visto il particolare periodo festivo, ed ulteriori difficoltà a decine di migliaia di lavoratori già profondamente colpiti dalle ricadute pandemiche. La sicurezza di cinema e teatri è, per tutte le ragioni esposte, fuori discussione e, tra l’altro, rappresentata con convinzione da campagne istituzionali, da noi promosse insieme al Ministero della Cultura. Le chiediamo, quindi, un Suo autorevole intervento per evitare un danno incalcolabile e, probabilmente, non più recuperabile per questo settore. Siamo certi che, pur nel rispetto delle esigenze di salute pubblica, converrà con noi sul fatto che le misure in atto sono già a garanzia di assoluta sicurezza. La pandemia – conclude la nota riportata dalla Dire (www.dire.it) – come da lei definito nel nostro incontro, ha rappresentato, tra l’altro, anche un ‘devastante disastro culturale’. Le chiediamo di evitarne ulteriori conseguenze che potrebbero derivare da misure eccessivamente restrittive”.