Le sfogline di Bologna candidate all’Unesco


Le sfogline di Bologna candidate a entrare tra i patrimoni dell’umanità Unesco: la conferma ufficiale arriva dal sindaco di Bologna, Virginio Merola

Una massaia prepara le sfogline di Bologna

Le sfogline di Bologna si candidano per entrare nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco. La conferma ufficiale arriva dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, in occasione di un colloquio telefonico con la sottosegretaria al ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni.

“Il Comune di Bologna aderisce più che volentieri al percorso della candidatura all’Unesco dell’arte delle sfogline”, dice Merola come riferisce la Dire (www.dire.it). Il primo cittadino anticipa già che l’incaricato a seguire il percorso di candidatura sarà il già deputato e consigliere regionale Franco Grillini, “che si batte da tempo affinché a questa professione venga dato un giusto riconoscimento e che sull’argomento ha presentato in passato progetti di legge in Regione e in Parlamento”.

Anche se “ci vorrà un po’ di pazienza, ma se sul piano di candidatura convergeranno altre città emiliano-romagnole e altre nazioni allora la partita potrebbe anche accelerare”, aveva commentato ieri Borgonzoni a ‘Il Resto del Carlino’, motivata a portare avanti la candidatura come patrimonio Unesco dell’arte tutta bolognese del ‘tirare la sfoglia’. La conferma di Merola infatti, si aggiunge al ‘sì’ del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, sentito ieri dalla sottosegretaria.

Il commento della Coldiretti

Con l’emergenza Covid più di una famiglia su quattro (26%) è tornata a cimentarsi nella preparazione casalinga della pasta sotto la spinta del ritorno alla tradizione e del maggior tempo trascorso. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione del sostegno del Comune di Bologna al percorso di candidatura dell’arte delle sfogline a patrimonio dell’umanità Unesco. Il boom casalingo del fai da te che ha fatto volare i consumi di farina (+38%) e uova (+14,5%) secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea e se in passato però erano soprattutto i più anziani ad usare il matterello adesso – precisa la Coldiretti – la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di preparazione. La candidatura Unesco – conclude la Coldiretti – è quindi il riconoscimento di una tradizione che resiste e si rafforza nel tempo spinta dalla prepotente successo della dieta mediterranea e della cucina italiana nel mondo.