Sclerosi multipla e vaccino Covid: un nuovo studio


Sclerosi multipla, possibile comparsa di recidive post-vaccino anti-COVID-19. Necessario un attento periodo di osservazione dopo la somministrazione

Cellule di Coronavirus

Per i pazienti affetti da sclerosi multipla (SM), è necessario pianificare e predisporre un rigoroso periodo di osservazione nel periodo successivo all’inoculazione del vaccino anti-COVID-19. Possono infatti manifestarsi, con una certa frequenza, casi di recidiva della malattia che nessitano di un intervento medico tempestivo per il ripristino di un pieno recupero. È il messaggio principale che emerge da un articolo – pubblicato online su “Frontiers of Neurology” – che riporta una serie di 16 casi clinici di questo tipo osservati in un periodo di quattro mesi in pazienti regolarmente seguiti in quattro Centri italiani per la SM.

Più esattamente, il periodo preso in esame era compreso tra marzo e giugno 2021 e i Centri SM che hanno preso parte alla raccolta dati sono stati quelli ospitati nelle seguenti strutture: Ospedale Sant’Andrea – Sapienza Università di Roma; Dipartimento di Neurologia Clinica – Ospedale Universitario SS. Annunziata di Chieti; Dipartimento di Neurologia – Ospedale Fabrizio Spallanzani di Frosinone; Dipartimento di Neuroscienze – Ospedale S. Camillo-Forlanini di Roma.

Obiettivo e metodi del case report
Nella SM ci sono indicazioni di un tasso invariato di recidiva nei pazienti vaccinati – rispetto a quelli non vaccinati – dopo la somministrazione del vaccino, premettono gli autori coordinati dal prof. Carlo Pozzilli, Ordinario di Neurologia alla Sapienza Università di Roma e Direttore del Centro SM dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

Tuttavia, fanno notare, quest’ultima constatazione non è stata supportata da prove radiologiche di attività della malattia e il periodo di osservazione è stato limitato. Finora, aggiungono, sono stati segnalati solo due casi di recidiva acuta dopo la vaccinazione COVID-19, entrambi con un buon esito.

L’obiettivo di questa serie di case report – spiegano gli autori – era quello di «descrivere l’associazione temporale tra la somministrazione del vaccino anti-COVID-19 e la comparsa di recidive di SM». A tale scopo, i quattro Centri citati hanno raccolto dati relativi a pazienti con SM che, dopo avere ricevuto la vaccinazione anti-COVID-19, hanno manifestato recidive confermate sia clinicamente sia radiologicamente.

«Abbiamo raccolto la storia medica rilevante dei pazienti, inclusi aspetti demografici, il decorso clinico della SM, il ricevimento (se avvenuto) di trattamenti modificanti la malattia (DMT) e dati ottenuti dalle scansioni di risonanza magnetica (MRI) dopo la vaccinazione anti-COVID-19» specificano Pozzilli e colleghi.

I risultati complessivi emersi
Al di là della descrizione dei singoli casi clinici, a livello generale si sono verificate le seguenti situazioni:

  • 3 pazienti su 16 hanno ricevuto una diagnosi di SM con un primo episodio che si è verificato dopo la vaccinazione anti-COVID-19;
  • 13 pazienti avevano già una diagnosi di SM e, di questi, 9 erano in trattamento con DMT;
  • 10 pazienti hanno ricevuto il vaccino BNT162b2/Pfizer-BioNTech, 2 l’mRNA-1273/Moderna (entrambi a mRNA) e 4 il ChAdOx1 nCoV-19/AstraZeneca (vettore da adenovirus);
  • tutte le recidive di SM si sono verificate da 3 giorni a 3 settimane dopo aver ricevuto la prima dose della vaccinazione anti-COVID-19 o il richiamo;
  • tutti i pazienti avevano evidenza di attività radiologica alla MRI.

«I risultati clinici e radiologici in questa coorte di pazienti con SM hanno confermato la riattivazione della malattia e suggerito un’associazione temporale tra l’attività della malattia e la vaccinazione COVID-19. La natura di questa associazione temporale, sia causale che incidentale, rimane da stabilirsi» scrivono Pozzilli e colleghi.

Il significato clinico dei dati osservati
Durante il periodo di 4 mesi considerato «almeno 2.500 pazienti con SM hanno avuto accesso ai quattro centri SM. Durante lo stesso periodo, nei Centri è stato osservato un totale di 69 recidive verificate (cioè trattate con steroidi per via endovenosa [IV] ad alte dosi), mentre 52 recidive sono state misurate nei 4 mesi precedenti» scrivono gli autori.

