Sindrome metabolica: un aiuto da mix di due alghe marine e Cromo


Un mix di due alghe marine e Cromo può avere importanti effetti positivi sulla sindrome metabolica, una condizione che interessa un italiano adulto su cinque

microalghe progetto enea

Un mix di due alghe marine e Cromo può avere importanti effetti positivi sulla sindrome metabolica, una condizione che interessa un italiano adulto su cinque. La miscela è contenuta in un integratore nutraceutico, il Gdue, che ha dimostrato di essere efficace contro tutti i componenti che caratterizzano la sindrome che è contraddistinta da un’eccessiva circonferenza vita, ipertensione arteriosa, alterata glicemia a digiuno o insulino-resistenza (pre-diabete e diabete) e alterati valori di colesterolo. Una significativa riduzione del rischio cardiovascolare del 27% è riportata da un recente studio tutto italiano appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Diabetes Research. Una ricerca “real life” che è stata condotto su 505 pazienti, reclutati interamente nel nostro Paese.

Lo studio viene presentato oggi a Roma in una conferenza stampa. “Dopo sei mesi di trattamento con Gdue si sono ottenuti ottimi effetti positivi – afferma Antonio Nicolucci, direttore di CORESEARCH, Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology e primo autore dello studio -. Il peso corporeo è stato ridotto in media di 7,3 chilogrammi mentre la circonferenza di vita è scesa di 7,5 centimetri. La glicemia a digiuno è diminuita di 16,3 mg/dl mentre l’emoglobina glicata dello 0,55%. Buoni anche gli effetti benefici sulla pressione arteriosa, sia sistolica sia diastolica, che sono risultate entrambe più basse rispetto all’inizio dello studio. Lo stesso è avvenuto per i livelli di colesterolo “cattivo” LDL e dei trigliceridi mentre il colesterolo “buono” HDL è aumentato. La probabilità di manifestare un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei successivi dieci anni è stata stimata in questi pazienti utilizzando le carte di rischio del Progetto Cuore Italiano”

“Gdue è un prodotto naturale ottenuto con un particolare processo produttivo da due alghe marine: Ascophyllum Nodosum e Fucus Vesiculosus con l’aggiunta di Cromo picolinato – prosegue Sara De Martin, Farmacologa presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova –. Gdue è già utilizzato con successo nel trattamento del prediabete ed è stato sperimentato anche per altre malattie, come per esempio il “fegato grasso”. A breve saranno pubblicati dati preclinici estremamente promettenti a supporto dell’utilizzo del prodotto anche in questa condizione, che spesso è associata alla sindrome metabolica. Le caratteristiche farmacocinetiche di Gdue lo rendono inoltre un prodotto caratterizzato da un ottimo profilo di sicurezza”.

Sempre nella conferenza stampa viene inoltre presentato il nuovo portale web www.glicemiaepesosottocontrollo.it realizzato grazie al contributo di Aesculapius Farmaceutici. Si tratta di un “contenitore” di informazioni utili e certificate su tutte quelle complicazioni causate da una glicemia troppo alta e dai chili di troppo. Partecipano al progetto alcuni dei più importanti esperti italiani sulla sindrome metabolica, diabete e prediabete, steatosi epatica non alcolica, obesità e grave sovrappeso. Conterrà news, interviste, video-interviste, approfondimenti e sarà possibile per gli utenti rivolgere domande direttamente agli esperti.

“Glicemia e peso corporeo sono da sempre indicatori del livello di salute e benessere di una persona – sottolinea Nadia Cerutti, Responsabile UOSD Medicina Generale a Indirizzo Dietologico ASST Pavia -. Rappresentano importanti fattori di rischio per molte patologie anche gravi e potenzialmente letali. Proprio per questo sono due aspetti che devono essere sempre tenuti monitorati e sotto controllo. L’eccesso ponderale, oltre a determinare malattie osteoarticolari e respiratorie, incrementa in modo significativo l’insorgenza di resistenza all’insulina e di malattie ed eventi cardiovascolari. Lo stesso vale per l’iperglicemia che è una condizione che riguarda complessivamente oltre 5 milioni di persone solo in Italia”. Sempre più italiani, infatti, presentano alti livelli di zuccheri nel sangue e problemi di peso. L’obesità interessa il 16% degli over 18 residenti nel nostro Paese mentre ben il 44% degli adulti è in sovrappeso. I dati sull’eccesso ponderale risultano poi in aumento anche a causa della pandemia che ha costretto ad uno stile di vita meno attivo con i lockdown, la chiusura delle palestre ecc e a un’alimentazione sregolata e meno controllata. Nel 2019, infatti, gli uomini e le donne obesi e in sovrappeso erano meno rispetto ad oggi: rispettivamente il 13% e il 42%.

“La principale causa di questa situazione è da ricercare nella sempre maggiore adozione di stili di vita non salutari – sottolinea Silvio Settembrini, Dirigente medico di Malattie Metaboliche e Diabetologia, ASL Napoli 1 Centro – e in particolare, l’eccessivo consumo di cibi ad alto contenuto calorico e basso contenuto di fibre e la riduzione dell’attività fisica. E’ importante quindi trovare nuove soluzioni di trattamento in grado di migliorare le condizioni di un numero crescente di uomini e donne. I nutraceutici come Gdue rientrano in questa prospettiva e siamo convinti che sia necessario migliorare l’informazione anche su questi prodotti. Non è sufficiente dire integratore o nutraceutico: sono necessarie evidenze e studi clinici a supporto pubblicati su riviste prestigiose che ne confermino non solo la sicurezza ma ne attestino anche l’utilità e la capacità di incidere positivamente. Gdue rappresenta un esempio forse unico ad oggi in quanto a numero di pubblicazioni, numerosità dei pazienti arruolati nei vari studi pubblicati e risultati ottenuti. Più in generale preoccupa anche il dilagare sul web di notizie false, o comunque non scientificamente precise, su questi gravi problemi di salute. Spesso si legge on line di improbabili rimedi per perdere peso o abbassare i livelli della glicemia. E’ quindi fondamentale essere presenti anche sul web e sui social media con notizie certificate che possano essere consultate da pazienti e caregiver”.