«Sebbene si debba tener conto della variazione stagionale del tasso di recidiva associato alle ore mensili di sole, durante la campagna di vaccinazione per il SARS-CoV-2 è stato osservato un aumento del numero totale di recidive» dichiarano.

Pozzilli e coautori precisano comunque che «il ruolo dei vaccini sul rischio di sviluppare recidive di SM e la SM stessa rimane da chiarire, non avendo dati a sufficienza per sostenere o confutare un’associazione tra lo sviluppo della SM e le vaccinazioni antivirali».

«Pertanto» proseguono «attualmente non ci sono controindicazioni per la vaccinazione nei pazienti con SM, con l’unica eccezione riguardante i vaccini vivi attenuati che sono controindicati per i pazienti con SM che ricevono trattamenti immunosoppressivi o immunomodulanti».

«A meno che il rischio di infezione non superi il rischio di reazioni avverse indotte dal vaccino, le recidive della SM non sono una controindicazione per la vaccinazione, ma sono un motivo per ritardare la vaccinazione fino alla remissione».

Dati non sufficienti per stabilire se il nesso sia di causalità o di casualità
«Sebbene l’evidenza di un’associazione tra vaccinazione e attività della SM sia ancora dibattuto, è stato suggerito un legame tra loro, entro i primi 30 giorni dopo l’immunizzazione, data la possibilità dei vaccini di accelerare la transizione dalla malattia subclinica a quella clinica attraverso una stimolazione del sistema immunitario» scrivono gli specialisti.

Gli autori fanno inoltre notare come le nuove tecnologie attualmente utilizzate per montare una risposta immunitaria al vaccino COVID-19, come i vaccini a mRNA, non sianono state testate in popolazioni affette da condizioni autoimmuni prima della campagna di vaccinazione.

In ogni caso, ammettono, «sebbene i casi clinici qui descritti abbiano manifestato sintomi neurologici che sono stati temporaneamente associati alla somministrazione del vaccino, la causalità non può essere assunta. Infatti, non si può distinguere se le recidive confermate radiologicamente che si sono verificate dopo la vaccinazione siano state innescate dallo stato infiammatorio indotto dal vaccino o sono ricadute che sarebbero avvenute comunque, indipendentemente dalla vaccinazione».

Le implicazioni per la pratica real life nel nostro Paese
Come è noto, dopo l’autorizzazione dei vaccini contro SARS-CoV-2 da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), i pazienti con SM hanno avuto la priorità per la vaccinazione a partire da marzo 2021. Il maggiore interesse per la vaccinazione è stato osservato nei pazienti più anziani e in quelli con comorbilità, interesse che si riflette nella presente serie di casi, dove l’età media era di 46,7 +/- 10,3 e il punteggio mediano EDSS (Expanded Disability Status Scale) era di 2,5.

Infatti, spiegano Pozzilli e colleghi, «l’immunosenescenza aumenta il rischio di eventi avversi negli anziani. Oltre alla ridotta risposta ai vaccini, i cambiamenti che avvengono nel sistema immunitario con l’invecchiamento generalmente si traducono in una maggiore suscettibilità alle infezioni e prevalenza di autoimmunità, fattori che possono precipitare le riattivazioni nei pazienti con SM».

Peraltro, segnalano, le conclusioni derivate da case report e serie di casi non sono esenti da bias e non dovrebbero indurre atteggiamenti esitanti in relazione alla vaccinazione.

«Eventi avversi derivanti dalla vaccinazione possono verificarsi in rari casi, ma i benefici generalmente sono superiori, dato che le infezioni acute possono avere conseguenze pericolose. Infatti, i pazienti con SM hanno un aumentato rischio di mortalità da COVID-19, soprattutto se più anziani e con disabilità e/o comorbilità significative» scrivono gli autori.

In conclusione, sostengono Pozzilli e colleghi, sono necessari ampi studi prospettici controllati per effettuare una stima della frequenza delle recidive della SM, dimostrate sia clinicamente che mediante MRI, che potrebbero verificarsi durante il periodo post-vaccinale quando sarà pianificato un nuovo programma di vaccinazione per il COVID-19.

Bibliografia:
R, Barbuti E, Rinaldi V, et al. Case Report: Multiple Sclerosis Relapses After Vaccination Against SARS-CoV2: A Series of Clinical Cases. Front Neurol, 2021 Oct 22. doi: 10.3389/fneur.2021.765954. [Epub ahead of print] Link